Stadio

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Notizie, curiosità, aggiornamenti e guide sugli stadi del calcio e dello sport mondiale.

Lo stadio è sempre stato il luogo di spettacoli ed eventi sportivi, fin dall’antichità greca e romana. Il nome stesso deriva da “stadion”, dal greco antico, un’unità di misura utilizzata come riferimento per le prima gare podistiche (pari a 177,60 metri). In virtù di questo, lo stadio era il luogo dove si disputavano queste competizioni di corsa, mentre gli anfiteatri (tra cui il più famoso, ovviamente, è il Colosseo di Roma) erano dedicati a eventi e spettacoli. Nell’antica Roma c’erano, inoltre, i circhi, strutture a ferro di cavallo allungato utilizzato per le corse dei cavalli e delle bighe (tra i più celebri, il Circo Massimo di Roma).

In età moderna, la trasposizione di tutte queste differenti tipologie di edificio è andata sotto il nome univoco di “stadio”, che indica qualunque campo da gioco con struttura stabile annessa per la pratica dei vari sport all’aperto. Per quanto riguarda gli sport al chiuso, o indoor, generalmente si utilizzano i termini “arena” o “palazzetto”.

L’utilizzo del termine “stadio” è stato subito associato, fin dai primi del ‘900, agli impianti dedicati agli sport olimpici. Al contrario, nel calcio le prime strutture erano definite “campi”, sia per l’esigua presenza di gradinate, sia per una denominazione derivante dall’uso inglese del termine “park” (che si utilizza per definire un campo da gioco). Allo stesso modo, sempre all’inizio del Novecento con la diffusione del ciclismo, gli impianti sportivi dedicati nello specifico a questo sport (e provvisti di un anello di pista con curve inclinate) erano chiamati “velodromi”.

Lo stadio contemporaneo, un edificio polifunzionale

Oggi la parola “stadio” definisce tutti i grandi impianti sportivi, senza evidenti differenze fra le diverse discipline. Questo è dovuto al fatto, soprattutto, che i nuovi stadi contemporanei sono spesso edifici polifunzionali, che possono ospitare almeno due sport, se non di più: tutti gli sport che si praticano su un rettangolo di gioco di grandezze simili (calcio, rugby o football americano) a cui si aggiungono le discipline dell’atletica (nel caso della presenza di un anello di pista)

Lo stadio moderno rinasce a fine ‘800, in Inghilterra, con l’avvento del calcio. Grazie all’ingegnere scozzese Archibald Leitch viene “inventata” una tipologia di edificio che prevede la presenza di strutture per accogliere i tifosi, ai bordi del campo, talvolta provviste di coperture, e realizzate con il gusto dell’architettura dell’epoca. Dall’epoca pionieristica del calcio, lo stadio diventa sempre di più un edificio fondamentale per le nostre città, modificandosi e arricchendosi di elementi diversi e nuovi, sia in virtù di nuove leggi sulla sicurezza, sia grazie all’evoluzione della tecnologia e dei materiali.

I più grandi stadi del mondo oggi arrivano a sfiorare capienze di 100mila spettatori. Numeri limitati dall’obbligo di avere tutti i posti a sedere all’interno degli stadi, e ampiamente superati nella prima metà del ‘900 quando il pubblico, al contrario, seguiva le partite in piedi. I grandi stadi del football americano sono giganti dell’architettura contemporanea (v. MetLife Stadium di New York, 82.500 posti), mentre l’Europa rimane fedele alle sue tradizioni e rinnova i suoi impianti più gradualmente (v. nuovo Wembley, 90mila posti).

 

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