Formula 1

Formula 1

La storia della Formula 1 dagli albori ad oggi. Dal primo Mondiale vinto da Giuseppe Farina nel 1950 fino all'ultimo titolo iridato conquistato da Lewis Hamilton.

Il termine "formula" indica una serie di regole da rispettare da parte di monoposto e piloti al fine di garantire una competizione più avvincente, evitare eccessive disparità tecniche tra le monoposto e imporre dei limiti che possano ridurre il rischio di incidenti. La genesi della Formula 1 risale nelle corse di fine  XIX secolo che nel 1906 assunsero la denominazione di gran premi. La prima vera regolamentazione risale al 1920 ("Formula Grand Prix") e fu adottata in Europa per tre differenti competizioni che si svolsero fino al 1939.

Nel 1946 prende vita la Formula A che comprendeva una serie di gran premi cui potevano partecipare due tipi di motore: i supercompressi da 1,5 litri e gli aspirati da 4,5 litri. La prima gara fu disputata a Torino il 1º settembre 1946, sul circuito del Valentino, aggiudicata da Achille Varzi alla guida di un Alfa Romeo 158. Prende il nome di Formula 1 nel 1948, per via della nascita della Formula 2, ed era costituita da sette tappe europee, dal 1950 acquisì carattere internazionale e fu introdotto un campionato piloti, la cui classifica era decisa in base ai risultati ottenuti nelle sette gare: Gran Bretagna, Svizzera, Monaco, Belgio, Francia, Italia e la 500 miglia di Indiana-polis: su quest'ultima pista non si presentò nessuno e quindi fu inizialmente saltata.

Il primo Mondiale di Formula 1 fu vinto dalla casa italiana Alfa Romeo che dominò letteralmente la prima edizione del campionato con il suo team formato da Giuseppe Farina, Luigi Fagioli e Juan Manuel Fangio che riuscirono a sfruttare al meglio la loro esperienza. La stagione terminò con la gara di Monza che incoronerà Giuseppe Farina primo Campione del Mondo di Formula 1. L'anno seguente a vincere fu l'argentino Juan Manuel Fangio al volante dell'Alfa Romeo 159, nel 1952 e 1953 a vincere fu Alberto Ascari con la Ferrari 500. Da lì a poco i primi incidenti mortali misero in discussione le corse automobilistiche, la Ferrari fu al centro di un'acre critica da parte dell'opinione pubblica e fu deciso di ridurre la cilindrata dei motori. Ma la storia di questo sport non ha mai smesso di rivendicare vite umane (l'ultima risale al 2015 con Jules Bianchi).

Formula 1, le scuderie che hanno fatto la storia

La stagione 1958 del Campionato mondiale di Formula 1 è stata la 1ª ad assegnare il Campionato Costruttori, conquistato dalla Vanwall. La Ferrari è il team più blasonato della storia del Circus oltre che il più vincente. La scuderia di Maranello ha infatti conquistato 16 Mondiali Costruttori e 15 titoli iridati riservati ai piloti. Il debutto risale al 1950 al Gran Premio di Monaco, la seconda prova stagionale, dove giunse seconda grazie ad Alberto Ascari. La prima pole position e la prima vittoria arrivarono invece l'anno seguente al Gran Premio di Gran Bretagna grazie a José Froilán González. Il primo campionato del mondo piloti arrivò nella stagione 1952 ad opera di Alberto Ascari su una Ferrari 500 F2. Nel 1961 il primo Mondiale per Costruttori.

La seconda scuderia maggiormente titolata nella storia della Formula 1 è la britannica McLaren. Fondata il 2 settembre 1963 dal pilota neozelandese Bruce McLaren, esordì nel 1966. Da allora ha collezionato 8 titoli costruttori e 12 vinti dai suoi piloti Emerson Fittipaldi, James Hunt, Niki Lauda, Alain Prost, Ayrton Senna, Mika Häkkinen e Lewis Hamilton.

Sul podio immaginario delle scuderie maggiormente quotate nella storia del Circus c'è la Williams, costituita nel 1977 da Sir Frank Williams e Sir Patrick Head. Terza scuderia nella storia per numero di successi, vanta ben sedici titoli mondiali, nove costruttori e sette piloti. Il primo Mondiale Piloti arriva nel 1980 e porta la firma dell'australiano Alan Jones, nella medesima stagione arriva anche il primo Mondiale per Costruttori grazie al motore Ford.

La Mercedes AMG F1 è presente nelle competizioni sin dall'inizio del Novecento: si ricordano le prestigiose vittorie nei Grand Prix di Francia del 1908 e 1914, ma soprattutto le tre vittorie nel Campionato europeo di automobilismo (1935-1937-1938), che era il più prestigioso campionato automobilistico del mondo. L’esordio in Formula 1 risale al biennio 1954-55 ottenendo due titoli iridati, ad opera di Juan Manuel Fangio, prima di ritirarsi. La scuderia tedesca è stata rifondata nel novembre 2009, quando la Daimler AG ha acquistato il 75,1% della Brawn GP. Nel 2011 è stata inglobata anche la restante parte del pacchetto azionario appartenente a Ross Brawn.

I grandi piloti e i grandi duelli

Nella lunga storia della Formula 1 solo tre piloti hanno conquistato cinque o più titoli iridati. Juan Manuel Fangio e Lewis Hamilton a quota 5, Michael Schumacher comanda la classifica con 7 Mondiali. Ma tanti sono stati i duelli che hanno contrassegnato settanta anni di corse.

Alberto Ascari vs Juan Manuel Fangio

Agli albori della storia risale la prima vera rivalità, tra Fangio e Ascari, conclusasi tristemente con la morte del pilota italiano a Monza nel 1955 come suo padre. Alfa Romeo impone il suo dominio nelle prime fasi, ma Ascari riesce a tenere spesso il passo dei rivali Farina, vincitore del primo Mondiale, e Fangio. Un anno dopo la casa di Maranello allestisce una monoposto più competitiva,  conquista la prima vittoria a Silverstone, ma è Gonzales a tagliare pe primo la bandiera a scacchi, con Ascari fermato da un problema al cambio. L’argentino Fangio si accontenta della seconda piazza e ipoteca il titolo iridato. Da lì a poco sarebbe arrivata la prima vittoria di Alberto Ascari, in Germania, al termine di una serie di sorpassi e controsorpassi con il rivale sudamericano. Monza si rivelerà teatro del primo grande duello corpo a corpo, il ferrarista ha la meglio e accorcia in classifica, rinviando il capitolo iridato in Spagna. La scuderia del Cavallino sbaglia strategia gomme e consente a Fangio di prendersi GP e titolo.

Nel 1952 cambia il regolamento, la casa del Biscione abbandona la competizione e Fangio è costretto a trasferirsi in Maserati. Sarà la stagione buona per Ascari, facilitata da un incidente di Fangio in una tappa non valida per il campionato che lo costringe a dare forfait. Il pilota lombardo si aggiudicherà tutte le gare in calendario e si laurea campione del mondo. L’anno seguente Fangio ritorna in pista e la sua Maserati è pronta a lanciare la sfida. Nella prima gara in terra argentina è Ascari ad avere la meglio, in una gara funestata da un incidente che portò alla morte di una dozzina di spettatori. Trionfa anche in Olanda, in Belgio e in Inghilterra, la certezza matematica arriva in Germania.

Nel 1954 il due volte iridato decide di lasciare la Ferrari e rimettersi in gioco con la Lancia, ma il marchio non è pronto alla competizione ed è costretto a saltare le prime tappe. A quel punto Fangio, passato in Mercedes,è già ben avviato verso il titolo, ma in Italia e Spagna l'ex ferrarista dà filo da torcere, dovendosi poi arrendere per problemi meccanici. Nel 1955 la Lancia ha compiuto passi in avanti, ma è ancora poco affidabile rispetto alla Mercedes. Sarà l’anno fatale per Ascari: a Monaco la sua vettura finisce in mare nei pressi del porto, ma ne esce illeso. Quattro giorni dopo, durante un test a Monza, perde la vita, chiudendo il primo capitolo leggendario della Formula 1.

James Hunt vs Niki Lauda

La rivalità tra il britannico James Hunt e l'austriaco Niki Lauda è forse la miccia che accende la passione di tantissimi tifosi per questo sport. Il primo molto estroverso, dedito al divertimento, al fumo e alle donne, l'altro molto disciplinato, freddo e riservato, meticoloso nella preparazione della monoposto. Nel 1975 è Lauda a conquistare il titolo iridato, ma la rivalità s’infiamma nella stagione successiva. Dopo sette GP l'austriaco conta 44 punti di vantaggio e sembra poter dormire sonni tranquilli, ma arrivano la vittoria di Hunt a Le Castellet e soprattutto il terribile incidente di Niki Lauda che, al Nurburgring, rischia la vita con la sua Ferrari che viene avvolta dalle fiamme. L'austriaco è costretto ad un periodo forzato in ospedale, Hunt ne approfitta per recuperare punti preziosi in ottica mondiale, i due si giocano tutto nell'ultima sfida a Suzuka in condizioni proibitive, con Lauda che ha un vantaggio di 3 punti, ma decide di ritirarsi per le scarse condizioni di sicurezza del tracciato. Hunt sceglie invece di proseguire la gara e all'ultimo giro riesce a conquistare quel terzo posto che gli dà i punti necessari a vincere il suo primo e unico titolo iridato. Negli anni seguenti si assiste al declino del britannico, che correrà per altre tre stagioni prima del ritiro. Lauda proseguirà fino al 1985, salve un biennio sabbatico, conquistando altri due mondiali.

Alain Prost vs Ayrton Senna

L'inizio della celebre rivalità risale al GP del Portogallo 1988. Senna e Prost erano compagni di scuderia, nella bagarre per la prima posizione il brasiliano strinse il francese contro il muretto. La vittoria andò al Professore, ma a fine gara accusò il compagno di team di aver compiuto una manovra pericolosa. Prost chiuse il campionato a 105 punti e Senna a 94 ma, a causa della regola degli scarti, fu il brasiliano a laurearsi campione del mondo. Nel 1990 il duello raggiunge l'apice: a San Marino, tra i due c'era un accordo secondo il quale il pilota in testa dopo lo start, non avrebbe dovuto essere superato dal compagno in curva 1. Senna non rispettò l'accordo e a fine gara nei box volano parole grosse. La vendetta si consuma a Suzuka, con il francese che arriva al contatto con Ayrton, causando la sua uscita e la squalifica del pilota carioca a fine gara per aver tagliato la chicane in seguito all'incidente.

Nel 1990 Prost passa alla Ferrari e la rivalità diventa ancora più ardente. Nonostante una fittizia pace televisiva a Monza, sarà ancora una volta Suzuka il teatro della battaglia. Alain per diventare campione deve vincere le due ultime gare. Alla prima curva Senna sperona all'interno il francese, gara finita per entrambi e il titolo mondiale va al campione della McLaren. Prost e la Ferrari attaccano Senna e la McLaren, ma non serve a cambiare il risultato. L'anno dopo le scintille tra i due si smorzano, con Prost in affanno al volante di una Ferrari poco competitiva. La morte di Ayrton nel 1994 fu un duro colpo per Prost che, al funerale del rivale, si offrì di portare a spalla la bara.

Michael Schumacher vs Mika Hakkinen

Il tedesco è il pilota più forte di tutti i tempi, ma nella sua lunga carriera ha dovuto fare i conti con un avversario alquanto ostico come Mika Hakkinen. Tra la fine degli anni '90 e l'inizio dei 2000 il finlandese è stato l'unico capace di batterlo nel 1998-1999, anche se nel secondo caso l'infortunio accorso a Schumacher fu decisivo. La rivalità tra i due fu una delle più sane e corrette della storia del Circus e inizia addirittura nelle categorie minori. Michael nel 1990 vince la Formula 3 tedesca, Mika trionfa in quella inglese e decide di prendere parte all’ultima tappa del campionato teutonico in veste di wild card. Lo scandinavo viene irriso dai rivali, credendolo un avversario facile, ma Hakkinen va a prendersi pole e vittoria mettendo tutti a tacere.

Un mese dopo i due si ritrovano a Macao, una gara assai prestigiosa soprattutto a quell'epoca. Hakkinen vince la gara-1, nella seconda manche Schumi lo manda a muro e si aggiudica la vittoria tra mille polemiche. Nel 1991 debuttano entrambi in Formula 1, ma prima di vederli lottare alla pari passeranno degli anni.

Nel 1998 si assiste ad un bel testa a testa: il finlandese vince i primi due GP, poi in Spagna e a Monaco. Schumacher trionfa in Argentina e si riprende dopo la pausa estiva trionfando in Canada e Francia. Sotto il diluvio di Silverstone avviene una delle gare più emozionanti della storia: Mika si invola al comando, ma un testacoda gioca a favore di Michael che, mentre sta per vincere, riceve una penalità. Il pilota McLaren pregusta la vittoria, ma Schumi recupera subito terreno e sale sul gradino più alto del podio. Nelle ultime due gare si assegna il Mondiale: al Nurburgring trionfa Hakkinen, in Giappone il pilota tedesco fa spegnere il motore ed è costretto a partire ultimo. Nonostante una splendida rimonta, a pochi giri dal traguardo fora una gomma e si ritira, con lo scettro iridato che finisce nelle mani del finlandese.

Schumacher cerca il riscatto nel 1999 e nelle prime gare si assiste ad una lotta assai equilibrata, ma un incidente a Silverstone, in cui si rompe tibia e perone, lo costringe a restare fuori per quasi tutto il resto del campionato. Hakkinen non ne approfitta in pieno, le sue prestazioni lasciano a desiderare. Nel finale di campionato il tedesco ritorna e può aiutare il compagno di team Eddie Irvine a vincere il titolo. Il nordirlandese sbaglia in qualifica in Giappone ed è costretto a partire dalle retrovie, Schumi deve vincere per consegnare il titolo al compagno di team, ma Hakkinen si mette davanti sin dalla partenza, vince gara e titolo mondiale.

L'anno dopo a Spa Hakkinen compie un sorpasso che resterà nei libri di storia. Prende la scia del tedesco, in mezzo c'è il doppiato Zonta, il pilota della McLaren passa entrambi mettendo a segno forse il più bel sorpasso in un GP di Formula 1. A fine stagione sarà Schumacher a vincere il titolo, ma quella manovra in Belgio sarà per sempre dura da digerire.

Nico Rosberg vs Lewis Hamilton

È l'ultimo grande duello che la storia della Formula 1 ricordi. Tutto ha inizio nel 2013, quando il pilota inglese approda in Mercedes, dove il tedesco era già da tre stagioni. La Freccia d'Argento non ha rivali e la sfida per il Mondiale è riservata ai due compagni di scuderia. Per i primi due anni Nico Rosberg sembra condannato a recitare il ruolo di eterno secondo, nel 2015 vince ancora Lewis Hamiltom, ma il tedesco predomina nelle ultime tre gare. Suona l'allarme nel box Mercedes, l'anno successivo si preannuncia battaglia. Nico vince le prime quattro gare e arrivano le prime schermaglie: primo contatto al Montmelò, poi in Austria. Hamilton tenta la rimonta, ma in Malesia il suo motore va in fumo e Rosberg ne approfitta per riallungare. Nell'ultimo GP Lewis, mentre è in testa, rallenta il passo gara per cercare di permettere ai rivali di guadagnare terreno e frapporsi tra loro, il tedesco mantiene i nervi ben saldi e si conferma campione. Non potrà esserci rivincita, perché pochi giorni dopo l'iridato annuncia il suo ritiro.

I circuiti più famosi e affascinanti

Il circuito di Monza è il terzo autodromo permanente più antico al mondo, dopo quello di Brooklands e quello di Indianapolis. Costruito nel 1922, ha preceduto il Nurburgring, completato nel 1927, e Spa che non era permanente quando prese il via nel '22 ma adattato su tracciati stradali. Conosciuto come "tempio della velocità", è il più veloce della Formula 1. Il tracciato è stato più volte sottoposto a restyling per ridurne le criticità determinate dalle punte di velocità e accrescerne la sicurezza.

Il tracciato di Spa ha ospitato il suo primo GP nel 1924. Soprannominato come "l'università della Formula 1", per la varietà di curve, rettilinei, salite e discese che i piloti affrontano. Le alte velocità medie delle curve erano grande fonte di rischio per piloti e fu teatro di parecchi incidenti, tanto da richiedere diversi interventi strutturali per adeguarsi agli standard di sicurezza. É il circuito preferito da Michael Schumacher, qui ha vinto la sua prima gara in carriera nel 1992 ed ha trionfato per ben sei volte.

Monte Carlo è il tracciato cittadino che si snoda sulle strade del Principato di Monaco, ha una lunghezza di 3 km, si contraddistingue per la velocità media ridotta, le difficoltà cui sono sottoposti i piloti e di sorpasso. Il tracciato di Monte Carlo è rimasto sostanzialmente invariato dal momento della sua realizzazione nel 1929: in quanto pista cittadina, la sua morfologia è strettamente legata a quella del sistema viario del Principato.

Il circuito di Silverstone ha ospitato il primo Gran Premio di Formula 1 il 13 maggio 1950. Silverstone nasce come aeroporto militare nel 1943. La configurazione era quella di tre piste disposte a triangolo collegate da tre curve secche. Dal 1950 si cominciarono ad utilizzare per le gare le vie perimetrali dando così origine al circuito vero e proprio. All’inizio degli anni Novanta furono eseguiti i maggiori lavori di revisione per ridurre i picchi di velocità ed eliminare le tre storiche curve Stowe, Club e Woodcote.

Gli italiani che hanno fatto la storia del Circus

Antonio Giovinazzi correrà nel 2019 la sua prima stagione da titolare al volante della Alfa Romeo Racing. Il pilota pugliese ha esordito in Formula 1 nel marzo 2017 in Australia, chiamato a sostituire l'infortunato Wehrlein, concludendo al 12esimo posto. Segna il ritorno di un pilota italiano dopo otto anni di assenza. Gli ultimi a partecipare al Mondiale sono stati Jarno Trulli e Vitantonio Liuzzi che hanno appeso il casco al chiodo entrambi  nel novembre 2011, subito dopo il GP di Interlagos in Brasile. Sono pochi gli italiani che hanno trionfato nel Circus. Il primo campionato del 1950 fu vinto da Nino Farina con l'Alfa Romeo 158. Il più vittorioso è Alberto Ascari che conquistò due titoli consecutivi nel '52 e nel '53 alla guida della Ferrari. 32 GP disputati, 13 vittorie e 17 podi, considerando anche i Mondiali al volante di Maserati e Lancia. Sono questi gli unici successi italiani nella storia della competizione iridata di F1.

93 sono i piloti che hanno disputato almeno una gara, solo 15 sono riusciti a vincere un Gran Premio, pochi quelli che hanno lottato per il titolo fino alla fine. Ricordiamo Riccardo Patrese, che sfiorò il titolo nel 1992, ottenendo un primo posto e piazzandosi al secondo per sei volte. Per lui 6 Gran Premi vinti su 257 gare. Michele Alboreto, con la Ferrari, nel 1985 mancò il titolo per un soffio a causa di quattro ritiri nelle ultime gare che consegnarono il successo ad Alain Prost. In carriera su 215 GP ha vinto 5 volte. L'ultimo italiano a vincere un Gran Premio è stato Giancarlo Fisichella nel GP di Malesia 2006 con la Renault. Per lui 231 gare disputate e 3 vittorie.

Come funziona il weekend di gara e l'assegnazione dei punteggi

Un Gran Premio ha inizio il giovedì con una conferenza stampa. Il venerdì ha luogo la doppia sessione di prove libere, in due orari differenti: una al mattino, l'altra nel primo pomeriggio, entrambe della durata di 90'. Il sabato inizia con la terza e ultima sessione di prove libere della durata di 60'. Solitamente intorno alle 14:00 del sabato si svolgono le qualifiche con il sistema del knock-out, che consiste in tre fasi della durata di 18, 15 e 12 minuti ciascuno. All'ultima fase (Q3) partecipano le 10 vetture più veloci, le altre escono metà al termine della Q1, metà alla fine della Q2. Al termine della gara domenicale i punti vengono assegnati ai primi dieci arrivati secondo l'ordine seguente: 25, 18, 15, 12, 10, 8, 6, 4, 2, 1.

Cosa dice il regolamento 2019

Rispetto alla stagione 2018 sono poche le modifiche al regolamento tecnico. Aumenta la capacità del serbatoio che passa da 105 a 110 kg. Le ali anteriori sono semplificate per ridurre le turbolenze e consentire alle vetture di correre più vicine, l'alettone posteriore è più largo per generare un maggiore aumento di velocità con il DRS aperto e più semplificato per permettere più visibilità agli sponsor. Sono previste cinque mescole Pirelli ma solo tre colori (bianco, giallo e rosso) per le tre gomme usate in ogni GP per agevolare la comprensione da parte del pubblico sugli spalti e a casa.

I piloti dovranno avere un peso minimo di 80 kg: alle vetture dei più leggeri verrà applicata una zavorra. A decretare la fine di un Gran Premio non ci sarà solo la bandiera a scacchi, ma anche un tabellone luminoso per evitare errori umani come nel GP del Canada. Infine, in caso di safety-car i piloti non dovranno più attendere la safety car line, ma potranno effettuare un sorpasso solo dopo la linea del traguardo

L'albo d'oro dei piloti: comanda Schumi con 7 titoli

  • 1950 Nino Farina - Alfa Romeo  
  • 1951 Juan Manuel Fangio - Alfa Romeo  
  • 1952 Alberto Ascari - Ferrari  
  • 1953 Alberto Ascari - Ferrari  
  • 1954 Juan Manuel Fangio - Maserati
  • 1955 Juan Manuel Fangio - Mercedes
  • 1956 Juan Manuel Fangio - Ferrari-Lancia  
  • 1957 Juan Manuel Fangio - Maserati  
  • 1958 Mike Hawthorn - Ferrari  
  • 1959 Jack Brabham - Cooper–Climax
  • 1960 Jack Brabham - Cooper–Climax
  • 1961 Phil Hill - Ferrari
  • 1962 Graham Hill - BRM
  • 1963 Jim Clark - Lotus–Climax
  • 1964 John Surtees - Ferrari
  • 1965 Jim Clark - Lotus–Climax
  • 1966 Jack Brabham - Brabham–Repco
  • 1967 Denis Hulme - Brabham–Repco
  • 1968 Graham Hill - Lotus–Ford
  • 1969 Jackie Stewart - Matra–Ford
  • 1970 Jochen Rindt - Lotus–Ford
  • 1971 Jackie Stewart - Tyrrell–Ford
  • 1972 Emerson Fittipaldi - Lotus–Ford
  • 1973 Jackie Stewart - Tyrrell–Ford  
  • 1974 Emerson Fittipaldi - McLaren–Ford
  • 1975 Niki Lauda - Ferrari
  • 1976 James Hunt - McLaren–Ford
  • 1977 Niki Lauda - Ferrari
  • 1978 Mario Andretti - Lotus–Ford
  • 1979 Jody Scheckter - Ferrari
  • 1980 Alan Jones - Williams–Ford
  • 1981 Nelson Piquet - Brabham–Ford  
  • 1982 Keke Rosberg - Williams–Ford  
  • 1983 Nelson Piquet - Brabham–BMW  
  • 1984 Niki Lauda - McLaren–Porsche
  • 1985 Alain Prost - McLaren–Porsche
  • 1986 Alain Prost - McLaren–Porsche
  • 1987 Nelson Piquet - Williams–Honda
  • 1988 Ayrton Senna - McLaren–Honda
  • 1989 Alain Prost - McLaren–Honda
  • 1990 Ayrton Senna - McLaren–Honda
  • 1991 Ayrton Senna - McLaren–Honda
  • 1992 Nigel Mansell - Williams–Renault
  • 1993 Alain Prost - Williams–Renault
  • 1994 Michael Schumacher - Benetton–Ford
  • 1995 Michael Schumacher - Benetton–Renault
  • 1996 Damon Hill - Williams–Renault
  • 1997 Jacques Villeneuve - Williams–Renault
  • 1998 Mika Häkkinen - McLaren–Mercedes
  • 1999 Mika Häkkinen - McLaren–Mercedes
  • 2000 Michael Schumacher -  Ferrari
  • 2001 Michael Schumacher - Ferrari
  • 2002 Michael Schumacher - Ferrari
  • 2003 Michael Schumacher - Ferrari
  • 2004 Michael Schumacher - Ferrari
  • 2005 Fernando Alonso - Renault
  • 2006 Fernando Alonso - Renault
  • 2007 Kimi Raikkonen - Ferrari
  • 2008 Lewis Hamilton - McLaren–Mercedes
  • 2009 Jenson Button - Brawn–Mercedes
  • 2010 Sebastian Vettel - Red Bull–Renault
  • 2011 Sebastian Vettel - Red Bull–Renault
  • 2012 Sebastian Vettel - Red Bull–Renault
  • 2013 Sebastian Vettel - Red Bull–Renault
  • 2014 Lewis Hamilton - Mercedes
  • 2015 Lewis Hamilton - Mercedes
  • 2016 Nico Rosberg - Mercedes
  • 2017 Lewis Hamilton - Mercedes
  • 2018 Lewis Hamilton – Mercedes

Albo d'oro dei costruttori: 16 titoli per la Ferrari

  • 1958 Vanwall 
  • 1959 Cooper 
  • 1960 Cooper 
  • 1961 Ferrari 
  • 1962 BRM 
  • 1963 Lotus 
  • 1964 Ferrari 
  • 1965 Lotus 
  • 1966 Brabham 
  • 1967 Brabham
  • 1968 Lotus
  • 1969 Matra
  • 1970 Lotus
  • 1971 Tyrrell
  • 1972 Lotus
  • 1973 Lotus
  • 1974 McLaren
  • 1975 Ferrari
  • 1976 Ferrari
  • 1977 Ferrari
  • 1978 Lotus
  • 1979 Ferrari
  • 1980 Williams
  • 1981 Williams
  • 1982 Ferrari
  • 1983 Ferrari
  • 1984 McLaren
  • 1985 McLaren
  • 1986 Williams
  • 1987 Williams
  • 1988 McLaren
  • 1989 McLaren
  • 1990 McLaren
  • 1991 McLaren
  • 1992 Williams
  • 1993 Williams
  • 1994 Williams
  • 1995 Benetton
  • 1996 Williams
  • 1997 Williams
  • 1998 McLaren 
  • 1999 Ferrari
  • 2000 Ferrari
  • 2001 Ferrari
  • 2002 Ferrari
  • 2003 Ferrari
  • 2004 Ferrari
  • 2005 Renault
  • 2006 Renault 
  • 2007 Ferrari 
  • 2008 Ferrari 
  • 2009 Brawn GP 
  • 2010 Red Bull 
  • 2011 Red Bull 
  • 2012 Red Bull
  • 2013 Red Bull
  • 2014 Mercedes
  • 2015 Mercedes
  • 2016 Mercedes
  • 2017 Mercedes
  • 2018 Mercedes

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