Ferrari

Ferrari

Uno dei marchi più famosi al mondo, il Cavallino Rampante di Maranello ha fatto la storia dei motori e delle corse automobilistiche

Ferrari non è solo una casa automobilistica, ma uno dei brand più prestigiosi e influenti al mondo. Fondata nel 1929 da Enzo Ferrari, inizialmente nasceva in seno all’Alfa Romeo come scuderia corse, ma la vera data di origine è il 13 settembre 1939, a Modena, con la fondazione della Auto Avio Costruzioni. In questa sua nuova azienda Enzo Ferrari costruì una vettura sportiva, una spider 8 cilindri denominata 815, realizzata  in due esemplari e partecipò alla Mille Miglia del 1940, ma l’inizio della Seconda Guerra Mondiale costrinse alla cessazione di ogni attività agonistica.

Nel 1943 l’azienda si trasferisce a Maranello e nel 1947 debuttò la prima Ferrari, la 125 S, con motore V12 da 1.500cc che vinse la sua prima gara al GP di Roma, sul circuito circostante alle Terme di Caracalla. La Auto Avio Costruzioni verso la fine degli anni ’50 cambia nome in Auto Costruzioni Ferrari, nel 1965 diventa Ferrari Spa e quattro anni dopo cede il 50% delle sue quote azionarie al Gruppo Fiat, per far fronte alle crescenti richieste di mercato. Sotto il profilo sportivo arrivano i primi successi, si scrivono le prime pagine di una storia leggendaria. Nel 1948 vince la sua prima Mille Miglia, nel 1949 la prima 24 Ore di Le, nel 1951 conquista il primo Gran Premio valido per il Campionato del Mondo di Formula 1, un anno dopo Ferrari è campione del mondo con il mitico Alberto Ascari che si ripete l’anno dopo.

Nel 1973 comincia la produzione di vetture con i primi motori V8 montati, le vendite continuano ad aumentare, spinte dal successo di auto come la 308 GTB, la 308 GT4 e la GTS. Contemporaneamente cresce anche il reparto corse, nasce la collaborazione con lo sponsor Shell che si protrae fino ai giorni nostri, colleziona titoli Piloti e Costruttori, si alternano i piloti più famosi della storia di questo sport: Juan Manuel Fangio, Niki Lauda, Gilles Villeneuve, Michael Schumacher, Fernando Alonso, Sebastian Vettel. Il marchio cresce progressivamente di prestigio, nel 2005 ad Abu Dhabi si apre il primo parco tematico Ferrari World, nel 2011 si inaugura il Museo Ferrari a Maranello, nel 2012 quello di Shangai, in Cina. Nel 2013 e nel 2014 Ferrari viene riconosciuto come il marchio più influente al mondo.

La vita del fondatore Enzo Ferrari

Enzo Ferrari nasce a Modena il 18 febbraio 1898. All’età di 10 anni suo padre Alfredo lo accompagna a Bologna ad una gara automobilistica, di lì a poco deciderà di diventare un pilota automobilistico. A scuola non ottiene grandi risultati, appena maggiorenne perde il padre e il fratello a breve distanza, dopo la prima guerra mondiale viene assunto alla CMN, una piccola fabbrica di automobili riconvertita dopo l’evento bellico. Qui effettua test di guida che lo avvicinano alle corse e nel 1919 partecipa alla Targa Florio con il nono piazzamento finale. Nel 1920 cominciò a correre con l'Alfa Romeo e il 28 aprile 1923 sposò Laura. Nello stesso anno Enzo Ferrari vinse la prima edizione del Gran premio del Circuito del Savio. Secondo quanto raccontato da Enzo Ferrari, fu in quell'occasione che la contessa Paolina Biancoli, madre di Francesco Baracca, gli consegnò il simbolo del cavallino rampante che l'aviatore portava sulla carlinga, chiedendogli di metterlo sulle sue macchine come portafortuna. Dal 1932 questo simbolo apparve sulla carrozzeria delle vetture utilizzate dalla Scuderia Ferrari.

Fu tra i fondatori del “Corriere dello Sport” nel 1924 e rimase consigliere delegato per un paio di anni. Nel 1929 fonda la Scuderia Ferrari, un team costituito da vetture Alfa Romeo che vantava i migliori piloti del momento, tra cui Antonio Ascari, Giuseppe Campari e Tazio Nuvolari. Enzo Ferrari continuò a correre fino al 1932, quando nacque suo figlio Dino. La vera svolta fu nel 1933, quando Alfa Romeo decide di ritirarsi dalle gare per problemi finanziari e la Scuderia Ferrari fa il suo ingresso nel mondo delle corse automobilistiche. Nel 1939 fonda la società Auto Avio Costruzioni, nel 1944 nasce il suo secondogenito, Piero, frutto di una relazione segreta con Lina Nardi. Verrà riconosciuto dal padre solo nel 1978, dopo la morte della moglie Laura.

Il debutto in Formula 1 per la scuderia di Enzo Ferrari avviene al GP di Monaco 1950, mentre la prima vittoria arriva nel 1951 quando Froilan Gonzales si aggiudica il GP di Gran Bretagna. L’anno dopo arriva il primo titolo iridato ad opera di Alberto Ascari. Con Enzo in vita ne seguiranno altri sedici (otto Piloti e otto Costruttori). Nel 1960 riceve la laurea honoris causa in ingegneria meccanica dall’Università di Bologna, ma la sua azienda deve affrontare un periodo in salita. Rifiuta l’offerta della Ford di acquistare la società, nel 1969 cede metà delle azioni alla Fiat.

Nel 1971 Enzo Ferrari lascia la direzione diretta dell’attività sportiva lasciando il ruolo di responsabile ad un giovane Luca Cordero di Montezemolo. Rivestirà un ruolo di primo piano nell’azienda fino al 14 agosto 1988, quando perde la vita. In quello stesso anno la Fiat acquisirà il 90% della casa di Maranello. Enzo Ferrari è stato tumulato nel cimitero di San Cataldo, a Modena, accanto alla tomba del figlio Dino.

16 mondiali Costruttori e 15 mondiali piloti

  • La Scuderia Ferrari è la squadra automobilistica più vincente della storia della Formula 1, con sedici campionati mondiali costruttori e quindici campionati mondiali piloti. Nel 1950 avviene il debutto nel Campionato del Mondo in occasione del GP di Monaco, seconda gara stagionale, con un secondo piazzamento ad opera di Alberto Ascari. Nello stesso anno ottenne un altro secondo posto a Monza. Per la prima pole position e la prima vittoria bisogna attendere il 1951, nel GP di Gran Bretagna, grazie a José Froilán González.
  • Nel 1952 arriva il primo mondiale piloti con Alberto Ascari che si qualifica campione iridato al volante della Ferrari 500 F2, con un totale di cinque pole position, sei giri veloci e sei vittorie.
  • Nel 1953 Alberto Ascari replica la vittoria mondiale dopo una storica sfida con Juan Manuel Fangio. Il pilota milanese ebbe la meglio sull’argentino con sei pole position, quattro giri veloci in gara e cinque successi. Alla fine dell’anno decise di abbandonare la monoposto di Maranello.
  • Nel 1956 la Ferrari vince il terzo titolo piloti grazie alla vittoria di Juan Manuel Fangio su una Lancia D50, vettura venduta alla casa di Maranello dall'omonima casa automobilistica italiana a causa del ritiro dalle corse di quest'ultima per via della morte del suo pilota di punta, Alberto Ascari, passato alla Lancia.
  • Nel 1958 quarto titolo mondiale piloti ad opera di Mike Hawthorn; nello stesso anno fu istituito il campionato costruttori, vinto però dalla Vanwall.
  • Nel 1961 arriva la prima doppietta mondiale piloti e costruttori per merito dell’americano Phil Hill, vincitore di due gare su sette. Nello stesso anno assiste alla morte del compagno Wolfgang von Trips sul circuito di Monza, dove perdono la vita anche 15 spettatori.
  • Nel 1964 la Ferrari colleziona il sesto titolo piloti e il secondo costruttori grazie a John Surtees, l'unico pilota della storia ad aver vinto il titolo iridato sia in Formula 1 che nel Motomondiale.
  • Nel 1975 un’altra doppietta guidata da Niki Lauda.
  • Nel 1976 Ferrari vince il mondiale costruttori ma non quello dei piloti, con Niki Lauda protagonista del tristemente noto incidente al Nurburgring.
  • Nel 1977 la scuderia di Maranello segna un’altra doppietta, con il mondiale piloti assegnato a Niki Lauda.
  • Nel 1979 Jody Scheckter conquista il mondiale piloti e la Ferrari quello costruttori.
  • Nel 1982 arriva il titolo costruttori, ma la stagione è segnata da due gravi incidenti: il primo sul circuito di Zolder che costa la morte a Gilles Villeneuve. L’altro vede protagonista Didier Pironi ad Hockenheim che costringe il pilota a chiudere la carriera.
  • Nel 1983 Ferrari archivia l’ottavo titolo costruttori.
  • Nel 1999, dopo un digiuno di oltre quindici anni, il Cavallino riporta a casa il titolo costruttori.
  • Dal 2001 al 2004 Ferrari assoluta regina del Circus grazie a Michael Schumacher che permette di conquistare titolo piloti e costruttori.
  • Nel 2007 Kimi Raikkonen raccoglie il 15° mondiale piloti e il 15° titolo costruttori.
  • Nel 2008 titolo costruttori assegnato grazie alle prestazioni di Raikkonen e Massa.

Michael Schumacher: una vita oltre la leggenda

Nato a Hürth il 3 gennaio 1969 è considerato il pilota più vincente della Formula 1. Eredita la passione per le corse da suo padre Rolf, meccanico e proprietario di un circuito di go-kart. Qui inizia a farsi le ossa fino ad approdare alla Formula 3 nazionale divenendo campione nel 1990. Debutta nel Circus nel 1991 con il team Jordan sul circuito di Spa-Francorschamps, piazzandosi settimo nelle qualifiche, ma la gara finì poco dopo la partenza per un problema alla frizione. Tanto bastò a Flavio Briatore per fiutare il suo talento e portarlo alla Benetton. Nel Gran Premio seguente, a Monza, Michael Schumacher arriva quinto. La prima vittoria arriva l’anno dopo proprio sul tracciato belga, il primo titolo mondiale nel 1994, l’anno successivo riconferma di essere un dominatore.

Nel 1996 Michael Schumacher passa alla Ferrari che cerca di mettere fine alla scia negativa (l’ultimo titolo mondiale risale al 1979). Nelle prime quattro stagioni al volante della Rossa Schumi sfiora soltanto la vittoria, nel 1997 perde il mondiale all’ultima gara a Jerez, rendendosi autore di un gesto antisportivo contro Jacque Villeneuve: il tedesco viene squalificato e perde anche il secondo posto finale, un gesto che in seguito definirà come “l’errore più grande della mia vita”. Nel 2000 arriva finalmente il tanto agognato successo, grazie anche ad un compagno di scuderia come Rubens Barrichello disposto a fare gioco di squadra. 9 vittorie e tre podi bastano per avere la meglio su Hakkinen e chiudere il campionato con una gara di anticipo. Il titolo piloti ritorna a Maranello dopo 21 anni.

Nel 2001 Michael ripetere l’impresa e apre l’epoca d’oro della Scuderia Ferrari. Il trionfo arriva con quattro gare di anticipo, a Spa conquista il suo 52° GP e supera il record di Prost. Colleziona 9 vittorie, 5 podi e 123 punti. Schumacher è già una leggenda della Formula 1. Nel 2002 arriva il suo quinto titolo mondiale ed eguaglia Juan Manuel Fangio al termine della sua migliore stagione in carriera: 11 vittorie e sempre a podio nelle restanti gare per un totale di 144 punti. Nel 2003 supera i cinque titoli di Fangio 46 anni dopo conquistando la sua sesta corona, ma stavolta deve sudare fino al GP di Suzuka contro un agguerrito Raikkonen. Nel 2004 raggiunge il settimo titolo mondiale di Formula 1, ancora una volta sul circuito di Spa e con 4 GP di anticipo. Nel 2005 la monoposto di Maranello non risulta molto affidabile e il successo sfila nelle mani di Fernando Alonso con la Renault. Il 10 settembre 2006 dopo la vittoria a Monza Michale Schumacher annuncia che alla fine della stagione si sarebbe ritirato dalle corse. Concluderà la sua ultima al 4° posto in Brasile, con il titolo che va ancora una volta allo spagnolo Alonso.

A gran sorpresa Schumi torna alla guida di una monoposto nel 2009, per sostituire Felipe Massa al volante della Mercedes, ma un dolore al collo lo fa desistere dal proseguire le prove. Inaspettatamente ritorna in Formula 1 nel 2010 con Mercedes, concludendo la sua carriera di pilota nel 2012 con un solo podio conquistato a Valencia.

Nel dicembre 2013 è vittima di un terribile incidente sugli sci: durante un fuoripista sbatte la testa contro una roccia e si procura danni cerebrali. Viene operato più volte e continua a seguire un periodo di riabilitazione attorniato soltanto dai familiari e una ristretta cerchia di amici.

La storia del logo del Cavallino Rampante

Il celeberrimo logo della Ferrari proviene da una nobile famiglia attraverso la Prima guerra mondiale. Il Cavallino era il simbolo dipinto sull’aereo del maggiore Francesco Baracca, vincitore di ben 32 duelli nei cieli contro gli aviatori austroungarici, principale asso dell’aviazione italiana e medaglia d’oro al valor militare, morto in guerra nel 1918.

Il sodalizio tra la famiglia Baracca ed Enzo Ferrari avvenne il 25 maggio 1924, in occasione della seconda vittoria di Ferrari al Circuito del Savio. A premiare il vincitore ci fu la Contessa Paolina Baracca di Lugo, madre di Francesco. Oltre al trofeo, la Contessa consegnò a Ferrari un cavallino rampante come quello dipinto sul velivolo del figlio e gli disse: “Se lo metterà sulle sue macchine le porterà fortuna”.

Da quel momento il cavallino divenne il logo ufficiale dell’azienda con alcune modifiche ordinate dal Drake. La coda doveva essere rivolta verso l’alto, come se fosse in volo. Il cavallo non doveva guardare a destra, ma a sinistra, oltre ad avere zampe anteriori più aggressive. Lo stemma fu inserito in uno scudetto giallo, colore della città di Modena, sul quale comparve il tricolore italiano. Il Cavallino comparve per la prima volta sull’Alfa Romeo bimotore di Tazio Nuvolari.

Le monoposto che hanno vinto il Mondiale costruttori

  1. 1961 -  Ferrari 156 F1
  2. 1964 – Ferrari 158 F1
  3. 1975 – Ferrari 312 T
  4. 1976 – Ferrari 312 T2
  5. 1977 – Ferrari 312 T2
  6. 1979 – Ferrari 312 T4
  7. 1982 – Ferrari 126 C2
  8. 1983 – Ferrari 126 C3
  9. 1999 – Ferrari F399
  10. 2000 – Ferrari F1-2000
  11. 2001 – Ferrari F2001
  12. 2002 – Ferrari F2002
  13. 2003 – Ferrari F2003GA
  14. 2004 – Ferrari F2004
  15. 2007 – Ferrari F2007
  16. 2008 – Ferrari F2008

La squadra 2018

Scuderia

  • Piloti: Sebastian Vettel, Kimi Räikkönen
  • Collaudatori: Antonio Giovinazzi, Daniil Kvjat
  • Team Principal: Maurizio Arrivabene
  • Direttore tecnico: Mattia Binotto
  • Direttore dell'ingegneria: Jock Clear
  • Direttore sportivo: Diego Ioverno
  • Responsabile logistica: Sergio Bondi
  • Direttore commerciale: Lucia Pennesi
  • Direttore Ferrari Corse Clienti e Competizioni GT: Antonello Coletta
  • Direttore motori ed elettronica: Corrado Lotti
  • Chief designer: Carica Vacante
  • Direttori aerodinamici: Enrico Cardile, David Sanchez
  • Direttore ufficio stampa: Alberto Antonini
  • Event Manager: Jonathan Giacobazzi

Direzione tecnica

  • Responsabile strutture Frontend veicolo: Matteo Parlamento
  • Deputy Chief designer: Fabio Montecchi

Ingegneria di pista

  • Ingegneri di pista: Riccardo Adami, Carlo Santi
  • Responsabile squadra test: Filippo Petrucci
  • Performance engineer: Edoardo Brosco, Matteo Togninalli, Carlo Santi
  • Sviluppo e performance gomme: Daniele Giordano

Progettisti ufficio tecnico

  • Responsabile Tiziano Battistini
  • Gruppo cambio: Davide Piccinini (responsabile), Francesco Mucci
  • Gruppo meccanica: Bruno Petrini (responsabile), Oto Tortorella, Giorgio Rossetti, Roberto Casali
  • Gruppo operazioni veicolo: David Baker (responsabile) Marco Sala, Piero Delorenzi, Giuliano Zini
  • Gruppo idraulica e raffreddamento: Cristiano Altan (responsabile), Luca Brunatto, Luca Pomicino, Marcello Bianchini
  • Gruppo compositi: John Lockwood (responsabile), Marco Fornara, Fabrizio Gnugnoli, Giancarlo Costantini, Dino Pesavento, Simone Chiari
  • Ricerca & sviluppo: Nick Collet, Andrea Candelpergher, Marco Civinelli, Scott Vizniowski

Elettronica

  • Responsabile elettronica: Stefano Lovera
  • Responsabile test pista: Alessandro Quartieri
  • Ingegneri di pista: Sandro Selva, Stefano Romeo
  • Qualità e produzione: Diego Tavani
  • Responsabile ufficio tecnico: Dennis Virdis
  • Elettrauto: Francesco Cigarini, Davide Padovani, Stefano Libbra

Montaggio telaio e cambio

  • Meccanico montaggio cambio: Luciano Prandini, Marco Belli
  • Ingegnere cambista: Paolo Crespiatico
  • Meccanico montaggio telaio: Filippo Miliani, Carlo Gruzza, Andrea Genoni, Davide Zigola, Andrea Di Musciano, Emerson Venturelli
  • Responsabile assemblaggio veicolo e operazioni di pista: Diego Ioverno

Direzione motore

  • Responsabile Team esterni: Claudio Albertini
  • Responsabile affidabilità motori: Enrico Gualtieri
  • Responsabile assemblaggio motore e ERS: Marco Inoretti

Il Museo Ferrari di Maranello e il Museo Enzo Ferrari di Modena

Il Museo Ferrari è situato a pochi metri dagli stabilimenti Ferrari di Maranello ed ospita premi, fotografie, cimeli e vetture stradali e da competizione che hanno fatto la storia del marchio. Aperto dal 1990, è stata aggiunta una nuova ala nel 2004, per una superficie complessiva di 2.500 mq. Un tuffo nella storia di ieri e di oggi, un viaggio nel tempo, questo Museo racconta la Ferrari dalle origini accompagnando i visitatori tra le vetture di Formula 1, i modelli delle categorie Sport Prototipi e Gran Turismo e le vetture da strada.

Si suddivide in:

  • Sala Granturismo
  • Sala delle Vittorie
  • Sala delle Competizioni
  • Sala mostra temporanee.

A Modena, invece, sorge il museo casa Enzo Ferrari, dedicato al fondatore della casa automobilistica Ferrari. Inaugurato il 10 marzo 2012, la realizzazione del progetto è costata circa 18 milioni di euro e riveste un’area di 5.000 mq, tra cui il museo (formato da una parte espositiva, un’aula didattica, una sala eventi, una caffetteria e uno store) e la casa-officina dove nacque Enzo Ferrari e in cui lavorò successivamente. Il museo è stato realizzato secondo criteri di sostenibilità ambientale. L'edificio che ospita il museo ha una caratteristica forma di cofano ed è giallo come lo sfondo scelto per il logo del Cavallino Rampante.

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