Conor McGregor

Conor McGregor

La leggenda irlandese delle arti marziali miste

Istrionico, arrogante, sbruffone e, soprattutto, tremendamente forte. È questo il ritratto di Conor McGregor, atleta che è stato in grado di segnare un crocevia decisivo nella storia della UFC. C’è un prima e un dopo McGregor, o Notorious (il suo soprannome), nelle arti marziali miste. 

Lui ha cambiato lo stile della MMA, ne è diventato nel giro di neanche tre anni uomo immagine, capace di raggiungere risultati e cachet mai visti prima. 

La sua passione nasce da lontano, da quando ha iniziato ad approcciarsi agli sport da combattimento per emulare suo padre, ex pugile diventato tassista. Kickboxing, boxe, karate, capoeira e grappling, sono alcune delle discipline alle quali si è approcciato e che gli hanno consentito di creare quel bagaglio tecnico letale sull’ottagono, dove ha trovato la sua dimensione. 

Conor McGregor, icona delle MMA

L’irlandese nato a Dublino il 14 luglio del 1988, comincia quel tipo di percorso quando da disoccupato si mette in gioco nella promotion irlandese Cage of Truth e poi in quella britannica Cage Warriors. Lì in poco tempo riesce a raggiungere i vertici, conquistando il titolo di campione sia nei pesi piuma che in quelli leggeri. Numeri che vengono notati dalla statunitense UFC, che lo chiama per il grande salto. 

Un’intuizione che si è rivelata decisamente fortunata, quella di Dana White, perché Conor McGregor ha fatto le fortune della federazione (ricevendo in cambio altrettanto, con gli interessi): il 6 aprile 2013 a Stoccolma fa il suo debutto contro l’americano Marcus Brimage, che batte per KO tecnico. 

Da quel momento in poi la sua marcia è quasi perfetta: 9 vittorie e una sola sconfitta su 10 incontri, con i quali fa la storia della UFC, vincendo prima il titolo dei Pesi Piuma e poi quello dei Pesi Leggeri, in quello che attualmente è l’ultimo suo incontro nell’ottagono, contro Eddie Alvarez il 12 novembre 2016. Questo è il match che lo ha eletto a icona dello sport, conosciuto in tuto il mondo per i suoi successi e soprattutto per il modo esuberante e strafottente in cui riesce a ottenerli.

La sfida con Floyd Mayweather

Un approccio diventato caratteristico del personaggio Conor McGregor (anche fuori dall'ottagono) e che lo ha aiutato ad allargare i suoi orizzonti oltre l'UFC, come se quest’ultima gli fosse ormai diventata stretta. Quando ne ha avuto l’occasione, Notorious non ha mai disdegnato esperienze e collaborazioni nuove che potessero garantirgli un appesantimento del portafoglio. 

E proprio in tal senso va vista la faida con l’ex pugile Floyd Mayweather, nata quasi per scherzo e sfociata poi in quello che è stato nominato il “Match del Secolo” o il “Money Fight”.

Un incontro di pugilato che è stato preceduto da frecciate, trash-talking, allusioni varie. La sfida, criticata aspramente da molti puristi della disciplina, alla fine si è disputata il 26 agosto 2017 alla T-Mobile Arena di Paradise (Nevada) ed è terminata con la vittoria per KO tecnico di Mayweather. Ma a vincere sono stati comunque entrambi, visto che l’ex pugile per tornare in azione si è messo in tasca qualcosa come 300 milioni di dollari, contro gli “appena” 100 che hanno arricchito il conto in banca di Conor McGregor. Cifre mai viste da nessun lottatore UFC prima di lui.

Il ritorno nelle arti marziali miste: UFC 229

Da quel momento Conor McGregor ha fatto perdere le sue tracce (ma solo a livello agonistico, non certo mediatico), un aspetto che è stato poco gradito in UFC, tanto che Dana White ha deciso di privarlo gradualmente di entrambe le sue cinture. 

A distanza di oltre un anno da quel Money Fight, però, Notorious ha deciso di tornare nella gabbia, per tentare di riprendersi la sua cintura di campione dei pesi leggeri da Khabib Nurmagomedov, ancora una volta nella T-Mobile Arena di Stati Uniti, l’8 ottobre 2018 (UFC 229)

Lo ha fatto a suo modo, arrivando addirittura a un tentativo di aggressione dello stesso fighter russo nel backstage del Barclays Center, poco prima che questi lottasse contro Holloway a UFC 223 con in palio la cintura di cui era stato espropriato l’irlandese: in quell’occasione McGregor ha iniziato a lanciare oggetti contro il pullman che stava riportando i lottatori verso l’hotel, rompendo un vetro e ferendo al volto Michael Chiesa. Subito dopo è stato arrestato dalla polizia di New York.

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