Toni Kroos

Stella del Real Madrid e della nazionale tedesca, la sua bacheca personale è già piena zeppa di trofei. Non male per uno nato nel 1990.

Se non avesse fatto il calciatore, avrebbe avuto tutti i requisiti per diventare un campione di biliardo. Le traiettorie millimetriche e taglienti, che si tratti di passaggi o tiri nello specchio, sono il pane quotidiano di Toni Kroos. Uno nato nel 1990, ma che immagini in campo da decenni per la maturità con cui governa il suo regno: il centrocampo. Quello del Bayern Monaco, ieri, o del Real Madrid, oggi, passando per la Nazionale tedesca.

Nato il 4 gennaio 1990 nella città di Greifswald, nell’estremo Nord-Est tedesco, è l’unico giocatore dell’ex DDR ad aver vinto il Mondiale del 2014: nella storica semifinale vinta 7-1 contro il Brasile, Kroos ha impresso la sua orma con una doppietta realizzata in appena due minuti.

La Coppa del Mondo è il fiore all’occhiello di una bacheca personale che straborda di trofei. in Baviera Kroos ha vinto 3 campionati, 3 Coppe di Germania, una Coppa di Lega e due Supercoppe tedesche. Ma soprattutto, la Champions League nel 2013, una Supercoppa Europea e un Mondiale per Club. Con le merengues ha già collezionato invece una Champions League (2016), due Supercoppe UEFA (2014 e 2016) e due Mondiali per Club (2014 e 2016). È lui l’unico tedesco ad aver vinto la massima competizione continentale con due club diversi.

Sulle orme di papà Kroos

L’ascesa del “costruttore di gioco del 2014” secondo l’IFFHS comincia a soli sette anni, nel club della sua città. È lì che il padre Roland, ex calciatore, allena le giovanili. Quando nel 2002 il padre-allenatore si trasferisce con la famiglia a Rostock, il passaggio di Toni alle file dell’Hansa è inevitabile. “Contro i suoi compagni di scuola giocavano a calcio, lui doveva giocare scalzo per permettere agli altri di competere”, è il ricordo di una sua insegnante delle scuole medie. Del resto, lo sport scorre nelle sue vene non solo grazie al padre: anche la madre Birgit è stata un’importante campionessa di badminton. Toni Kroos insomma cresce a vista d’occhio e di lui si accorge il Bayern Monaco: il primo tentativo di portarlo in Baviera risale al 2004, ma il colpo andrà a segno poi nel 2006.

Il grande salto nel club più titolato di Germania non incute timore all’adolescente Toni, anzi. Il 26 settembre 2007, a neanche 18 anni, il giovane centrocampista debutta in prima squadra contro l’Energie Cottbus. Continuando a fare la spola con la seconda squadra, concluderà la sua prima stagione tra i professionisti con ben 20 presenze. Le qualità di Kroos sono già evidenti, ma nel febbraio 2009 i Roten preferiscono spedirlo in prestito al Bayer Leverkusen. In un anno e mezzo con le Aspirine (tornerà alla base a luglio 2010), il biondo regista colleziona 77 presenze e 12 reti totali: il primo centro in Bundesliga è datato 18 aprile 2009, contro il Wolfsburg. 

Kroos è ormai pronto per un posto stabile nell’undici del Bayern. Nelle prime due stagioni dopo il rientro alla base, totalizza 88 apparizioni. Ma è il 2012/13 a consacrarlo: tra aprile e giugno alza al cielo il Meisterschale (secondo titolo di Bundesliga della carriera), la Champions League in finale contro il Borussia Dortmund e la Coppa di Germania. A soli 23 anni e mezzo, conquista insomma il suo primo triplete. I trionfi continueranno anche nella prima stagione con Pep Guardiola sulla panchina dei bavaresi: si parte con la Supercoppa Europea, passando per il Mondiale per Club (nella finale contro il Raja Casablanca), fino all’accoppiata Bundesliga-Coppa di Germania. L’ex tecnico del Barcellona è anche il primo a utilizzarlo con continuità nel ruolo di mezzala, una posizione che gli tornerà utile dopo il secondo, grande trasferimento della sua carriera.

La vittoria al Mondiale e la consacrazione nel Real Madrid

Alla porta del Bayern Monaco bussa infatti il Real Madrid: 25 milioni di euro bastano per consegnare il neo campione del Mondo alla Casa Blanca. Il passaggio ai blancos viene ufficializzato il 17 luglio 2014, appena quattro giorni dopo il trionfo in Brasile con la Germania: nella competizione iridata, Kroos è uno dei perni irrinunciabili per il ct Löw. In Spagna, il metronomo tedesco non fa che arricchire ancora di più una bacheca già rigogliosa: in agosto arriva già la vittoria in Supercoppa Europea, seguita a dicembre da un altro successo nel Mondiale per Club (stavolta contro il San Lorenzo). Dopo Ancelotti e Rafa Benitez, è Zidane a prendere in mano le redini delle merengues: con il tecnico francese, Toni festeggerà la sua seconda Champions League nel 2016 (nella finale di Milano contro l’Atletico Madrid) e il suo terzo Mondiale per Club contro i giapponesi del Kashima Antlers. La sua importanza per il Real Madrid trova ulteriore certificazione con il rinnovo siglato nell’ottobre 2016: i 20 milioni lordi annuali fino al 2022 lo rendono il calciatore tedesco più pagato di sempre.

Carta d'identità
Nome Toni
Cognome Kroos
Data di nascita 04/01/1990
Nato a Greifswald
Stato Germany
Peso 76
Altezza 183
In campo
Numero di maglia 8
Ruolo Attacking Midfielder
Fascia Left/Centre/Right
Piede preferito Both
Nazionale Germany

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