Miralem Pjanic

L'evoluzione del centrocampista della Juventus: nato in Bosnia ed Erzegovina, cresciuto in Lussemburgo

Un centrocampista completo, straordinariamente dotato tecnicamente e in possesso di una visione di gioco a 360°: questo è Miralem Pjanic, un talento che è riuscito ad emergere e a trasformarsi in campione in Italia dopo essersi inizialmente affermato in Francia nelle file del Lione.

Trasferitosi alla Roma nel 2011, è ben presto diventato uno dei punti di forza della formazione giallorossa, distinguendosi come uno specialista nei calci di punizione e negli assist. Sono queste qualità che hanno convinto la Juventus ad acquistarlo nel 2016: in bianconero Pjanic ha raccolto la pesante eredità di un campione iconico come Andrea Pirlo, dimostrandosi all'altezza del compito e diventando da subito il perno della squadra di Allegri.

L'infanzia in Lussemburgo

Nato a Tuzla, il piccolo Miralem Pjanic cresce in Lussemburgo, Paese dove la famiglia si è rifugiata poco prima della Guerra in Bosnia ed Erzegovina. Qui, seguendo il padre Fahrudin – calciatore anch'esso, con precedenti nella seconda e terza serie jugoslava – si avvicina al mondo del pallone mostrandosi tanto appassionato quanto tecnicamente dotato, qualità quest'ultima che gli permette di entrare nello Schifflange 95 FC, squadra lussemburghese che ancora non sa di essersi trovata tra le mani un futuro campione.

Perché Pjanic fin da piccolo ha le stimmate del predestinato: ama in modo viscerale il pallone, sa palleggiare con la destrezza di un campione, in campo tiene sempre alta la testa e osserva il gioco come i più esperti professionisti. In possesso di un fisico piuttosto minuto, non si distingue per velocità ma sa far correre il pallone come nessuno. Quando può giocare, dimostra qualità talmente elevate da far ben presto capire a tutti che non sarà certo il Lussemburgo il Paese in cui si potrà esprimere e completare come calciatore di alto livello.

I club interessati a quel giovanissimo che sembra già un predestinato sono numerosi: vengono a vederlo da Belgio, Olanda, Germania e Francia, ed è proprio quest'ultimo il Paese in cui il ragazzo decide di tentare l'avventura da professionista. Si trasferisce al Metz, a cui lo ha raccomandato Guy Hellers, senza ombra di dubbio il miglior calciatore nella storia del Lussemburgo e che in Lorena ha giocato a inizio carriera.

L'affermazione in Francia

Dopo alcuni anni passati nelle giovanili, Pjanic fa il suo esordio come professionista il 18 agosto del 2007, 17 anni compiuti da poco: è giovanissimo, dunque, ma ha già le stimmate del campione, tanto da non lasciare più la maglia da titolare. La sua prima stagione al Metz si concluderà con 38 presenze e 5 reti e si rivelerà anche l'ultima, dato che l'estate successiva si trasferisce al Lione per 7,5 milioni di euro.

È una cifra importante per un ragazzo di appena 18 anni, ma l'investimento si rivelerà più che azzeccato: il tecnico Claude Puel sta cercando un erede per l'anziano brasiliano Juninho Pernambucano, regista fantastico e autentico mago dei calci di punizione che intende chiudere la carriera in patria, e lo trova proprio nel giovanissimo Pjanic, che spesso al termine degli allenamenti rimane con il campione verde-oro per tentare di carpirne i segreti sui calci piazzati. Tutto andrà come previsto, Miralem Pjanic diventerà l'erede indiscusso di Juninho dopo un anno di apprendistato e presto uno dei leader del Lione e una delle stelle della Ligue 1.

Purtroppo la squadra, che negli anni precedenti al suo arrivo ha conquistato la bellezza di 7 campionati consecutivi, non è più in grado di lottare per certi traguardi, anche se si toglie la soddisfazione di centrare una semifinale in Champions League dopo aver eliminato il Real Madrid proprio grazie a un gol del talento bosniaco: la corsa di Pjanic prosegue, la sua crescita è inarrestabile e gli vale la chiamata in Serie A. A 24 anni la Roma rappresenta un nuovo esame, un nuovo trampolino di lancio: i giallorossi per averlo spendono 11 milioni di euro.

La consacrazione con la Roma

Nella Capitale l'esplosione non è immediata: la squadra ha una nuova proprietà americana tanto ambiziosa quanto confusionaria, e le prime due stagioni in giallorosso scorrono senza sussulti particolari per via della poco felice scelta della società di affidarsi prima a Luis Enrique e poi al cavallo di ritorno Zeman.

Con entrambi i tecnici Pjanic non riesce a legare né ad esprimersi a dovere, ma la storia cambia quando sulla panchina della Roma arriva Rudi Garcia, allenatore francese che finalmente lo mette nelle condizioni di rendere al meglio. La squadra vola, superata soltanto dalla fortissima Juventus di Antonio Conte, e Pjanic finalmente incanta.

Cervello della squadra, gioca a testa alta e diventa finalmente quel punto di riferimento che doveva essere fin dal suo arrivo sulle sponde del Tevere. Gli assist arrivano a pioggia, i gol su punizione – retaggio degli allenamenti di Lione con Juninho – pure, tanto che il bosniaco conclude la stagione 2015/2016 come migliore uomo-assist del campionato e in doppia cifra, per la prima volta in carriera, per quel che riguarda i gol realizzati, la maggior parte appunto su calcio piazzato.

Il trasferimento di Pjanic alla Juventus

Non è abbastanza per raggiungere il sogno-Scudetto, ma lo è perché la Juventus decida di puntare su di lui per sostituire Pirlo: in un colpo solo i bianconeri rinforzano le proprie fila e indeboliscono quelle giallorosse quando, nell'estate del 2016, acquistano Pjanic pagando la clausola rescissoria fissata a 32 milioni di euro.

Il resto è storia recente: sotto la guida di Max Allegri Pjanic conferma le sue qualità e dimostra estrema duttilità, arretrando come regista basso ma giostrando ugualmente bene quando è chiamato ad agire sulla linea del centrocampo o sulla trequarti. Arriva finalmente la sua prima vittoria in campionato (2016/2017) e nella stessa stagione il bosniaco è il faro della squadra che arriva fino alla finale di Champions League.

Leader della Bosnia, di cui ha vestito la maglia in 75 occasioni, perno del centrocampo di una Juventus dominante in Italia e sempre più ambiziosa in Europa, oggi Miralem Pjanic può giustamente essere considerato uno dei più forti al mondo nel suo ruolo: la degna conclusione di un viaggio iniziato tanti anni fa e in cui è sempre stato sostenuto dal proprio, purissimo, talento.

Carta d'identità
Nome Miralem
Cognome Pjanic
Data di nascita 02/04/1990
Nato a Zvornik
Stato Bosnia and Herzegovina
Peso 72
Altezza 178
In campo
Numero di maglia 5
Ruolo Central Midfielder
Fascia Centre
Piede preferito -
Nazionale Bosnia and Herzegovina

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