Josep Guardiola

Le ultimissime sulle formazioni e curiosità sui moduli di gioco di Guardiola, tecnico del Manchester City.dal 2016

Sono in pochi i personaggi che nella storia del calcio riescono a lasciare il segno sia da giocatori che da allenatori e l’esempio migliore degli ultimi decenni è sicuramente Pep Guardiola. Sul campo lo spagnolo è una colonna del Barcellona per tutti gli anni ’90 e con la maglia dei blaugrana vincerà ogni trofeo possibile compresa la prima Coppa dei Campioni dei catalani ottenuta battendo la Sampdoria in finale nel 1992.

Nel 2001 lascerà la Liga per incominciare a girare il mondo: fra 2002 e 2003 ci saranno due brevi e sfortunate esperienze in Serie A con Brescia e Roma, prima delle ultime 3 stagioni della sua carriera con l’Al-Ahly Doha in Qatar e con i Dorados in Messico. Il suo ritiro arriverà nel novembre 2007, circa 7 mesi prima del suo ritorno al Barcellona in veste di allenatore della squadra B.

Come accaduto da giocatore, è in Catalogna che la sua carriera da tecnico impennerà: nell’estate del 2008 il presidente Laporta gli assegna il ruolo di allenatore della prima squadra, cambiando per sempre la storia del Barcellona. Guardiola riesce a sfruttare al massimo l’enorme quantità di talento che aveva in rosa, costruendo una squadra che dominerà il gioco con un possesso di palla quasi asfissiante abbinato alla definitiva esplosione di Leo Messi schierato nella posizione di Falso Nove.

Nelle 4 stagioni in blaugrana vince anche da allenatore ogni coppa possibile, centrando lo storico triplete alla prima annata e sollevando 2 Champions League. Nel 2012 lascia ancora una volta la Spagna e dopo un anno sabbatico torna in panchina al Bayern Monaco: anche le stagioni coi bavaresi sono ricche di soddisfazioni (3 campionati, 2 Coppe di Germania, un Mondiale per club e una Supercoppa europea in 3 anni) ma l’assalto alla Champions fallisce. Nel 2016 Guardiola approda così al Manchester City e dopo una deludente prima stagione, l’unica della sua carriera senza un trofeo in bacheca, porta i Citizens a vincere la Premier League e la Coppa di Lega nell’annata 2017-2018, prima di chiudere quella successiva con l’impresa di trionfare in tutte e 4 le competizioni inglesi: campionato, FA Cup, Coppa di Lega e Community Shield.

La tattica e il tiki-taka di Guardiola

Guardiola è sicuramente uno degli allenatori più influenti del nuovo millennio, in particolare per il suo modo di intendere il calcio ben mostrato ai tempi del Barcellona: il suo “tiki-taka” (termine coniato per descrivere la Spagna ai Mondiali 2006 e mai realmente amato dal tecnico), basato sul monopolio del possesso palla ottenuto grazie all’estremizzazione del concetto di “possesso di posizione”, renderà i blaugrana una delle squadre più forti mai viste in Europa e l’influenza dei suoi dettami sarà visibile anche nella Nazionale spagnola che vincerà tutto fra 2008 e 2012.

In Catalogna, Pep impiegherà quasi esclusivamente il 4-3-3 sfruttando al meglio la grande qualità dei suoi centrocampisti (Xavi, Iniesta, Busquets, Yaya Touré e Fabregas) unito al continuo movimento di tutti i giocatori in campo che in fase di possesso non fanno mai mancare linee di passaggio ai compagni, mentre dopo aver perso palla attaccano alti l’avversario per recuperare subito la sfera.

Nel corso delle sue avventure lontane da Barcellona però Guardiola ha dimostrato di non essere rigido nelle sue decisioni, specialmente nella scelta del modulo (al Bayern e al City si vedrà anche spesso la difesa a 3), ma la filosofia dello spagnolo è e rimane sempre quella del gioco di posizione, come spiegato più volte in libri e interviste: l’obiettivo del possesso palla delle sue squadre è quello di creare superiorità numerica fra le linee della squadra avversaria e non semplicemente quello di mantenere il pallone fra i piedi per addormentare il gioco. Ideologia sempre difficile da assimilare ma che ha permesso a Guardiola di vincere con ogni squadra che ha allenato.

Il palmares di Pep

Tranne la stagione 2016/2017, la prima alla guida del Manchester City, Guardiola ha sempre portato a casa almeno un titolo in ogni annata da allenatore. Quelle più fruttuose sono state certamente le 3 al Barcellona, ma anche con Bayern e Manchester City lo spagnolo ha fatto incetta di trofei.

Barcellona (2008-2012)

  • 3 campionati di Liga
  • 2 Coppe di Spagna
  • 2 Supercoppe di Spagna
  • 2 Champions League
  • 2 Supercoppa UEFA
  • 2 Mondiali per club

Bayern Monaco (2013-2016)

  • 3 campionati di Bundesliga
  • 2 Coppe di Germania
  • 1 Supercoppa UEFA
  • 1 Mondiale per club

Manchester City (2016- )

  • 2 campionati di Premier League
  • 1 FA Cup
  • 1 Coppa di Lega inglese
  • 1 Community Shield

Lo stipendio e il contratto con il Manchester City

Attualmente Guardiola è sotto contratto con il Manchester City, a cui è legato fino al 2021. Lo stipendio dell’ex allenatore di Barcellona e Bayern Monaco è di circa 20 milioni di euro a stagione, cifra che lo rende il secondo tecnico più pagato al mondo dietro Diego Pablo Simeone che all’Atletico Madrid percepisce un ingaggio da 21 milioni di euro annui.

I libri su di lui

Le idee di calcio di Guardiola, oltre che semplicemente il suo modo di vivere il calcio, hanno lasciato un segno tangibile nel mondo del pallone. Motivo per cui lo spagnolo è una delle figure a cui sono dedicate più pagine e opere della letteratura sportiva recente: “Herr Pep - La prima stagione di Guardiola al Bayern Monaco vissuta dall'interno” è un testo particolarmente interessante del giornalista Martì Perarnau, incaricato di seguire l’allenatore da vicino nella sua prima annata al Bayern Monaco. Lo stesso scrittore ha curato 3 anni dopo “Pep Guardiola – The Evolution”, in cui descrive l’evoluzione dell’allenatore fino al suo approdo al Manchester City.

La sua vita privata

Guardiola è sposato dal 2014 con la sua storica compagna Cristina Serra, conosciuta quando il tecnico nel 1988. La coppia ha 2 figlie (Maria e Valentina) e un figlio (Màrius). Pep ha inoltre due sorelle maggiori e un fratello minore, Pere, che lavora anche lui nel mondo del calcio come procuratore.

Guardiola alla Juventus: il caso

L’estate del 2019 è stata caratterizzata da una voce particolarmente insistente che riguardava Pep Guardiola: dopo l’addio di Massimiliano Allegri alla Juventus, alcune indiscrezioni vedevano lo spagnolo come possibile suo successore sulla panchina bianconera.

Nonostante l’allenatore e dirigenti del City abbia smentito più volte l’ipotesi di una sua partenza da Manchester, alcune fonti vicine al mondo della finanza davano per certo il suo approdo a Torino causando grande frenesia fra le fila del tifo bianconero, in particolare sui social network. Il rincorrersi di voci termina il 18 giugno, data in cui la Juventus annuncia ufficialmente la firma di Maurizio Sarri.

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