José Mourinho

José Mourinho è uno degli allenatori più vincenti nella storia del calcio: in bacheca vanta 25 trofei, tra cui spiccano due Champions League vinte con Porto e Inter.

José Mourinho, nato il 25 gennaio 1963, è un allenatore portoghese. A differenza di suoi illustri colleghi, ha un'esperienza brevissima da calciatore. I risultati carenti lo portano ad appendere gli scarpini al chiodo a soli 24 anni. Si dedica così allo studio e si laurea in Educazione Fisica, materia che insegna per cinque anni. Nello stesso periodo inizia ad approcciare il mestiere di allenatore guidando le squadre giovanili delle scuole di Setubal.

La carriera da tecnico inizia nel 1987, quando viene chiamato ad allenare la squadra degli Allievi del Vitoria Setubal. A luglio del 1992 diventa interprete e assistente dell'allenatore inglese Bobby Robson allo Sporting Lisbona. I rapporti con il tecnico britannico sono subito buoni, al punto tale che Robson lo porta con sé al Porto e al Barcellona. A settembre del 2000 diventa primo allenatore del Benfica, dove resta però solo nove partite a causa del cambio di presidenza del club.

A dicembre del 2001 viene ingaggiato dal Porto e si toglie grandi soddisfazioni. Nella stagione 2002/03 trionfa in Coppa Uefa e nel campionato portoghese, ma la vittoria più importante è la Champions League conquistata inaspettatamente nel 2004 battendo in finale il Monaco. In estate passa al Chelsea dove mette in bacheca il campionato (toccando quota 95 punti, tutt'ora il record in Premier League) e la Curling Cup. Non mancano i successi nemmeno nelle stagioni successive, anche se lo Special One (si definì così lui stesso in una conferenza stampa) non riesce a far sua la seconda Champions League.

Lascia i Blues a settembre del 2007, quando di comune accordo con la società decide di rescindere il contratto. Nell'estate successiva passa all'Inter dove resta per due stagioni. A Milano entra nel cuore dei tifosi per la conquista del Triplete (Scudetto, Coppa Italia e Champions League). A maggio del 2010 arriva la firma con il Real Madrid con cui ottiene subito la Coppa del Re, titolo che mancava alle merengues da diciotto anni. Con i Blancos vince anche una Liga ma sfiora soltanto l'agognata 'Decima' in Champions League. Nell'estate 2013 ritorna al Chelsea a distanza di sei anni, portando i Blues sul tetto d'Inghilterra e al successo in Coppa di Lega. Il 17 dicembre 2015 rescinde consensualmente il contratto lasciando la squadra al sedicesimo posto in Premier League.

Il 27 maggio 2016 diventa ufficialmente il manager del Manchester United prendendo il posto di Louis Van Gaal. Firma un contratto triennale da 59 milioni di euro, il 7 agosto conquista subito il primo trofeo battendo 2-1 il Leicester di Ranieri, fresco campione d'Inghilterra, e mettendo in bacheca il Community Shield. Il 26 febbraio 2017 vince la Coppa di Lega superando 3-2 in finale il Southampton, il 24 maggio dello stesso trionfa anche in Europa League sbarazzandosi dell'Ajax nell'atto conclusivo. In Premier League chiude incredibilmente al sesto posto. 

L'8 agosto viene sconfitto in Supercoppa europea dal Real Madrid per 2-1, il 25 gennaio del 2018 rinnova il suo contratto fino al 2020 con opzione per un altro anno. Chiude la stagione senza nemmeno un trofeo, piazzandosi in Premier League secondo alle spalle del Manchester City di Guardiola e uscendo agli ottavi di Champions League contro il Siviglia di Montella. La terza stagione inizia nel peggiore dei modi: in 17 partite di Premier League il Manchester United colleziona 7 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte. In Champions League accede invece agli ottavi da secondo nel girone dietro alla Juventus. Il 18 dicembre però il club decide di esonerarlo anche a causa dei pessimi rapporti con alcuni componenti della rosa, Pogba in primis. 

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