Jorge Sampaoli

Jorge Sampaoli, dopo aver conquistato il Sud America ora è alla ricerca della sua consacrazione definitiva in Europa

Jorge Luis Sampaoli Moya nasce il 13 marzo del 1960 in Argentina, nella provincia di Santa Fe. La sua carriera da calciatore inizia nel settore giovanile del Newell's Old Boys, dove incontra per la prima volta il suo più grande maestro e fonte d'ispirazione: Marcelo Bielsa. A causa della rottura della tibia, la sua carriera si interrompe a soli 19 anni, costringendolo a ripiegare su altri mestieri: ha lavorato prima come impiegato, poi come giudice di pace. Ma il richiamo del terreno da gioco è troppo forte, impossibile rinunciare alla sua più grande passione.

Non smette mai di studiare da allenatore, riuscendo a coronare il suo sogno all'inizio degli anni '90. Fa la gavetta nell'Argentino de Rosario, club satellite del Newell's, per poi trasferirsi in Perù alla guida del Juan Aurich: è qui che fa la sua prima esperienza nella massima serie di un campionato professionistico. Tra il 2003 e il 2007 ricopre il ruolo di tecnico in altre tre squadre peruviane: Sport Boys, Coronel Bolognesi e Sporting Cristal. Non soddisfatto, Sampaoli va alla ricerca di nuovi stimoli, ancora in terra straniera: in Cile con l'O'Higgins e in Ecuador con l'Emelec. Per la grande occasione della sua carriera deve aspettare la fine del 2015, quando viene ingaggiato dall'Universidad de Chile.

Alla guida dell'Universidad de Chile riesce a togliersi le prima soddisfazioni, a cominciare dalla vittoria del campionato di Apertura 2011. Prima di scrivere la storia del calcio cileno il 14 dicembre dello stesso anno: la vittoria nella finale di Coppa Sudamericana contro il LDU Quito segna un doppio record. È il primo titolo continentale conquistato dal club e per la prima volta una squadra cilena conquista tale trofeo. Due settimane più tardi, i ragazzi di Sampaoli si portano a casa anche il campionato di Clausura. Grazie a questi risultati, il tecnico argentino si classifica al secondo posto per il premio Allenatore sudamericano dell'anno, che va a Oscar Tabarez. Prima di passare sulla panchina della Nazionale cilena, però, Jorge si toglie la soddisfazione di vincere anche l'Apertura del 2012.

Sampaoli sulla panchina del Cile

I titoli conquistati con l'Universidad fanno conoscere Sampaoli a tutto il Sudamerica, ma il punto più alto della sua carriera deve ancora raggiungerlo. Il 3 dicembre 2012 prende il posto di Claudio Borghi al comando della nazionale, reduce dalla brutta figura durante la Coppa America del 2011 (eliminata dal Venezuela). L'arrivo del tecnico di  Santa Fe riporta il Cile all'era Bielsa: si torna a mettere in pratica il dogmatico 3-3-1-3 utilizzato dal Loco dal 2007 al 2011. E i risultati si vedono. Nell'edizione del 2015 della Coppa America, la Roja vince agilmente il proprio girone, per poi sbarazzarsi dell'Uruguay (campione in carica) e del Perù. Nella finale contro l'Argentina regna l'equilibrio. Sampaoli riesce a imbrigliare la manovra avversaria fino a portare la gara ai rigori. Dal dischetto la spunta il Cile, che vince per la prima volta in trofeo dopo 37 edizioni. E lo fa davanti al suo pubblico, all'Estadio Nacional de Chile, quello in cui Sampaoli si è fatto un nome vincendo con l'Universidad. Il cerchio si chiude.

Dopo quattro anni intensi, il 19 gennaio del 2016 Sampaoli dà le dimissioni da ct del Cile. Il suo futuro è nel Vecchio Continente, ci sono diverse squadre che lo seguono. Sulle sue tracce si mettono grandi club come Manchester City e PSG, mentre in Italia Lazio e Fiorentina prendono informazioni. L'affondo decisivo però arriva dalla Spagna, con il Siviglia che lo sceglie per il dopo Emery. A fine giugno firma un contratto biennale e, nella stagione 2016/2017, si ritaglia il ruolo da terzo incomodo nella lotta per il titolo tra Barcellona e Real Madrid. Non va altrettanto bene in Champions League: il Siviglia supera il girone da seconda classificata e agli ottavi di finale viene eliminata dal Leicester. Stesso esito in Coppa del Re, dove la sconfitta arriva per mano del Real Madrid.

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