Javier Pastore

Il centrocampista della Roma Javier Pastore a 29 anni fa il suo ritorno in Italia, dopo cinque anni passati al PSG.

Il suo nome completo è Javier Matías Pastore, è nato il 20 giugno 1989 a Cordoba, una città argentina a circa 700 chilometri da Buenos Aires e ai piedi della catena montuosa Sierras Chicas. La sua è una famiglia italo-argentina originaria di Volvera, comune torinese. 

Comincia la sua carriera nelle giovanili del Talleres, riuscendo in breve tempo ad arrivare in prima squadra grazie alle sue prestazioni sopra la media e nel 2007 l’allenatore Ricardo Gareca (ex attaccante di Boca Juniors insieme a Maradona, poi River Plate, Velez e Independiente) lo lancia in seconda divisione argentina. 

Le sue 5 presenze complessive sono sufficienti all’Huracán per decidere di puntare su di lui: l’allora presidente Carlos Babington, però, non ha i 500mila dollari richiesti, così si fa aiutare da una holding argentina che paga il 55% del cartellino. Il 24 maggio 2008 arriva il suo debutto nella massima divisione, nella sconfitta per 1-0 con il River. La sua consacrazione arriva l’anno successivo, in particolare grazie a una sua prestazione sontuosa proprio contro Los Millonarios, in cui segna 2 reti splendide e contribuisce a chiudere la partita sul 4-0, ancora oggi il miglior risultato dell’Huracán contro il River Plate dal dopoguerra.

Pastore, l’arrivo a Palermo e le lacrime di Zamparini

L’allora direttore sportivo del Palermo, Walter Sabatini, decide di portarlo subito in Italia, pagandolo 7 milioni di euro. In un’intervista a Repubblica, il dirigente racconta il suo primo allenamento: “Arrivò in ritiro in montagna, direttamente dall’aeroporto. Il presidente Zamparini mi chiese di farlo giocare cinque minuti. Pastore, anche se stanco, fece una giocata straordinaria: stop e tunnel. Io dovevo andare in bagno, mi diressi nello spogliatoio, trovai Zamparini che piangeva dall’emozione davanti al bel gesto di Pastore. Si complimentò anche con me, l’unica volta”. 

Grazie al tridente composto da lui, Cavani e Miccoli, la società rosanero riesce a concludere il campionato in una straordinaria quinta posizione, che vale l’ingresso in Europa League. 

Al termine di quel torneo viene premiato come miglior giovane della Serie A. Per “El Flaco”, questo il suo soprannome (già usato in passato per Enzo Francescoli e che letteralmente significa “Il Magro”, gli venne affibbiato per via della sua corporatura gracile), la piazza siciliana è già troppo stretta e al termine della stagione il Psg spende 42 milioni di euro (in quel momento cifra record per il campionato francese) per portarlo in Ligue 1. 

Il Psg, la stima di Cantona e il ritorno in Italia

Pastore resta all’ombra della Torre Eiffel dal 2011 al 2018, vincendo 5 volte il campionato, altrettante la Coppa di Lega, 2 la Coppa di Francia e 4 la Supercoppa francese. Nel 2015 Eric Cantona lo definisce “il miglior giocatore al mondo per la sua creatività e per la capacità di regalare sempre una sorpresa”. 

In queste sette stagioni colleziona 265 presenze e segna 45 gol, ma il suo rendimento comincia a essere più discontinuo gradualmente, complice anche la grande abbondanza offensiva dovuta alla campagna acquisti faraonica che il Psg mette in atto nel corso delle sessioni di calciomercato. 

Nell’estate 2018 arriva così per lui il momento di cambiare aria e tornare in Italia, con la Roma che si fa trovare pronta per portarlo di nuovo in Serie A sborsando 24,7 milioni. Con lui arriva anche la siciliana Chiara Picone, conosciuta ai tempi del Palermo e sposata nel 2017, da cui ha avuto due figli, Martina e Santiago. Nel 2010, insieme al connazionale Ever Banega, Pastore ha dato vita all’associazione “Soplo de Vida”, che si occupa di aiutare i cani abbandonati in Argentina.

Carta d'identità
Nome Javier
Cognome Pastore
Data di nascita 20/06/1989
Nato a Córdoba
Stato Argentina
Peso 78
Altezza 187
In campo
Numero di maglia 27
Ruolo Attacking Midfielder
Fascia Centre
Piede preferito Right
Nazionale Argentina

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