Gennaro Gattuso

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Nato a Corigliano Calabro il 9 gennaio 1978, Gennaro Gattuso diventa calciatore nel momento cui entra a far parte del settore giovanile del Perugia (dopo essere stato scartato dal Bologna), club con il quale fa tutta la trafila fino ad arrivare dal debutto, prima in Serie B a 17 anni e poi in Serie A a 18. 

La sua avventura con la prima squadra degli umbri dura però pochissimo, perché dopo il primo anno nella massima serie (stagione 1996/1997) si trasferisce (da svincolato) in Scozia, per vestire la maglia dei Glasgow Rangers, scappando letteralmente dal centro sportivo del Perugia senza dare alcun preavviso. 

Un addio traumatico che crea non pochi problemi, visto che i primi due mesi Oltremanica non può giocare per via delle reticenze della Figc nel concedere il transfer per il suo trasferimento. Alla fine arriva e Gattuso ci mette poco a diventare un idolo del pubblico di casa (che lo soprannomina “Braveheart”), mettendo in mostra tutta la sua tenacia e la grinta che condizionerà tutta la sua carriera.

Gennaro Gattuso, i trofei tra Milan e Nazionale

Nell’estate del 1998 torna in Italia, in Serie A, acquistato dalla Salernitana per 9 miliardi di lire. In Campania resta una sola stagione, poi “Ringhio” (il suo nuovo soprannome) passa al Milan dove resta per 15 stagioni, diventandone una bandiera e vincendo tutto quello che si poteva vincere.

Il suo curriculum vanta infatti 2 campionati, 2 Supercoppe italiane, una Coppa Italia, 2 Champions League, 2 Supercoppe europee e una Coppa del Mondo per club. 

A tutto questo associa anche altri due trofei conquistati con la maglia azzurra (vestita per 73 volte in carriera): prima l’Europeo Under 21 (2000) e poi, soprattutto, il Mondiale 2006 in Germania. Nell’estate 2012 chiude la sua avventura al Milan e decide di provare un’esperienza in Svizzera al Sion (una sola stagione) prima di appendere gli scarpini al chiodo e iniziare, sempre con gli svizzeri, quella da allenatore. 

La nuova carriera da allenatore

Un ruolo che ricopre per appena 3 partite, perché nell’estate 2013 arriva la chiamata del Palermo di Zamparini, in Serie B: dopo 6 giornate di campionato (2 vittorie, un pareggio e 3 sconfitte) viene esonerato. Nel giugno 2014 riparte dall’OFI Creta, nella massima serie greca: anche in questo caso i risultati sono negativi e Gattuso rassegna per ben due volte le sue dimissioni, collezionando complessivamente 17 partite (5 vittorie, 3 pareggi e 9 sconfitte). 

A partire dalla stagione 2015/2016 torna ancora una volta in Italia, questa sulla panchina del Pisa, in Lega Pro. In questo contesto Ringhio riesce a ottenere il suo primo risultato importante nella carriera di allenatore, ottenendo la promozione in Serie B. Resta alla guida dei toscani anche nella serie cadetta, nonostante l’inizio di una crisi societaria che renderà queste esperienza un vero e proprio calvario, denunciato anche in una memorabile conferenza stampa del 20 settembre. Al termine del campionato, dopo la retrocessione, rassegna le sue dimissioni. 

Lo riaccoglie il Milan, che gli affida la guida della Primavera, dove Gennaro Gattuso riesce a ottenere dei buoni risultati. A novembre, a seguito dell’esonero di Vincenzo Montella, la proprietà decide di dargli una chance, promuovendolo in prima squadra. Nel suo Milan, nonostante le difficoltà, Ringhio dimostra di sentirsi a suo agio e porta i rossoneri alla qualificazione in Europa League, meritandosi la conferma anche nella stagione successiva.

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