Erik ten Hag

Le ultime news sulle probabili formazioni e tattiche messe in campo da Erik ten Hag, allenatore dell'Ajax e ex calciatore olandese ritiratosi nel 2002

Da semi sconosciuto ad allenatore di tendenza, nel giro di pochi mesi: Erik ten Hag è lo scultore – meticoloso e sfrontato – che ha scolpito il meraviglioso Ajax capace di entrare tra le prime quattro squadre d’Europa nel 2019.

Meticoloso per la sua cura maniacale dei dettagli, caratteristica che lo avvicina molto alla metodologia di Pep Guardiola. Sfrontato per come ha abbattuto e poi ricostruito una filosofia di gioco degna della tradizione ajacide.

Dal piccolo paesino di Haaksbergen, dov’è nato il 2 febbraio 1970, è arrivato in silenzio a vincere con la squadra più titolata dei Paesi Bassi. Ma soprattutto, a riportare i Lancieri a un gran ballo – quello delle semifinali di Champions League – che mancava ad Amsterdam da 22 anni.

Carriera e palmares di Erik ten Hag

Il clamore attorno al tecnico 49enne ha tardato ad aumentare anche per via della sua modesta carriera da calciatore: difensore o mediano all’occorrenza, è cresciuto nel Twente e nella formazione della sua regione si è ritirato nel 2002. Nel mezzo, diverse esperienze tra De Graafschap, RKC Waalwijk e Utrecht. L’unico trofeo vinto? La KNVB beker, la Coppa d’Olanda conquistata nel 2001 con il Twente.

Non poteva che cominciare dal club di Enschede anche il suo percorso da allenatore. Tra il 2006 e il 2009 ha fatto da vice all’ex ct inglese Steve McClaren e a Fred Rutten, seguito poi al PSV. La prima esperienza da comandante in capo risale al 2012: l’ex Ajax Marc Overmars lo sceglie per il Go Ahead Eagles (di cui è azionista). E in Eerste Divisie (la Serie B olandese), ten Hag centra subito la promozione. Abbiamo già nominato Guardiola come uno dei suoi modelli di riferimento? Bene, nel 2013 è lo stesso Pep a volerlo come guida del Bayern Monaco II. In Regionalliga (terza divisione tedesca), Erik allena fratelli d’arte come Steeven Ribery e Tobias Schweinsteiger. L’avventura in Germania, la prima e finora unica della sua carriera all’estero, si conclude nel 2015: l’Utrecht gli affida la panchina. La scelta è azzeccatissima: i biancorossi centrano prima il quinto e poi il quarto posto in Eredivisie, oltre a una finale di Coppa d’Olanda e ai preliminari di Europa League. Abbastanza per ricevere il suo primo Rinus Michels Award come miglior tecnico dei Paesi Bassi.

Il 5 novembre 2017, l’Utrecht espugna l’Amsterdam ArenA: il 2-0 mette ancora più in crisi l’Ajax, ormai in procinto di esonerare Marcel Keizer. E chi è il prescelto come successore? Proprio ten Hag: dietro indennizzo, il classe ’70 lascia la provincia e approda nella capitale. Dopo il secondo posto ottenuto nei primi sei mesi, il progetto tecnico di Erik esplode l’anno successivo: l’Ajax vince il campionato dopo cinque anni, la KNVB beker dopo nove e conquista la semifinale di Champions League dopo 22 anni di assenza. E non senza rimpianti: dopo aver estromesso Real Madrid e Juventus, i Lancieri si arrendono al Tottenham solamente al termine di una sfida di ritorno rocambolesca. Ten Hag deve allora “accontentarsi” dei titoli in patria, del secondo Rinus Michels Award e del fatto di essere appena il quinto allenatore olandese ad aver portato una squadra del suo Paese tra le prime quattro d’Europa. Il suo palmares da allenatore aggiornato a giugno 2019:

  • 1 Regionalliga, Bayern Monaco II 2013-2014
  • 1 Coppa dei Paesi Bassi, Ajax 2018-2019
  • 1 Campionato Olandese, Ajax 2018-2019

Modulo preferito e tattica

Per comprendere la filosofia tattica di Erik ten Hag, non si può prescindere dal duro attacco sferrato nel 2017 alle basi “statiche e stagnanti” del calcio olandese: “Siamo ossessionati dalla tradizione, dal gioco con le ali. Schemi superati. I piani di sviluppo dei nostri ragazzi sono sempre gli stessi: 4-2-3-1 o 4-3-3, a prescindere dalle caratteristiche dei singoli giocatori. Così non va bene e io voglio cambiare”. Un rottamatore che ripudia il pensiero unico e segue la linea coerente del “prima i giocatori, poi il modulo”. Ecco allora che al Go Ahead Eagles utilizza un 4-2-1-3, mentre al Bayern Monaco sceglie un 4-1-4-1 facilmente modificabile nel 4-4-2. A Utrecht raggiunge la flessibilità maggiore, passando dall’iniziale 5-3-2 al rombo del 4-3-1-2. E all’Ajax? Inizia, sì, dal canonico 4-3-3 per approdare però al 4-2-1-3 (all’occorrenza 4-2-3-1) che ha stupito l’Europa intera.

Stipendio e contratto

Dopo tutto questo enorme preambolo, vi stupite che l’Ajax abbia deciso di blindare il suo nuovo profeta, arrivato da fuori Amsterdam con propositi più cruijffiani di tanti altri ajacidi doc? E infatti, il 20 giugno 2019 i Lancieri annunciano il rinnovo del loro allenatore fino al 2022. Un segnale fortissimo di continuità e di fiducia nel progetto tecnico di ten Hag.

Mercato: voci sul futuro

Di colpo, il rinnovo con l’Ajax ha spento ogni possibile sortita da parte dei top club europei interessati: il Chelsea soprattutto per il post Sarri. “Essere accostato a grandi squadre fa piacere – aveva dichiarato il diretto interessato nel maggio 2019 – ma sto benissimo qui e non penso di andare via”. Parola mantenuta: l’Ajax e il suo vate Erik vogliono continuare a sognare insieme.

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