Ciro Immobile

L'attaccante della Lazio e della nazionale azzurra.

I suoi primi calci li ha cominciati a tirare nelle strade di Torre Annunziata, Ciro Immobile, nel quartiere dove è nato il 20 febbraio 1990. La Salernitana è la prima squadra che si accorge di quel bambino con il vizio del gol, ma nel provino a cui lo sottopone non resta così convinta e ritiene troppo rischioso l’investimento. Fortunatamente la pensa diversamente il Sorrento, che successivamente lo porta nel proprio settore giovanile. Lì viene notato da Ciro Ferrara.

L’ex difensore non ci pensa due volte e lo propone alla Juventus. Detto, fatto: i bianconeri offrono 80mila euro e portano quel centravanti di belle speranze in Primavera, dove vince per due edizioni consecutive il Torneo di Viareggio, nella seconda occasione da capocannoniere della competizione. Numeri che gli valgono l’esordio con la Juve dei grandi, prima del valzer dei prestiti: prima al Siena, poi al Grosseto, infine al Pescara.

È con la maglia del Delfino che Immobile riesce finalmente a esplodere nella stagione 2011-2012 in Serie B, quando in una squadra guidata da Zdenek Zeman e con in organico anche Lorenzo Insigne e Marco Verratti, riesce a conquistare la promozione in Serie A e il titolo di capocannoniere con 28 gol in 37 partite. Il successivo campionato nella massima serie lo gioca però con il Genoa, che ne rileva la comproprietà dalla Juventus e gli affida la maglia da titolare.

Ciro Immobile al Genoa

I risultati non sono in linea con l’anno precedente, perché Immobile chiude il campionato con appena 5 gol realizzati. Ben diverso il discorso la stagione seguente, quando è il Torino a subentrare al Genoa nella proprietà della metà del cartellino. L’attaccante di Torre Annunziata riesce a laurearsi capocannoniere con 22 gol in 33 partite. Prima di lui solo altri 12 calciatori erano riusciti nell’impresa di vincere il titolo sia in Serie A che in Serie B: Roberto Bettega, Oliver Bierhoff, Aldo Boffi, Giorgio Chinaglia, Alessandro Del Piero, Bruno Giordano, Dario Hübner, Aurelio Milani, Igor Protti, Roberto Pruzzo, Paolo Rossi e Luca Toni.

La Nazionale e il Borussia Dortmund

Al termine di quel campionato arriva anche la prima convocazione in Nazionale e soprattutto il passaggio al Borussia Dortmund per 18 milioni di euro. Ciro Immobile arriva in Bundesliga per sostituire un certo Robert Lewandowski, appena passato al Bayern Monaco, ma l’ambientamento in Germania non ottiene gli effetti sperati, anche per via della crisi della squadra allora allenata da Jurgen Klopp: in campionato l’attaccante realizza 3 gol in 24 presenze, nelle coppe invece mostra il suo lato migliore con i 4 centri su 6 sfide di Champions League e gli altri 3 su 3 incontri in Coppa di Germania.

La delusione spagnola

Ancora più deludente l’esperienza successiva in Spagna al Siviglia, che lo prende in prestito con obbligo di riscatto fissato a 11 milioni: al termine della stagione sono appena 15 le sue presenze, solo 4 i gol. Ecco perché nel mercato di gennaio chiede di poter essere ceduto per trovare più continuità e in Italia c’è il Torino che è pronto ad accoglierlo per dargli un’altra possibilità. Lui la sfrutta bene, perché nella seconda parte di campionato gioca 14 partite segnando 5 volte e servendo altrettanti assist.

Ritorno al Torino e passaggio alla Lazio

Segnali di risveglio che sono sufficienti per spingere al ct azzurro Antonio Conte a convocarlo per la spedizione dell’Italia agli Europei del 2016 in Francia. E che bastano anche per spingere la Lazio a investire su di lui circa 8,5 milioni pur di riportarlo definitivamente in Italia. Con Simone Inzaghi in panchina, Immobile sembra tornare quello di Pescara e Torino, segnando a ripetizione e conquistandosi un posto da titolare pure nel nuovo corso azzurro con Giampiero Ventura alla guida.

Carta d'identità
Nome Ciro
Cognome Immobile
Data di nascita 20/02/1990
Nato a Torre Annunziata
Stato Italy
Peso 78
Altezza 185
In campo
Numero di maglia 17
Ruolo Striker
Fascia Centre
Piede preferito Right
Nazionale Italy

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