Benevento

Doppia promozione, e in due anni il Benevento è passato dall'esordio assoluto in Serie B alla prima stagione in Serie A

Difficilmente i tifosi del Benevento dimenticheranno l'anno 2017, che segna il debutto in Serie A della loro squadra. Dopo 87 anni di storia, il club campano assaggia il massimo campionato italiano. 42 giornate, 5 esami ai playoff in Serie B e non solo. Perché la scalata parte dall'anno prima, in Lega Pro. Due balzi consecutivi in 13 mesi hanno portato la squadra tra le grandi d'Italia.

I giallorossi hanno militato soprattutto in Serie C/Lega Pro. 49 campionati complessivi, una promozione in Serie B andata in fumo per problemi finanziari nel 1946, 10 campionati vinti nella divisione minore. Anni bui, il fallimento societario del 2005, poi l'avvento della famiglia Vigorito per una nuova storia ancora tutta da scrivere.

E di curiosità, dal 1929, il Benevento calcio ne ha da raccontare. La pagina più bella però è la conquista della Serie A nella stagione 2016/2017. La storia però non è andata a buon fine, poiché gli Stregoni resistono nel massimo campionato di Serie A solamente per un anno.

Benevento, la storia della società

Il Benevento calcio viene fondato il 6 settembre del 1929. La sua denominazione, in 87 anni di vita, cambia 8 volte, lasciando intatto quello spirito dei padri fondatori. I colori societari sono il giallo e il rosso. Il simbolo è la Strega. Qui il calcio incontra la storia del passato: Benevento è rimasta nota per essere il posto delle streghe, per via di alcuni riti che i Longobardi svolgevano lungo il fiume Sabato durante la loro dominazione. La città si è portata dietro l'emblema, poi prestato anche alla società calcistica.

Le partite casalinghe vengono disputate al 'Ciro Vigorito', impianto da circa 17mila posti, che dal 1979 ha sostituito il 'Meomartini', dedicato all'ex presidente. La figura di Ciro invece, allora Amministratore Delegato, fratello del patron Oreste e scomparso nel 2010, non viene mai dimenticata. Così come i tifosi ricordano con commozione anche Carmelo Imbriani, capitano e poi allenatore, morto a 37 anni dopo una grave malattia nel 2013. Lui e Ciro Vigorito sono i personaggi rimasti nei cuori di tutti.

Curiosità e artisti del gol

Rivalità molto accesa tra gli altri club campani, in particolare con l'Avellino. Un fatto non è mai andato giù ai tifosi del Benevento. L'annata è quella del campionato 1975-76, la Strega si sta giocando, contro il Lecce, la promozione in B. Prima della trasferta di Bari (dove finiscono i sogni dei giallorossi), viene inoltrato un telegramma proveniente proprio da Avellino indirizzato al Sig. Delle Noci, allora presidente del club salentino. Il testo, di poche righe, recita: “Avellino sportiva augura al Lecce la promozione in Serie B”. Firma a fondo pagina ben leggibile: Sig. Lettieri, capo tifoso del quartiere Nappi.

Torniamo ad oggi. Il merito di vedere il Benevento in Serie A è anche di due signori del calcio. Il primo porta il nome di Marco Baroni, allenatore classe 1963, toscano del Chianti, ha trovato la sua fortuna in Campania. Ex difensore del Napoli, segna il gol numero 3mila con gli azzurri. Ma viene ricordato soprattutto per la rete alla Lazio all'ultima giornata che valse il secondo scudetto. Era il 29 aprile 1990, assist di Diego Armando Maradona. Il secondo è un attaccante che si ispira ad Andy Warhol. Fabio Ceravolo, 30 anni, 21 gol in Serie B utili per la cavalcata che è valsa la promozione. Ama l'arte e dipingere. In area è micidiale. Il bomber di Locri, tra i migliori realizzatori della storia del Benevento, vuole stupire anche in Serie A.

Un'ultima curiosità: tra i migliori marcatori del club, con 23 reti, troviamo anche Sossio Aruta, attaccante molto conosciuto per essere sbarcato in tv con il reality show 'Campioni, il sogno', programma che raccontava le imprese calcistiche del Cervia allenato da Ciccio Graziani.

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