Álvaro Morata

Da erede di Fernando Morientes al Real Madrid a killer di Coppa con la maglia della Juventus, per poi far ritorno alla casa madre, con il sogno di imporsi definitivamente con la camiseta blanca. Alvaro Borja Morata Martìn è nato il 23 ottobre del 1992 a Madrid. Dopo aver trascorso due anni nella cantera dell’Atletico e uno in quella del Getafe, nel 2008 il giovane centravanti approda finalmente al Real Madrid. Si fa valere sia nel Real Madrid C che nel Castilla, con cui realizza 15 reti la prima stagione e 18 la seconda, conclusa con la vittoria del campionato e la promozione in Segunda. Questo basta ad attirare su di sé l’attenzione di José Mourinho, che inizia a convocarlo per le partite della prima squadra. L’esordio nella Liga è datato 12 dicembre 2010 contro il Saragozza, ma l’esplosione definitiva tarda ad arrivare: nel 2010-11 aggiungerà solo un’altra presenza ufficiale, mentre nel 2011-12 scenderà in campo soltanto all’ultima giornata. Va meglio nel 2012-13: primo gol in maglia blanca contro il Levante (decisivo) ed esordio in Champions League contro l’Ajax, il 4 dicembre 2012.

A partire dal 2013-14, con Carlo Ancelotti, entra a far parte stabilmente della prima squadra del Real Madrid che conquisterà la Decima: Morata contribuirà con una rete in Champions League, segnandone altre 8 nella Liga. Le sue potenzialità sono evidenti, ma nella squadra campione d’Europa gli spazi sono limitati. E così, nell’estate del 2014 il Real Madrid decide di darlo alla Juventus in prestito biennale con diritto di recompra. In bianconero, Alvaro conoscerà la sua consacrazione definitiva. I gol non sono molti, solo 27 in 93 presenze, ma il giovane centravanti ha un indubbio senso del momento: segna nei momenti più importanti. Con cinque reti, tutte nella fase a eliminazione diretta, Morata trascina la Juve alla finale di Champions League 2014-15, poi persa contro il Barcellona.

Memorabile, in particolare, la rete al Santiago Bernabeu con cui certifica l’eliminazione del “suo” Real Madrid; mentre la sua zampata contro i blaugrana a Berlino servirà solo a pareggiare momentaneamente il gol di Rakitic, prima della definitiva fuga del Barça con Suarez e Neymar. L’anno seguente, pur meno brillante, confermerà l’istinto di Alvaro Morata per le grandi occasioni: nella finale di Coppa Italia contro il Milan, sarà un suo gol nei supplementari a regalare il trofeo ai bianconeri. Quella sarà anche la sua ultima gara con la Juventus, che lascerà dopo 2 scudetti, 2 Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. Il Real Madrid, infatti, opta per la recompra, versando 30 milioni di euro nelle tasche della Juve. Morata torna a casa, pronto a prendersi finalmente lo scettro nel club dove è cresciuto, ma tenendo sempre acceso il gran ricordo lasciato a Torino. 

La stagione del ritorno non va come sognava. Si ritaglia un ruolo da protagonista sfruttando spezzoni di partita, ma non riesce mai a strappare la maglia da titolare a Karim Benzema. Il Real Madrid torna a vincere la Liga e conquista la seconda Champions League di fila, impresa mai riuscita a nessuno nella storia. A fine però Alvaro saluta tutti e viene ceduto al Chelsea di Antonio Conte, che per averlo sborsa 80 milioni di euro. 

Carta d'identità
Nome Álvaro
Cognome Morata
Data di nascita 23/10/1992
Nato a Madrid
Stato Spain
Peso 85
Altezza 189
In campo
Numero di maglia 9
Ruolo Striker
Fascia Centre
Piede preferito -
Nazionale Spain

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