Cos'è Dugout, il social network del calcio

Aperto a novembre, le squadre e i calciatori più importanti sono già iscritti. Alla scoperta della nuova piattaforma che guarda a oriente e garantisce maggiori guadagni.

di Francesco Bizzarri - | aggiornato

Non bastano più i tag su Facebook, i cuori di Instagram, le stelle di Twitter. Oggi serve altro, c’è voglia di nuovo anche nel mondo dei social network. E siccome il calcio è lo sport più popolare al mondo, si è pensato bene di creare una piattaforma ad hoc per il pallone. Ecco da dove nasce l’idea di Dugout. Mostrare e “vendere” a più persone possibili il proprio club e, ovviamente, guadagnarci.

Che cos’è

L’idea è di due esperti in comunicazione britannici: Elliot Richardson e James Hilton. Trovano i finanziamenti grazie all'Arcadia Group di Sir Philip Green, uomo a capo di uno dei gruppi finanziari più importanti della Gran Bretagna. Letteralmente Dugout vuole dire “panchina”. Già la parola fa capire che ci troviamo di fronte a un social settoriale, rivolto a una determinata fascia di pubblico. Squadre professionistiche e calciatori hanno il proprio canale dove possono postare foto, video, interviste. Direte voi, ma cosa cambia da Facebook, Instagram e company?
Chiamatelo pure business virtuale, poi però i soldi guadagnati sono veri. Tutti i social network creano un’entrata per le squadre che si mostrano sulle varie piattaforme. È qui che Dugout supera gli avversari. La questione è prettamente incentrata sui soldi. I social tradizionali lasciano all’utente (club o giocatori) poco margine di profitto. “La panchina” invece parla di ricavi (derivanti dalle pubblicità all’interno dei video, per esempio), da spartire a metà tra società e azienda. Insomma, alcuni club si sono ribellati contro la Silicon Valley vogliosi di monetizzare il più possibile dal mondo di Internet.

Rivolto a chi?

Dugout è giovanile nel look, a molti ricorda la grafica del famoso gioco di calcio Pro Evolution Soccer. Guarda ai ragazzi, dai duemila in su. Per ora sono poche le squadre e i calciatori già iscritti. In Inghilterra lo usano Arsenal, Chelsea, Manchester City e Liverpool, in Italia per ora solo Milan, Juventus e Roma. E poi i giocatori, nemmeno a dirlo, Neymar tra i più attivi. Poi Dybala, Bale, Hart, Cavani e Alexis Sánchez. In Europa non è ancora molto popolare, i maggiori utenti sono in oriente. Servirà tempo.

Verso l’infinito ed oltre

Per ora i contenuti in esclusiva sulla piattaforma del calcio sono pochi. Brevi interviste, piccoli video di allenamenti e nient'altro. Nulla di diverso da quello che vediamo tutti i giorni sulle classiche ‘bacheche’. Ma si stanno gettando le basi verso un progetto ancora più ampio. Ne parla in maniera orgogliosa il vice presidente Kate Burns (ex di Google, AOL e Buzzfeed), che ha l’intenzione di allargare gli orizzonti.
In futuro Dugout potrà ospitare dirette di partite amichevoli e contenuti extra di vari minuti. La tendenza ormai è già nota: Twitter ha stretto un accordo con l’NBA per mandare online alcuni incontri, Facebook trasmette in diretta diverse partite (sperimentazione iniziata ad agosto con la Roma), come il testimonial match tra Manchester United ed Everton organizzato da Rooney. Senza dimenticare il “piccolo” Snapchat, che si è accordato con la NFL, la lega del football americano. In Italia la Lega Pro è andata live sempre su Facebook.
Insomma, stiamo parlando di un social network in espansione. Presto saranno disponibili anche le app per Andoid e iOS, un motivo in più per iscriversi. Alle cose da vedere poi, ci pensa il mondo del calcio. Gli utenti, come sempre, sono spettatori.

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