I 6 più grandi traditori della storia del calcio

Da Tevez a Luis Figo, passando per Ashley Cole: ecco i giocatori che sono diventati idoli hanno tradito la fiducia dei tifosi trasferendosi in un club rivale.

, di Andrea Pettinello

Il trasferimento nel club rivale di un tuo idolo: uno degli incubi peggiori per ogni tifoso. Troppe volte si sono visti grandi giocatori diventare delle vere e proprie celebrità in un'importante piazza e poi, in nome del dio denaro o guidati da altre aspirazioni, tradire i propri tifosi e accasarsi in una squadra "nemica". Nel corso degli anni episodi simili si sono visti sempre con maggiore frequenza, coinvolgendo vere e proprie leggende del calcio e campioni plurititolati. Eccone alcuni. 

1) Carlos Tevez

Nel 2009, dopo aver passato due anni in prestito al Manchester United segnando 34 gol in 99 presenze, tutti si aspettavano che l'argentino firmasse un nuovo contratto con i Red Devils al termine della stagione. E invece dopo aver rifiutato l'offerta del Liverpool, l'Apache scelse di accasarsi al Manchester City diventando così il primo giocatore a passare da una parte all'altra di Manchester a 10 anni da quando Terry Cooke passò proprio dallo United al City. Tevez, durante i suoi anni all'Etihad Stadium ha contribuito alla causa segnando 73 gol in 148 presenze, partecipando alla vittoria del titolo dei Citizens nel 2012 dopo 44 anni di lunga attesa. 

2) Ashley Cole

Il terzino sinistro inglese nasce e cresce come tifoso dell'Arsenal, arrivando nell'Academy dei Gunners all'età di 17 anni ed esordendo in prima squadra appena due anni dopo. Nel 2006, però, dopo 228 presenze e 7 trofei conquistati, decide di trasferirsi senza neanche troppi rimpianti al Chelsea. L'estate del suo passaggio ai Blues è quantomeno una delle più movimentate della sua vita: il giocatore viene prima multato dalla società per aver incontrato Josè Mourinho in segreto, poi viene escluso dalla foto di squadra della stagione 2006/2007. Nei minuti finali della sessione di mercato di quella stagione, Ashely Cole passa al Chelsea firmando un contratto a cifre quasi raddoppiate rispetto a quanto offriva l'Arsenal per il rinnovo. 

3) Kenny Miller

L'indecisione ha reso questo ragazzo uno dei giocatori più controversi degli ultimi anni. Arriva ai Rangers nel 2000, totalizzando 11 gol in 38 presenze. Nel 2001 lascia la Scozia e si accasa nei successivi 5 anni al Wolverhampton, prima di tornare a Glasgow, sponda Celtic, facendo infuriare i tifosi dei Gers. Anche al Celtic Park ci rimane una sola stagione, prima di trasferirsi al Derby County. Con i Rams rimane appena 11 mesi per tornare poi nuovamente in Scozia, firmando un triennale con i Rangers. Veemente la reazione dei tifosi del Celtic, tanto che il giocatore per un periodo di circa un mese è obbligato a girare con la scorta. Conclusosi il contratto con i Rangers, Miller parte per un'esperienza all'estero, salvo poi nel 2014 fare ritorno ancora nella parte blu di Glasgow. Insomma, non proprio un ragazzo sicuro di se, ma certamente uno degli unici capaci di far arrabbiare sia Celtic che Rangers.

4) Luis Figo

Arriva nel 1995 al Barcellona e diventa in pochissimo tempo un vero e proprio idolo dei tifosi. In 5 anni totalizza 249 presenze e 45 gol, vincendo 7 trofei, tra cui due campionati. Nell'estate del 2000, però, il colpo di scena inatteso: il Real Madrid paga la sua clausola rescissoria di quasi 70 milioni di euro e lo porta al Bernabeu, lasciando i tifosi blaugrana increduli. Il giorno del suo ritorno a Barcellona, il Camp Nou è un vero e proprio inferno: oltre a striscioni quali "Traditore", "Giuda" e chi più ne ha più ne metta, ogni suo tocco di palla è accompagnato da fischi e lanci di qualsiasi oggetto possibile. Bottiglie di plastica, mozziconi di sigarette, monete e una testa di maiale. Una partita che lui stesso definirà un incubo. Nella capitale spagnola resta cinque anni vincendo tra le altre cose anche la Champions League del 2002, trofeo sempre sfuggitogli con il Barça.

5) Ronaldo

Questa volta Cristiano non c'entra nulla. Stiamo parlando del Fenomeno, il brasiliano, uno dei giocatori più forti della storia del calcio. Arriva al Barcellona nel 1996, ma al Camp Nou resta solamente una stagione totalizzando 47 gol in 49 presenze. L'estate successiva passa all'Inter, dove rimarrà per ben cinque 5 anni prima del ritorno in Spagna, al Real Madrid. Anche qui cinque meravigliosi anni dove totalizza 104 gol in 177 presenze. Quando però la sua carriera sembrava essere arrivata al capolinea, ecco la chiamata del Milan che lui accetta di buon grado. Il giorno del derby San Siro lo ricopre di fischi e insulti come da tempo non si vedevano per un giocatore in Italia. Lui ricambia segnando la rete del momentaneo vantaggio dei rossoneri, che perderanno quella partita per 2-1. 

6) Sol Campbell

Arriva al Tottenham all'età di 15 anni, spendendo tre anni nell'Academy prima di esordire in prima squadra. Con gli Spurs totalizza più di 300 presenze, diventando oltre che il capitano uno dei simboli del club e uno degli idoli indiscussi dei tifosi. Nel 2001 però accade l'inimmaginabile: il giocatore rifiuta il rinnovo di contratto e al termine della stagione diventa ufficialmente uno svincolato. Dopo aver rifiutato decine di offerte, accetta quella che nessuno, forse neanche lui fino a qualche mese prima, avrebbe immaginato: è l'Arsenal a farsi avanti e a convincerlo ad accasarsi a Highbury. I tifosi del Tottenham non la prendono bene, il North London Derby successivo per il giocatore è un vero è proprio incubo: oltre ai fischi, rischia più volte di essere colpito da oggetti lanciati ogni qualvolta si avvicina alla linea del fallo laterale o quella di fondo campo. In cinque anni di Arsenal vincerà sei volte tanto quello che ha vinto con gli Spurs. 

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