Serie A, Agnelli attacca Lotito: "Ora sei un esperto virologo?"

Il presidente della Lazio preme per una pronta ripresa del campionato e nell'assemblea virtuale dei club incassa la battuta del più attendista e prudente collega juventino.

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Una Lazio così in salute e in lotta per la vittoria in Serie A a questo punto della stagione non la si vedeva dai tempi dell'ultimo scudetto. Era il 1999-2000, il paese scavallava nel nuovo millennio e i biancocelesti lo inauguraraono con una rimonta storica sulla Juventus, guarda un po', culminata nella fatal Perugia, dove i bianconeri persero bussola e tre punti sotto la pioggia, regalando il titolo ai ragazzi di Eriksson.

Il tecnico svedese aveva messo insieme una miscela esplosiva di tecnica, forza e cuore. Basta sfogliare i nomi di quella rosa per capirlo: c'erano Roberto Mancini, Nesta, Boksic, Sergio Conceiçao, Salas e Nedved insieme a Stankovic, Veron, Mihajlovic, Diego Simeone e Almeida, per non dire, attenzione, di Simone Inzaghi. Fini dicitori e mastini che, insieme, ebbero ragione di fior di squadre.

Sì, perché quello era ancora, forse, il campionato più bello e importante del mondo. C'era il Milan di Zaccheroni che aveva appena acquistato Sheva e l'Inter di Lippi che sfoggiava la coppia Vieri-Ronaldo, il Parma delle meraviglie e la Roma che faceva le prove generali per riportare la Capitale alla ribalta con lo scudetto dell'anno successivo.

Immobile gol
Immobile è in forma straordinaria e la Lazio ha il secondo miglior attacco del campionato

Serie A: Agnelli attacca Lotito

E Lotito, quest'anno, sente lo stesso profumo di quella primavera datata 2000. La sua Lazio, è vero, è partita slow - il punto più basso è stata la sconfitta contro la Spal, ma ben presto è diventata fast e pure furious: 11 vittorie consecutive fra la fine di ottobre e quella di gennaio, ultima sconfitta a settembre, era il quinto turno, contro l'Inter a San Siro, miglior difesa e secondo miglior attacco della Serie A e un Immobile da Scarpa d'Oro. I prodromi ci sono tutti, insomma, facendo gli scongiuri.

Per questo il vulcanico presidente biancoceleste non vede l'ora che il paese, e di conseguenza il calcio, superi l'attuale emergenza sanitaria, anzi, se potesse, il coronavirus lo spingerebbe personalmente fuori dai patrii confini. Rilevato il club nel 2004, salvandolo da un più che probabile fallimento, ne ha aggiustato i conti e ora vorrebbe passare alla cassa. Per questo non tralascia nulla e già la sua intenzione di far riprendere in anticipo gli allenamenti ai suoi giocatori ha destato più d'una polemica. Nell'assemblea virtuale della Lega di Serie A tenutasi ieri online il patron della Lazio si è addirittura spinto a elargire pareri e previsioni che avranno fatto impallidire Angelo Borrelli e tutto lo staff della Protezione Civile:

Avete visto i dati? Aho', se sta a ritirà! Ma poi io lo so: io parlo coi medici luminari, quelli che stanno in prima linea, no' co' quelli delle squadre...

Lotito e Agnelli
Lotito e Agnelli: un rapporto particolare

Ottimismo forzato o cultura epidemiologica superiore che sia, non sta a noi dirlo, fatto sta che in un ambiente dove ci si interroga - e non solo in Italia - se mai sarà possibile portare a termine la stagione, le parole di Lotito hanno suscitato battute e reazioni ironiche fra le quali, immancabile, si segnala quella di Andrea Agnelli che gli si è rivolto così:

Eh, certo: ora sei diventato anche un esperto virologo.

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