NBA: il dramma di Towns, la gaffe dei Sixers e l'arena dei Clippers

Due storie tristi da virus per Karl Anthony Towns e i dipendenti dei Sixers, mentre Ballmer compra il palazzetto per i Clippers.

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Ora che anche le Olimpiadi di Tokyo sono state spostate al 2021, l'NBA rimane ragionevolmente l'unico campionato in giro per il mondo che, per motivi economici, finanziari e d'immagine, potrebbe riprendere e portare a termine la stagione, ovviamente come riportato da Silver, solo nel momento in cui le condizioni sanitarie saranno sufficientemente rassicuranti. Al momento non c'è una timetable che possa far pensare a quando questo succederà e ogni giorno sembra sempre peggio.

Ad esempio è stato riportato ieri che le condizioni di salute di Rudy Gobert stavano pian piano peggiorando dopo che lui aveva detto di non sentire più gli odori a causa del contagio. Dall'altra parte gli altri giocatori colpiti, tra cui Donovan Mitchell, hanno rassicurato tutti riportando di stare bene e non avere sintomi particolarmente gravi come il centro francese. Non sono poi stati rilevati ulteriori casi di positività in giro per l'NBA, ma ovviamente con il divampare dell'epidemia cominciano a uscire storie molto tristi.

Quella di Karl-Anthony Towns lo è sicuramente. La stella dei Timberwolves ha deciso di fare un video su Instagram dove ha spiegato la situazione di sua mamma, infettata dal coronavirus e in una situazione molto grave:

Mia mamma ha cominciato a stare male, ogni giorno andava sempre peggio e non ho voluto aspettare per portarla in ospedale. Loro hanno fatto davvero tutto ciò che potevano, ma la situazione è molto grave. Ho deciso di fare questo video con gli aggiornamenti per far capire a tutti cosa succede e la gravità della situazione sperando possa essere d'aiuto.

La mamma di KAT versa in condizioni molto gravi ed è in coma proprio a causa del coronavirus, a testimonianza che nessuno può sentirsi sicuro e che si debba trattare tutto molto seriamente.

NBA: gaffe Sixers e ritorno

Il coronavirus ha fermato anche una macchina da guerra come l'NBA e per questo motivo non solo i giocatori sono a casa aspettando che passi la tempesta, ma anche il lavoratori comuni, gli impiegati delle franchigie, gli inservienti dei palazzetti, ecc. Mark Cuban si era subito mobilitato per queste persone garantendo loro il pieno salario anche non fossero stati sul posto di lavoro in una mossa di grande umanità e comprensione della situazione. Chi invece, a distanza di diversi giorni e dopo tutti i ragionamenti possibili, non sembrava aver capito la criticità del momento è il front office dei Sixers che nella giornata di ieri ha riportato di voler tagliare gli stipendi dei propri dipendenti a causa dei mancati guadagni che questa pandemia ha portato. Una decisione in controtendenza con tutto il supporto umano di questo periodo che ha fatto insorgere non solo i dipendenti coinvolti.

Resisi conto però del madornale errore non solo nel pensare di compiere questa azione, ma anche nel renderla pubblica, nella notte italiana è stata fatta una rapida marcia indietro che migliora la sostanza delle cose, ma di certo non pulisce un'immagine macchiata di un gesto sicuramente discutibile:

Dopo esserci consultati con i nostri dipendenti e i nostri soci, abbiamo deciso che la salute e il benessere delle persone che lavorano sia più importante di tutto. Per questo abbiamo deciso di pagare comunque al 100% tutti coloro che lavorano per noi. Al momento le persone vengono prima dei soldi.

Queste le parole riparatorie del proprietario Josh Harris (possessore anche dei New Jersey Devils di hockey), sono state appoggiate anche dalla stella della squadra Joel Embiid che aveva già donato 500.000 dollari alla comunità locale.

Ballmer ha il palazzetto, i Clippers cambiano casa

Non è un segreto che i Los Angeles Clippers non volessero più condividere il mondo con i cugini dei Lakers e Steve Ballmer, eccentrico proprietario dei losangeleni, stava spingendo da tempo per un nuovo palazzetto che distinguesse il derby cittadino. Ora è arrivato il momento perchè Ballmer è riuscito ad acquistare per la "modica" cifra di 400 milioni pagati cash il palazzetto di Inglewood che annovera 18000 posti a sedere con l'obiettivo di farla diventare la nuova casa dei Clippers. L'acquisto è arrivato tramite la società Madison Square Garden corporation, proprietaria dell'immobile. James Dolan, chairman della società, però avrebbe già fatto le sue rimostranze per l'idea di costruire un'arena in prossimità del Forum (che rimarrà attivo per eventi musicali) generando così una competizione troppo ravvicinata tra le due strutture.

Questo lascia il tempo che trova e sicuramente Ballmer si sarà cautelato sulla certezza di poterla rendere la casa della sua squadra. Ora che i Clips lottano per il titolo e che con questo nuovo building il traffico di Los Angeles potrebbe sistemarsi un pò, si tratta solo di aspettare l'estate quando si pensa dovrebbero iniziare i lavori. È davvero nata una nuova era ai Clippers.

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