Reina: "Ho avuto il coronavirus. Eroi in isolamento in case piccole"

L'ex portiere di Napoli e Milan: "Come se mi fosse passato addosso un camion. L'isolamento? I veri eroi sono le famiglie con due figli che restano in 70 metri quadri".

0 commenti

di - | aggiornato

Share

Si allunga l'elenco dei protagonisti della Premier League che hanno contratto il coronavirus: dopo l'allenatore dell'Arsenal Mikel Arteta e il centrocampista del Chelsea Callum Hudson-Odoi, primo calciatore risultato positivo il 13 marzo, è il turno di Pepe Reina. L'ex portiere di Napoli e Milan, ora in prestito all'Aston Villa (club penultimo alla sospensione del campionato) lo ha spiegato nel corso di un'intervista rilasciata a Cadena Cope.

Il portiere classe 1982, all'Aston Villa dalla scorsa estate, ha raccontato nel corso di un'intervista rilasciata durante El partidazo de COPE, una delle trasmissioni di punta della nota radio spagnola, di aver avvertito i sintomi della positività al coronavirus: febbre, tosse e tanta stanchezza, fino alla perdita di olfatto e gusto. Reina ha ammesso di aver superato il momento e di aver preso anche ogni tipo di precauzione per chi vive con lui. 

Chiuso in casa da due settimane, il primo pensiero di Reina è per chi è costretto a vivere la quarantena in spazi angusti e con una famiglia numerosa. Ammissione di chi sa di appartenere a una categoria di privilegiati.

Per me restare in isolamento non è stato difficile, abbiamo una grande casa con giardino e possiamo fare anche attività fisica. Le persone con i cojones sono altre, sono quelle che vivono in un appartamento di 70 metri quadri con due figli. Loro sono degli eroi.

"Tamponi in Inghilterra? Solo se stai male e in ospedale"

In settimane di emergenza sanitaria su scala mondiale, con l'Europa che risulta il continente con il maggior numero di positività al coronavirus, Reina mette da parte il calcio. La situazione in Inghilterra è delicata per stessa ammissione del portiere ("Qui i tamponi non vengono eseguiti, a meno che tu non stia molto male e devi andare in ospedale per farlo") e la mente è anche a Spagna e Italia.

Parlando con i dottori mi hanno detto che i sintomi sono quelli, ma di fatto non ho avuto una conferma ufficiale. Seguo le notizie che arrivano da Spagna e Italia anche più di quelle dell’Inghilterra. La preoccupazione c'è e vale per tutti. Ora dobbiamo solo rispettare le regole. Più restiamo a casa e siamo rigidi ora, prima passerà tutto questo.

"Tornare in campo ora non mi interessa"

Alla pari dei principali campionati di calcio, la Premier League è ferma e lo sarà almeno fino a fine aprile. Per Reina, quasi 900 partite giocate tra club e Nazionale in carriera, non è tempo di fissare date e calendari per il rientro in campo. 

Oggi non mi interessa, il calcio passa in secondo piano. So che ci sono grandi interessi economici in gioco, ma prima di parlare di date dobbiamo fare grande attenzione. Giocare a porte chiuse non ha senso. L'unica cosa da fare ora è riprendere a giocare solo quando ci potranno essere tutte le garanzie per farlo in sicurezza.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.