Pallone d'Oro, Futre shock: "Derubato da Berlusconi nel 1987? Possibile""

Rispondendo alle domande dei lettori nella rubrica che tiene abitualmente su Mundo Deportivo, l'ex attaccante portoghese - transitato anche dal Milan - avanza dubbi sull'assegnazione del premio vinto da Gullit nel 1987.

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Il Pallone d'Oro, prestigioso riconoscimento individuale ideato nel 1956 dal periodico francese France Football e che intende premiare il miglior calciatore in circolazione, sarà sempre argomento di discussione tra gli appassionati. Tra questi infatti c'è chi considera il trofeo nient'altro che un'operazione commerciale e chi invece lo utilizza per misurare la carriera di un calciatore, chi pone dubbi sui criteri di valutazione, chi cita i carneadi a cui è stato assegnato in alcune edizioni e chi invece ricorda i grandi campioni finiti nell'albo d'oro.

Tra questi manca il nome di Paulo Futre, uno dei calciatori portoghesi più forti di tutti i tempi pur se protagonista di una carriera dove non sono mancati gli alti e bassi, soprattutto a causa di una serie di infortuni che lo hanno frenato una volta raggiunta la vetta. Un percorso cominciato nello Sporting Lisbona e di fatto conclusosi ad appena 27 anni con l'Atletico Madrid, prima di un finale che lo ha visto transitare come una meteora anche dalla Serie A, dove ha indossato le maglie di Reggiana e Milan. In rossonero, per lui, una sola presenza e la consapevolezza che il meglio fosse ormai alle spalle, quindi un malinconico finale in Giappone e il ritiro a soli 32 anni conseguenza dei continui guai fisici.

Prima di imboccare la parabola discendente, però, Paulo Futre è stato considerato uno dei più forti calciatori d'Europa e nel 1987, mentre indossava la maglia del Porto, è andato a un passo dalla conquista del Pallone d'Oro. Il premio finì per essere assegnato a Ruud Gullit, fresco di trasferimento al Milan, una scelta da parte della giuria di cui anni dopo il campione lusitano ancora non riesce a capacitarsi. E interrogato a proposito dai lettori di Mundo Deportivo, dove tiene una rubrica settimanale, non nega che possa esserci stato qualcosa di losco.

Paulo Futre in azione ai tempi del Porto

Futre, stoccata a Berlusconi: "Il Pallone d'Oro del 1987 di Gullit doveva essere mio"

All'indomani dell'assegnazione del Pallone d'Oro 1987 a Ruud Gullit, qualcuno insinuò il dubbio che dietro la vittoria del Tulipano Nero si nascondesse una possibile corruzione della giuria da parte di Silvio Berlusconi, fresco presidente del Milan che aveva acquistato il campione olandese e si preparava a cambiare la storia del calcio. Una voce che negli anni non si è mai placata e che Futre non nega, ricostruendo la situazione precedente all'assegnazione del premio.

Ancora oggi non capisco cosa sia successo. Firmai con l'Atletico Madrid nel 1987, subito dopo aver vinto la Coppa dei Campioni con il Porto, e fui molto importante in quella vittoria: segnai nel secondo turno e in semifinale, mentre in finale giocai la miglior partita della mia carriera. In estate mi trasferii in Spagna e fui protagonista nella vittoria al Camp Nou contro il Barcellona, quindi segnai un gol e firmai due assist nel 4-0 al Bernabeu con cui superammo il Real Madrid della Quinta del Buitre. Inoltre segnai uno dei gol più belli della mia vita contro l'Osasuna.

Un impatto devastante per un calciatore che era considerato già fortissimo, che si presentava da campione d'Europa e che proseguì un anno davvero magico giocando costantemente ad altissimo livello. 

L'Atletico Madrid nel campionato precedente era arrivato settimo, e senza nulla togliere ai miei compagni di squadra nel momento in cui fu assegnato il Pallone d'Oro eravamo secondi e in lotta per il titolo. Pensavo davvero che avrei vinto il premio, che però invece andò a Gullit, che era stato appena acquistato dal Milan.

Futre non mette certo in discussione il valore del Tulipano Nero, ma sottolinea come in quella particolare occasione il suo successo fu difficile da spiegare. 

Gullit era un fuoriclasse, e sicuramente meritava di vincere il Pallone d'Oro, anche più di uno. Ma quell'anno aveva vinto soltanto il campionato olandese e aveva giocato un paio di mesi con i rossoneri. Si diceva che Berlusconi avesse truccato il premio per consegnarlo al suo nuovo acquisto, e uno dei più severi nei miei confronti fu un giornalista portoghese, che mi stroncò e che per tutta la vita si è sempre rifiutato di darmi spiegazioni in proposito. Personalmente posso solo dire che io vinsi la Coppa dei Campioni e lui il campionato olandese, francamente non so cos'altro avrei potuto fare quell'anno per vincerlo.

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