Maldini: "Il virus? È stata brutta ma il adesso peggio è passato"

Il dirigente rossonero: "È molto peggio di un'influenza, tutta la mia famiglia potrebbe averla avuta. Anche prima del tampone sapevo di essere contagiato".

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È stata dura ma il peggio è passato: questa notizia può far tirare un sospiro di sollievo a tutti quanti i tifosi del Milan perché arriva direttamente da Paolo Maldini, pochi giorni dopo la notizia data dal club che rivelava la positività dei test per il Coronavirus del dirigente rossonero e di suo figlio Daniel.

Entrambi, come spiegato nel comunicato sul sito ufficiale, sono in fase di recupero e proprio oggi l'ex capitano è stato protagonista di una lunga intervista pubblicata sulle pagine del Corriere della Sera in cui ha raccontato la sua esperienza con questa nuova e aggressiva malattia.

Premettendo che lui è stato più fortunato di altri, Maldini ha spiegato quali siano stati i suoi sintomi rivelando anche che c'è la forte possibilità che tutto il suo nucleo familiare abbia avuto questo virus pur non avendo fatto i test in tempo.

Paolo Maldini
Maldini parla della sua malattia da Coronavirus

Milan, Maldini: "È stata brutta ma ora il peggio è passato"

La prima domanda dell'intervista è un semplice "Come stai?" e fortunatamente Maldini dà solo buone notizie:

Sto abbastanza bene, ora il peggio è passato: ho ancora un po' di tosse e per ora ho perso gusto e olfatto, di certo non è una normale influenza. Sono un'atleta e conosco il mio corpo e questi dolori non erano normali, sapevo di avere il virus anche prima del tampone anche perché per l'influenza sono vaccinato. Ho sentito dolori ad articolazioni e muscoli, anche se la febbre non era molto alta. I medici dell'a ASL hanno fatto il test dopo giorni perché non avevo problemi respiratori ma ho saputo di essere stato a contatto con un positivo. Daniel ha dolori e febbre ma credo l'abbia presa in forma leggera, sia mia moglie che il nostro primogenito Christian hanno avuto una brutta influenza a febbraio. Siamo convinti fosse il virus anche per loro.

Vivere in famiglia in questi giorni è complicato ma a quanto pare il pericolo è stato superato dal dirigente del Milan:

Isolarsi in famiglia è complicato, stiamo divisi anche se mangiamo tutti insieme, paradossalmente mi ha aiutato l'idea di non avere più i miei genitori. Darei qualsiasi cosa per riaverli anche per pochi minuti ma avrei avuto ansia per loro.

In ultimo un commento sulla situazione generale del paese, sul suo lavoro al Milan e sul campionato sospeso:

Gli italiani si stanno comportando come si deve, i medici si offrono volontari e gli insegnanti lavorano online: non siamo peggio degli altri. Sto lavorando ancora grazie al web, ero in riunione di Lega venerdì scorso. Il campionato? Doveva fermarsi prima, follia giocare a porte aperte. Il campionato deve finire e sarà così ma ora non si può ancora dire quando e come. Anche le Olimpiadi vanno rinviate.

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