Everton, Ancelotti telefona al tifoso malato: "Ne usciremo insieme"

L'allenatore protagonista dell'iniziativa Club's Blue Family. Ha chiamato a casa di un tifoso di 52 anni: i due hanno parlato di coronavirus, vecchi ricordi e si son fatti una promessa.

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Carlo Ancelotti idolo dei tifosi dell'Everton. Anche a Premier League ferma per l'emergenza coronavirus, l'allenatore italiano resta assoluto protagonista per chi ama la maglia dei Toffees. Arrivato a Liverpool a dicembre, con la squadra a ridosso della zona retrocessione, l'ex guida tecnica del Napoli ha riportato su in classifica Dominic Calvert-Lewin e soci fino alla dodicesima posizione a quota 37 punti, -6 dal settimo posto e dalla potenziale qualificazione all'Europa League. Ora, con il campionato sospeso come le altre principali leghe europee, Ancelotti ha dato vita a uno splendido gesto di affetto.

A ribadire il legame con la piazza che lo ha riaccolto in Inghilterra dopo l'esperienza al Chelsea è stata la partecipazione di Ancelotti all'iniziativa Club's Blue Family, lanciata dall'Everton e destinata ai suoi tifosi. L'allenatore è stato il primo scelto per chiamare i tifosi a casa e chiedergli come va, in giorni delicati per tutti. Dall'altro capo del telefono ha risposto Mark, tifoso di 52 anni affetto da una malattia neuro-motoria. Alla voce di Mark, l'allenatore ha risposto con un colloquiale: "Come stai? Sono Carlo!".

La risposta del tifoso è tutta un programma. "Carlo chi?". Ancelotti a quel punto si è presentato e dall'altro capo la voce del tifoso si è fatta più calda ed emozionata. Quando Mark ha capito che non stava sognando e che non si trattava di uno scherzo. E gli ha raccontato il suo amore per il club: 

Tifo Toffees dal momento, ancor prima di essere nato. E sono anche un suo grande ammiratore, mister Ancelotti: che onore sentirla. Come va la quarantena? Sto provando a rilassarmi, anche se è molto complicato.

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Mark, al quale il disturbo è stato diagnosticato un anno fa, sta evitando ogni uscita di casa per cautelarsi da rischi. Trascorre le sue giornate in casa con sua moglie Laura e i loro quattro figli e la telefonata di Ancelotti ha allietato la loro giornata. "Senza calcio in questi giorni è dura" ha ammesso il tifoso dell'Everton. Al quale l'allenatore ha raccontato l'attualità in Italia:

Ho molti amici nel mio Paese, mia sorella è lì è la situazione è terribile. Penso che qui in Inghilterra dobbiamo avere cura di noi ed evitare l'espansione del virus.

Per trascorrere del tempo, ci sono le serie tv e le vecchie partite. Nel primo caso è Mark ad avere un consiglio per Ancelotti:

"Ti piace Netflix? Guarda The Outsider, grande serie.

Calcio, serie tv e ricordi, come vecchi amici. Gli stessi che Ancelotti evoca a Mark parlando della finale di Coppa delle Coppe vinta dal club inglese contro il Rapid Vienna a Rotterdam nel 1985:

A essere onesto, ero ubriaco e non ricordo tutto. Ero a Rotterdam e c'ero anche quando si è giocata la miglior partita vista a Goodison Park: la vittoria sul Bayern Monaco nella semifinale del 1985. Eravamo sotto di una rete all'intervallo e abbiamo vinto 3-1.

Anni in cui Ancelotti giocava nella Roma. Il saluto tra i due è quello di chi spera di rivedersi presto.

Stanne certo: di qualsiasi cosa abbiate bisogno tu e la tua famiglia potete contare sull'Everton. Vi siamo vicini, devi saperlo e chiamaci per qualunque cosa.

Il calcio risponde al coronavirus, ora anche in Inghilterra. E i tifosi rispondono, come fa Mark:

Sì, lo so. Spero di poter tornare presto a Goodison Park quando tutto questo sarà finito: è come la mia seconda casa.

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