Valentino ai tempi della quarantena: "Palestra, simulatore e serie tv"

Il pluricampione mondiale di motociclismo ha parlato in un'intervista a Sky: "Con la Moto GP ferma mi manca l'adrenalina. Il futuro? Devo capire quanto sono competitivo".

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Dura la vita ai tempi della quarantena. Lo è per tutti i comuni mortali, ma è più dura, forse, quando sei abituato all'adrenalina delle gare di Moto GP. Come Valentino Rossi, uno che dell'adrenalina ha fatto il carburante della propria vita. Lo ha raccontato il pluricampione in un'intervista a cuore aperto concessa a Skysport.

Nove titoli mondiali, cinque dei quali vinti consecutivamente fra il 2001 e il 2005, unico pilota del Motomondiale ad avere vinto titoli in quattro classi differenti (125, 250, 500 e, appunto, Moto GP), l'ex ragazzo prodigio di Tavullia, giunto a 41 anni - li ha compiuti il 16 febbraio scorso - si prepara a una nuova stagione, ora però ferma a causa della pandemia del Covid 19:

Stiamo vivendo una situazione difficilissima, che non ci saremmo mai aspettati. Io sono a casa mia a Tavullia, siamo tutti confinati a casa. Intanto mi sto facendo crescere la barba, me la tengo lunga finché finisce la quarantena.

Valentino Rossi
Valentino Rossi ha vinto 9 titoli mondiali

Valentino ai tempi della quarantena: manca l'adrenalina

Valentino Rossi ha raccontato che, oltre a farsi crescere la barba, passa il tempo della quarantena tenendosi in forma nella piccola palestra di casa - dove vive in questo periodo insieme alla fidanzata Francesca, alla madre Stefania, i cani e il gatto, "la squadra è questa", ha detto - ma anche guardando i film, le serie tv e giocando con il simulatore anche con gli altri piloti. Quello che manca, che non si può "simulare", appunto, è l'adrenalina:

Prima delle partenze mi accovaccio accanto alla mia moto e le parlo, cerco di supportarla, le spiego che ora siamo solo io e lei e vogliamo andare sul podio. Quando smetterò di correre sarà proprio questa sensazione prima del via quella che mi mancherà di più: hai tantissima adrenalina, voglia di fare bene mista alla paura di sbagliare, è una sensazione indimenticabile. Tanti piloti corrono per provare proprio quello che senti da dopo il warm up a quando sei in griglia. Quando poi scatta il semaforo verde si corre e basta, passi quasi in un'altra dimensione.

Valentino
Valentino e l'adrenalina, una sensazione che gli manca in quarantena

Fra presente e futuro

Una carriera straordinaria, quella di Vale, cominciata da piccolissimo sulle orme del padre Graziano e ora seguito dal fratello Luca Marini - "Lo invidio un po', perché è molto più freddo di me, lui è davvero gelido" - una carriera che, inevitabilmente si avvicina alla fine:

E' stata dura non affrontare il primo GP della stagione. Il mio futuro? Speravo di poter decidere se continuare dopo la prima parte della stagione, ora slitta tutto, mi piacerebbe avere un po’ di gare per capire quanto possa ancora essere competitivo. L'obiettivo di quest'anno sarebbe fare più GP possibile. Una doppia gara come succede in Superbike? E' un'idea, ma si potrebbe anche fare un campionato di 12-13 gare, perderne 7 mantenendo il format della MotoGP, non è detto che sia fondamentale svolgere 20 GP.

Il museo

Intanto The Doctor non disdegna uno sguardo al passato e torna col pensiero al suo primo approccio con la 500, era una Honda - "Era brutale e velocissima, non riuscivo ad andare dritto nemmeno nel rettilineo" - ricorda i tanti caschi personalizzati indossati in carriera, più di 100, forse 120 - "Il più bello? Quello che ho usato al Mugello nel 2008, con la mia faccia" - e annuncia l'intenzione di aprire un museo:

Sì, stiamo lavorando all'ipotesi di aprire un museo per raccogliere tutto il meglio della mia carriera. Tavullia è un vero luogo di pellegrinaggio, arrivano tanti tifosi, sarebbe bello avere un museo. Siamo andati anche a vederne altri come quello della Ferrari per farci un'idea del progetto, perché vogliamo fare sicuramente qualcosa di livello, stiamo cercando di organizzarci. Serve ancora un po’ di tempo, ma l'idea ci piace molto.

Valentino Rossi
Valentino Rossi, una carriera eccezionale

Infine, una battuta: che cosa avrebbe fatto Valentino se non fosse diventato un campione sulla moto? La risposta è in linea col personaggio:

Se non fossi diventato un pilota di MotoGP mi sarebbe piaciuto essere comunque uno sportivo a livello agonistico, mi piace molto allenarmi, sfidarmi con gli altri. Mi diverte molto anche fare il dj durante le feste, sono sempre io che metto la musica.

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