Serie A, l'ultima spiaggia: in campo da giugno a porte chiuse

In Lega si studia la soluzione estrema: ripartire da giugno giocando sempre di sera e senza il pubblico negli stadi. Tommasi: "Giocare d'estate sarebbe un sogno".

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Le società di Serie A studiano i modi migliori per riuscire a riprendere un campionato che ogni giorno che passa sembra sempre più vicino all'annullamento. Eppure i club sperano ancora di portare a termine il torneo 2019/2020, in particolare dopo il rinvio degli Europei al prossimo anno.

L'emergenza Coronavirus però è così difficile da decifrare che rende impossibile fare previsioni, anche nel più roseo degli scenari ripartire prima di maggio sembra un'utopia e per questo i vertici del calcio italiano devono pensare a soluzioni alternative.

Squadre come Napoli e Lazio, che avevano fissato la ripresa degli allenamenti in questa settimana, hanno ceduto rimandandola a data da destinarsi e ora ci sarà più tempo per decidere. Con la soluzione estrema che sembra portare a un campionato che riprenderà a giugno.

Il Napoli si allena
La Serie A pensa di ripartire a giugno

Serie A, la soluzione estrema sarebbe ripartire a giugno e a porte chiuse

Secondo quanto riportato da Repubblica, la Serie A potrebbe adeguarsi alle previsioni fatte in Premier League dove si punta a riprendere il campionato inglese dal 1° giugno fino a luglio inoltrato e naturalmente a porte chiuse  (incontri disputati di sera dato il caldo che ci sarà in piena estate).

Questo scenario rappresenta una sorta di "ultima spiaggia" per il nostro calcio e comprende una serie di variabili difficili da calcolare, partendo dai test necessari per gli atleti positivi al Coronavirus dato che non è ancora chiaro l'evolversi della malattia stessa. Oltre a questo c'è il problema dei calciatori che hanno lasciato il nostro paese e che, se riusciranno a rientrare nei tempi, dovranno ovviamente osservare una nuova quarantena.

Queste decisioni non potranno essere prese autonomamente ma andranno concordate con FIGC e Assocalciatori, con l'AIC che nella persona di Damiano Tommasi sta pensando di proporre l'annullamento della stagione in corso con una sorta di "handicap" di classifica per la prossima. Il presidente ha parlato ai microfoni di Radio 1 commentando anche l'ipotesi del taglio degli stipendi.

Parlare ora degli ingaggi è un segnale di come il calcio non sia allineato con l'Italia, si parla dello stipendio di marzo che scade il 20 aprile in un momento in cui non sappiamo neanche se si ripartirà: è l'ultimo dei problemi. Tornare a giocare è il nostro obiettivo e vorrebbe dire che la situazione si sarà normalizzata, farlo d'estate sarebbe un sogno.

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