FIFA, parla Infantino: "Prime riforme? Meno partite e più equilibrio"

Lo svizzero compie 50 anni e si racconta a La Gazzetta dello Sport: "Coronavirus? Lo sconfiggeremo. E poi penseremo a salvare il calcio".

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Oggi Gianni Infantino compie 50 anni, ma passerà il suo compleanno a fare ciò che ormai da anni è abituato a fare: lavorare per rendere il calcio uno sport migliore, sempre più appassionante e al passo con i tempi. Il presidente della FIFA, con un passato da numero uno della UEFA corredato da diverse riforme firmate in prima persona, oggi si ritrova a fronteggiare una delle più grandi emergenze che il mondo del pallone ricordi. L’allarme Coronavirus ha ormai aggredito tutto il mondo in maniera trasversale, e mentre gli organi preposti si stanno adoperando per uscirne al più presto, Infantino ne ha approfittato per fare il punto generale sulla situazione che sta vivendo attualmente il calcio.

Lo sappiamo, lo svizzero è sempre stato molto incline alle rivoluzioni, ripensando lo sport più giocato al mondo senza tenere particolarmente conto della tradizione, ma le sue decisioni spesso si sono rivelate azzeccate, per quanto discusse. Suo, per esempio, è l’allargamento voluto per il Mondiale per Club, la cui prima edizione a 24 squadre verrà probabilmente posticipata dal 2021 al 2023. O, per esempio, l’idea di allargare la Coppa del Mondo a 48 squadre, cosa che costringerebbe la FIFA stessa a ripensare e ridisegnare i calendari. Insomma, le intuizioni non mancano:

Vogliamo far progredire il calcio, ma prima mi lasci dire che la nostra priorità è la salute. Collaboriamo da anni con l’Oms e la nostra situazione economica ci permette di offrire aiuto concreto. Abbiamo stanziato 10 milioni di dollari per un fondo riservato al calcio, servirebbero per interventi strettamente correlati alla FIFA, ma qui siamo di fronte a una crisi mondiale.

Prossimi passi?

Stiamo ripensando al calendario delle nazionali, che dovrà per forza mutare. Poi passeremo alle modifiche temporanee per quanto riguarda trasferimenti, protezione e adeguamento dei contratti. Servono misure molto dure.

Intervista Infantino FIFA
Gianni Infantino, 50 anni: il presidente della FIFA ha parlato in esclusiva a La Gazzetta dello Sport, chiarendo come la federazione sta affrontando l'emergenza Coronavirus e quali saranno i prossimi passi per attualizzare ulteriormente il calcio

FIFA, parla Infantino: "Leghe restie alle novità. Superlega? Mi viene da ridere"

Spostare Euro 2020 significa far slittare di ben due anni il primo Mondiale per Club allargato, per il quale Infantino ha speso mesi e mesi di lavoro:

Noi vogliamo un torneo FIFA che sviluppi ulteriormente il calcio mondiale. Quando la UEFA propose la Champions League le leghe si ribellarono, perché tendenzialmente si ha paura delle novità. Vedremo cosa si dirà tra trent’anni, ma lasciatemi dire che solo questo torneo, oltre al Mondiale classico, permette introiti importanti alle federazioni.

Ora però il calcio sembra andare verso la recessione:

La stiamo rischiando, ora serve una valutazione economica del piano globale. Dobbiamo riformare il calcio mondiale: meno tornei ma più interessanti, meno squadre ma più equilibrate, meno partite per proteggere la salute dei calciatori ma più combattute. Quantifichiamo i danni, facciamo sacrifici e ripartiamo ragionando da azienda.

Sulla Superlega:

Mi viene da ridere. Ci pensano già altri a organizzare tornei in giro per il mondo. Dobbiamo arrivare in un futuro dove 50 nazionali potranno vincere il Mondiale, e non solo 8 europee e 2 sudamericane. Lo stesso vale per i club, serve riequilibrare il sistema.

Chiosa finale sul capitolo legato ai procuratori:

Da quest’anno avremo una legislazione chiara sui flussi monetari dei trasferimenti. Il calcio non può più essere un Far West, dove non esistono regole: ogni estate circolano circa 7 miliardi di euro veicolati in paradisi fiscali. È il settore meno regolamentato al mondo.

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