La Premier League non si cancella? Il piano per finire la stagione

Ripresa l'1 giugno e completamento del calendario a metà luglio, cominciando già ad agosto. La strategia per salvare l'accordo triennale per i diritti tv.

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Il Liverpool cerca di capire cosa ne sarà del suo primato, così come tutte le altre squadre in attesa di verdetti. Tra queste ci sono anche Leeds e West Bromwich, attualmente nei primi due posti della Championship e, di conseguenza, virtualmente promosse in massima serie. Per rispondere alle esigenze di oltre 20 club inglesi, la Premier League sta studiando un sistema per portare ugualmente a termine la stagione, nonostante l'emergenza Coronavirus.

Chiaramente, il piano di lega è subordinato alle evoluzioni del Covid-19 in Inghilterra. Secondo il Telegraph, lo studio attuato dagli organi competenti verte non tanto su titoli e verdetti, quanto su una questione economica che riguarda tutti i club della prima divisione durante questa stagione e la prossima.

La Premier League ha firmato un accordo triennale per la vendita dei diritti televisivi, con scadenza fissata al 2022. Il contratto con i media porta nelle casse del campionato una cifra complessiva di circa 3 miliardi di sterline, da cui verrebbe detratta una percentuale importante in caso di cancellazione dell'ultima parte di stagione. Un'eventualità che il calcio inglese non vuole prendere in considerazione.

La Premier League studia un piano per completare la stagione: 9 giornate in 6 settimane tra giugno e luglio
La Premier League studia un piano per completare la stagione: 9 giornate in 6 settimane tra giugno e luglio

Premier League, il piano per completare la stagione

La strategia inizialmente prevista dalla Premier League prevede una ripresa delle attività prevista per l'1 giugno, previa risoluzione della questione legata al Covid-19. Dall'inizio del mese, l'obiettivo è quello di concludere il campionato in 6 settimane: 9 giornate da disputare, con Manchester City, Sheffield United, Arsenal e Aston Villa che invece ne dovranno giocare 10. La doppia condizione necessaria è quella di giocare tutti i match a porte chiuse, sfruttando anche i turni infrasettimanali per completare la stagione a metà luglio.

In questo modo, con i calciatori che sacrificherebbero il periodo di sosta estiva, si potrebbe inaugurare il campionato 2020/2021 già l'8 agosto, in linea con i programmi pluriennali stilati di comune accordo con gli acquirenti dei diritti televisivi. Meno di un mese di scarto tra una stagione e l'altra, per ritmo al quale dovrebbero allinearsi anche le categorie dalla Championship in giù per garantire la continuità di promozioni e retrocessioni.

Manchester
L'ultima parte della Premier League si giocherebbe a porte chiuse

Motivi e conseguenze

L'idea della Premier League si basa su un fattore prevalentemente economico, con il quale si cercherà di dare un adeguato supporto ai club. I proventi dei diritti televisivi sono fondamentali per ammortizzare le spese affrontate durante la stagione, che non verrebbero coperte da ulteriori incassi al botteghino per via della disputa dei match a porte chiuse.

In questo modo si tutelerebbero l'immagine del campionato e il contratto televisivo in vigore dalla stagione 2019/2020 fino al 2021/2022, ma soprattutto si eviterebbe di fronteggiare una crisi finanziaria che potrebbe colpire molte piccole della massima serie inglese.

La decisione definitiva verrà presa dopo aver raggiunto un accordo tra tutti i club della Premier League, per poi presentare le proprie intenzioni all'UEFA e valutare come si potrà collocare la prima divisione inglese in uno scenario che, al momento, vede tra le ipotesi più concrete quella della cancellazione delle stagioni in corso. Tutto, ovviamente, dipenderà dagli sviluppi che l'emergenza Coronavirus avrà in Inghilterra e nel resto d'Europa.

Grealish
Salvare l'accordo per i diritti televisivi per supportare i club di bassa classifica: tra questi c'è l'Aston Villa, reduce da spese importanti

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