F1, Buon Compleanno Ayrton Senna!

Il tre volte campione del mondo nacque a San Paolo del Brasile il 21 marzo 1960. Per lui 41 Gran Premi vinti 80 podi ed il cuore dei tifosi conquistato. Per sempre.

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Era il 21 marzo del 1960. La città quella di San Paolo, megalopoli brasiliana. La primavera iniziava con la nascita di Ayrton Senna da Silva, indimenticato e indimenticabile campione della Formula 1. Dell'asso paulista vogliamo celebrarne, virtualmente, il sessantesimo anno di età, proprio oggi. Ricordando di lui solo i momenti belli, bellissimi. Perché il tre volte iridato ha lasciato segni indelebili nei paddock a quattro ruote e pure nella vita di un popolo. Il suo.

Ayrton vinse 41 Gran Premi. Non un record assoluto, ma restano scolpite nella lapide le modalità con le quali riuscì ad ottenerle. In pratica, ongi singolo successo si trattava di una vera e propria impresa, piccola se parliamo di sport, grande per il messaggio che il corridore riusciva a comunicare attraverso i suoi occhi. Lo sguardo di Ayrton non conosceva il tempo, nemmeno lo spazio. Senna ammirava sempre l'infinito, come se cronometro, barriere ed ostacoli non esistessero.

In macchina, non aveva rivali. O, se li aveva, faceva di tutto per batterli. In ogni modo, corretto o "poco ortodosso". Giusto così. Lo affermava egli stesso, gliene conferiva suggello e conferma la sua fede nei confronti di Dio. E pensare che nella sua terra, il Brasile, il ragazzo che stringeva il volante era ritenuto una divinità. Questo a lui non piaceva né infastidiva. La sua missione era quella di andare forte, e ci è riuscito. Diventare Campione del Mondo di Formula 1 nel 1988, 1990 e 1991 rappresentavano solo una parte del suo obiettivo reale: aiutare il prossimo. 

Senna, Prost a sinistra, Hill a destra: l'ultimo successo in Formula 1 centrato da Ayrton
Senna festeggia il suo ultimo Gran Premio vinto in Formula 1, con Prost a sinistra e Hill a destra

La Formula 1 è ferma, ma il ricordo di Senna corre ancora sfrenato

Quel suo casco giallo colpì l'attenzione del pubblico "Chi può indossare un casco dai colori così assurdi"? Eppure, gara dopo gara, iniziava a piacere. Soprattutto perché dentro a qual casco c'era sì un pilota di talento, dotato anche di cervello fino e testa pensante. Sin dal suo arrivo in Europa, Ayrton era solito studiare tutto: vettura da guidare, tracciato, avversari. Ambiente. La gente attirava Ayrton e Ayrton attirava la gente, sia quando rideva sia quando piangeva.

Quando molti avversari pensavano solo a dar più gas possibile, il brasiliano si soffermava su dettagli che gli altri non riuscivano ad intravedere. In primis, la sicurezza. O meglio, lui capiva dove le condizioni necessarie a garantirla non ci fossero. E si faceva sentire. E poi, le frasi. Memorabile quella riguardante il denaro "Guadagno parecchi soldi perché il mio è un lavoro ben fatto. Ogni professionista deve essere retribuito per ciò che merita". Nessuno osò contraddirlo.

Nella guida, diciamo che toccava il cielo. Veramente. Gli anni di kart ed una sensibilità folle tra fondoschiena e arti superiori lo rendevano superiore. Specialmente sull'acqua, elemento che ne esaltava le doti. Se poi parliamo di sorpassi, Senna era capace di provarci sempre ed infilarsi dappertutto. Chiedete ad un certo Alain Prost, sul podio a destra nella foto qui sopra. In Formula 1 il francese era un acerrimo nemico di Ayrton ma, ne siamo certi, egli stesso oggi gli avrebbe fatto gli auguri di Buon Compleanno. Il sessantesimo. 

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