Coronavirus, Paratici scrive all'ospedale di Piacenza: "Non molliamo"

Il CFO della Juventus ha donato, e poi spedito una lettera, all'Azienda Sanitaria del suo paese natale.

0 commenti

di - | aggiornato

Share

La propria terra, le origini. Ricordi che ora come non mai mancano a chi sta vivendo la quarantena lontano dalla casa natale: come Fabio Paratici. Il CFO della Juventus, nato a Borgonovo Val Tidone (in provincia di Piacenza), ha sentito il richiamo dei luoghi in cui è venuto al mondo e ha trascorso gran parte della propria vita. Paesi in sofferenza a causa della pandemia da coronavirus, che il dirigente bianconeri ha voluto aiutare tramite una donazione all'ospedale di Piacenza.

Insieme a questo contributo concreto, Paratici ha anche spedito una lettera all'Azienda Sanitaria locale per incoraggiare i suoi vecchi concittadini a non mollare. Ecco le sue parole, riportate sulla pagina Facebook dell'Ausl di Piacenza:

Cari piacentini, forza. Stiamo uniti e rispettiamo il più possibile le regole e le indicazioni che ci vengono date: restiamo a casa.
Piacenza soffre, tante persone stanno piangendo i loro cari, si straziano per non averli potuti salutare, e vivono nell’agitazione e nella paura. La nostra città è tra le più colpite da questo virus maledetto, ma noi piacentini non molliamo, ci stringiamo assieme e lottiamo. Non abito più a Piacenza da molti anni - sono quasi venticinque, tantissimi - ma la considero la mia casa: lo so da sempre, questi giorni di isolamento lontanto da lì me lo sta confermando. Sono innamorato della nostra terra, della nostra gente, delle nostre valli, delle nostre storie, dei nostri cibi e vini, e quando mi capita di incontrare qualche piacentino in giro per il mondo o di ascoltare qualcosa che riguarda Piacenza ho ogni volta una sensazione precisa, profonda, speciale: è solidarietà, è empatia, è consuetudine, è casa. Ecco perché oggi mi sento di dirvi: resistiamo. Quando tutto questo sarà passato - perché passerà - ci sentiremo più forti e sono certo che riscopriremo la bellezza di un caffè con un amico, di una passeggiata (anche senza il cane), di un po’ di sport, persino di portare i nostri figli a scuola (e secondo me anche loro di andarci). Oggi però stiamo uniti e, ve lo chiedo per favore, dalla meravigliosa Val Trebbia, agli stupendi paesi dell’alta valnure, alla val d’arda sino alla mia amata Val Tidone: restate a casa! In fondo siamo una generazione fortunata. È la prima volta che ci viene chiesto uno sforzo così per il bene collettivo, è la prima guerra contro un nemico comune (e invisibile)che dobbiamo combattere. Ai nostri nonni è andata molto peggio, hanno combattuto una o due guerre dalle trincee o essendo deportati, noi possiamo - dobbiamo - combattere stando seduti sul nostro divano. Non voglio farla facile, ma sono convinto che non dobbiamo lamentarci troppo e che quando tutto passerà saremo persone migliori. Vi sono vicino, forza mia adorata Piacenza!

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.