Capello sul Real Madrid: "No a piena responsabilità ai giovani"

L'ex tecnico delle merengues svela il suo pensiero sulle pagine di AS e parla del mercato dei blancos. Con uno sguardo al suo passato al Bernabeu.

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Per lui parlano i due successi in Liga in due esperienze diverse sulla panchina del Bernabeu. In Spagna, la voce di Fabio Capello è sempre tra le più autorevoli e il Real Madrid è al centro della sua analisi. Nell'intervista rilasciata sulle pagine di AS, l'ex tecnico delle merengues ha svelato il suo punto di vista sul mercato e sul futuro del club.

Un futuro incentrato sempre più su giovani di talento, ai quali si chiede di costruire un'ossatura pluriennale su cui costruire i prossimi successi. Da Vinicius a Rodrygo ma non solo, sempre sotto l'occhio vigile dei calciatori di maggiore esperienza sia in termini di militanza in squadra sia per quel che riguarda i successi internazionali raggiunti nel corso dell'ultimo decennio.

La chiave del successo, per Capello, risiede proprio nel valore che ancora bisogna dare ai senatori. La linea verde del Real Madrid è chiara e ben definita, ma non può andare lontano senza il contributo fondamentale dei calciatori più esperti:

È giusto ringiovanire la rosa dopo tutti questi successi, ma bisogna aspettare pazientemente l'esplosione del talento. Non si possono mettere tutte le responsabilità sulle spalle dei giovani, serve affiancarli a giocatori di esperienza e averne cura. La maglia del Real Madrid è pesantissima e non ci si può aspettare che calzi a pennello a chiunque fin da subito.

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È questa la linea seguita dall'ex allenatore anche nelle sue esperienze precedenti a Madrid. Linea che si è rivelata vincente non solo per le sue vittorie in Liga, ma anche per i suoi successori, che ne hanno mutuato i parametri per imporsi a livello internazionale:

I senatori della squadra sono fondamentali e vanno preservati tanto quanto i giovani. Nella mia prima esperienza a Madrid ho avuto Hierro e Redondo: accanto a loro Raul, che era già un campione, ha imparato a desiderare la vittoria. Nel mio secondo ciclo avevo Marcelo, Gago e Higuain e il presidente mi chiedeva sempre di schierarli dall'inizio. Io ho sempre voluto preservarli, gestirli e far capire loro l'importanza delle occasioni che si hanno nel Real Madrid. Gago ha fatto meno degli altri, ma il concetto da seguire era quello.

Capello fa lo stesso discorso per Zidane. Un tecnico che ha giocato nel Real Madrid, ha fatto la trafila tecnica dopo il ritiro, fino a portare le merengues sul tetto d'Europa per 3 anni consecutivi:

È un professionista che ha sempre avuto la testa sulle spalle e lo sguardo rivolto al futuro. È stato lungimirante e la scelta di rimanere nell'orbita del Real Madrid ha pagato: è salito sul tetto d'Europa battendo record su record. Adesso è tornato, ha accettato il rischio e si è rimesso in gioco pur non dovendo dimostrare niente a nessuno. Lì si vedono gli uomini.

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L'emergenza Coronavirus per Capello

Dal calcio giocato alla sosta forzata per l'emergenza Coronavirus. Capello lancia la sua raccomandazione anche sui giornali spagnoli, in un altro Paese tra i più colpiti dal Covid-19:

Dobbiamo restare a casa, io sono a Lugano e sto trascorrendo il tempo nella mia abitazione con la mia famiglia. Purtroppo sto seguendo le vicende che colpiscono la Lombardia ed è un monito per tutti, in Italia come in Spagna e in tutto il mondo. Vivo e seguo il mondo del calcio da oltre mezzo secolo, ma non ho mai visto nulla del genere. Ritengo giusto sia bloccare i campionati sia rinviare Euro 2020.

Dopo l'emergenza, se si tornerà in campo, non sarà lo stesso per tante squadre. I valori cambieranno e si potrebbero avere delle ripercussioni importanti sui risultati dei top club:

Tante squadre risentiranno di questa sosta in modo pesante. Seguo ancora molto da vicino la Liga e credo che squadre come Valencia, Espanyol, Alaves e tante altre dovranno fare i conti con le situazioni che stanno vivendo. Si vedranno gli effetti anche in Champions League: il distacco tra Manchester City e Real Madrid, ad esempio, si annullerà. Abbiamo fatto in tempo a vedere un grande Atletico Madrid contro il Liverpool, faccio i miei complimenti a Simeone e Oblak. Adesso, però, è giusto fermare tutto.

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