Tommasi: "Si chiudono le scuole, può fermarsi anche il calcio"

Il presidente dell'Assocalciatori è tornato a parlare di Serie A e ripresa delle attività sportive.

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È tornato a parlare, Damiano Tommasi. Il presidente dell'Assocalciatori vive da settimane sulla cresta dell'onda in quanto portavoce dei giocatori durante l'emergenza coronavirus. Quella dell'Aic è stata tra le prime voci a chiedere fermamente la sospensione dei campionati e, ora, non ha intenzione di mollare in merito a quando si tornerà in campo. Viene prima la salute, ribadisce Damiano Tommasi. Che ai microfoni de Il Messaggero e sul sito dell'Aic ha rilasciato alcune nuove dichiarazioni. Ecco le sue parole.

Si chiudono le scuole, si può chiudere un campionato o più di uno. Purtroppo queste cose non le scegliamo noi, ma il Coronavirus. Che ormai ci ha caricati tutti sulla stessa barca, nella stessa incertezza e con la stessa fragilità. 

E se il calcio non dovesse finire a giugno "sarebbe un bel casino", dice Tommasi:

C'è un'infinità di calciatori che, rispettando le regole, si trovano ad aver firmato per altri club, con decorrenza il primo luglio; ci sono i prestiti, gli svincolati. Il 30 giugno ci sono i bilanci da presentare ed è un problema per i club. Dovrà essere studiato uno scivolo, verrà fatta una moratoria, allungando gli accordi. E non bisogna esagerare con lo slittamento. 

La data per il ritorno in campo ancora non è chiara:

Mi auguro che presto si potrà tornare a giocare perché il calcio sarà un termometro della società: quando il pallone rotolerà di nuovo, saremo quasi fuori da questo incubo. Come hanno fatto gli inglesi, trovo più corretto dire che non si riprenderà fino a una certa data, piuttosto che indicare un giorno. Questo è il momento di vivere alla giornata anche perché il dato dei decessi è agghiacciante. In Spagna il Valencia ha il 35% di contagiati e questo vuol dire che il calcio deve prestare grande attenzione a quello che fa.

Sul fatto che alcune squadre vogliano riprendere gli allenamenti, Tommasi ha detto:

Chi pensa di avvantaggiarsi facendo allenare i suoi tesserati, non so cosa abbia in mente. Lo dico senza voler fare polemiche perché questo non è il momento delle polemiche. Allenarsi ora, due mesi prima della ripresa del campionato, però non ha senso. Ed è pure pericoloso. In Spagna ci sono decine di giocatori positivi, mentre in Italia magari non tutti hanno fatto il test e ci sono più asintomatici di quelli che si pensa. La curva dei contagi adesso non dà tregua. Pensiamo a stare in casa. Tutti, nessuno escluso. Il rinvio dell'Europeo aiuterà e magari ci permetterà di concludere i tornei nazionali.

Come si riprenderanno i giocatori positivi al coronavirus? L'Aic li monitorerà:

Siamo in contatto diretto con i calciatori contagiati e con i nostri consulenti medici. Ci stiamo ponendo il tema delle conseguenze che questo virus lascerà sui corpi dei contagiati e degli asintomatici. Non è una cosa da sottovalutare o da banalizzare una polmonite di questo tipo.

 Infine, Tommasi è tornato a parlare del possibile taglio degli ingaggi:

Siamo consapevoli che quello inerente i contratti sia un tema da affrontare, ma non adesso. Prima vanno quantificati i danni e questo procedimento è possibile solo quando sapremo se la stagione finirà o no. Il problema del taglio degli stipendi va posto a tempo debito. L’AIC non può imporre ai calciatori di accettare eventuali tagli. Possiamo dare una linea, ma sulle rinunce decidono i singoli. Siamo d'accordo con la Lega dì anticipare le ferie estive e di considerare questi giorni come vacanze per ridurre le ferie a luglio. Su questo nessun problema. Sugli stipendi vedremo....

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