Coronavirus: stop per la Turchia, la Bielorussia fa finta di niente

Il ministro dello sport turco ha annunciato in giornata la sospensione di tutte le attività sportive, mentre il massimo campionato bielorusso ha avuto inizio come da programma: vietate esclusivamente le strette di mano.

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Il coronavirus ferma anche uno degli ultimi campionati professionistici ancora attivi in Europa, la Süper Lig turca che era scesa in campo fino a martedì, pur se a porte chiuse, e che aveva spinto il nigeriano John Obi Mikel a rescindere il contratto che lo legava al Trabzonspor. L'ex centrocampista del Chelsea non si sentiva al sicuro scendendo in campo nel bel mezzo di una pandemia, e aveva duramente sottolineato il fatto che nella vita esistano cose più importanti del calcio. La salute, per esempio.

Un pensiero evidentemente condiviso anche da molti colleghi, dato che la Süper Lig aveva registrato numerose voci contrarie da parte degli atleti e ricevuto una lettera dalla FIFPro - l'associazione internazionale dei calciatori - che chiedeva un'immediata sospensione dell'attività. Sospensione che infine è arrivata, alla vigilia della 27esima giornata, come annunciato dal ministro dello sport Muharrem Kasapoglu: tutto fermo per un mese, in attesa di capire l'evolversi della pandemia da Covid-19.

Quello turco era l'ultimo campionato europeo ancora attivo: in tutto il vecchio continente infatti è stato seguito l'esempio della Serie A italiana, sia dai tornei che erano in corso di svolgimento sia da quelli che stavano per avere inizio, come ad esempio in Scandinavia, dove la partenza è stata rinviata alla primavera inoltrata. Sorprendentemente, però, proprio mentre tutto il mondo si fermava scendeva in campo per sua prima giornata la Vyšėjšaja Liha, il massimo campionato calcistico della Bielorussia

John Obi Mikel
John Obi Mikel, qui con la maglia della Nigeria, ha lasciato la Turchia dove non si sentiva più al sicuro.

Coronavirus, la Bielorussia snobba il pericolo: il campionato comincia regolarmente

Proprio nella giornata di giovedì il torneo bielorusso ha avuto inizio con due anticipi: nel primo l'Energetik ha sorpreso il BATE Borisov 3-1, nel secondo lo Shakhtyor è caduto in casa di misura contro la Torpedo Zhodino. Dopo essersi consultata con la UEFA, la federcalcio bielorussa ha deciso così di ignorare lo spettro del coronavirus non solo scendendo in campo, ma permettendo ai tifosi di riempire le gradinate e limitandosi a sconsigliare le strette di mano: la convinzione è che il Paese possa reggere la situazione, sia per i controlli che vengono costantemente effettuati a chi entra nel Paese sia perché in fondo la sensazione è che il virus possa essere sottovalutato e con esso le caratteristiche lo accompagnano di contagiosità e letalità.

Con 57 casi di Covid-19 registrati su una popolazione di circa 9,5 milioni di abitanti, la Bielorussia è convinta di avere la situazione sotto controllo e pare che le stesse squadre abbiano accettato di buon grado di cominciare il campionato come da programma, ricevendo come la UEFA la rassicurazione che se la situazione dovesse cambiare allora cambierebbero anche le misure prese. Per il momento si va avanti, con il pubblico ben presente in tribuna e con il presidente Alexandr Lukashenko che ha raccomandato ai cittadini di andare in sauna, bere vodka e lavorare sodo per sconfiggere il virus che spaventa l'Europa. Basterà?

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