Coronavirus, Jovic rischia l'arresto: "Mi assumerò le responsabilità"

L'attaccante serbo, tornato in patria prima che la Spagna venisse blindata, rischia l'arresto nella sua terra natia dopo aver violato la quarantena. "Mi assumerò la responsabilità di ciò che ho fatto", ha rivelato.

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L'attaccante del Real Madrid Luka Jovic adesso rischia grosso dal punto di vista legale. In estrema sintesi, l'ex Francoforte ha pensato bene di violare la quarantena, per - pensate un po' - non perdersi il compleanno della fidanzata. La cosa assurda, tuttavia, è che la compagna non si trovava in Spagna, bensì in Serbia: ciò vuol dire che Jovic è tornato, seppur col permesso del Real Madrid, in patria, violando la quarantena a cui era stato sottoposto il club iberico dopo che si erano registrati dei contagi da coronavirus nella squadra Galactica di basket. Tutto il centro sportivo del Real, con l'inclusione di tutte le squadre facenti parte della polisportiva, erano dunque stati messi in isolamento, ma questo pare non aver comunque fermato l'avventuriero Luka.

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L'attaccante, resosi conto del folle ed incauto gesto, ha poi chiesto scusa - come riportato da Marca - dicendo che non era sua intenzione mettere in pericolo qualcuno. Fermato da una pattuglia di polizia in Serbia, Jovic è stato sottoposto ai vari accertamenti del caso, anche se va specificato come i suoi tamponi confermassero la negatività ai test per coronavirus. Ciò nonostante, i guai non sembrano affatto essere finiti per lui: in Serbia, infatti, le regole legate alla violazione della quarantena sono molto, molto ferree, come in diverse parti d'Europa da un paio di giorni a questa parte.

Adesso il centravanti serbo rischia una grossa multa, che verrà commutata dal Real Madrid stesso. Inoltre Jovic rischierebbe addirittura il carcere: d'altronde il presidente della Serbia Aleksandar Vucic ha già chiarito come per certe violazioni si possa incorrere anche nella galera. Insomma, una bruttissima gatta da pelare per quanto riguarda il centravanti serbo, che ha già patito diversi problemi d'ambientamento - ma meramente sportivi - in quel di Madrid.

Coronavirus: Jovic
Luka Jovic, in foto, rischia una salatissima multa e conseguenze ancor più pesanti dopo la violazione della quarantena.

Coronavirus: Jovic tra possibili sanzioni e mercato

Jovic che, a dispetto del momento personale vissuto e dalla caotica situazione sociale, continua comunque ad attirare diversi interessamenti in sede di calciomercato: ultimo, ma non per importanza, è quello del Napoli che vedrebbe in lui il perfetto sostituto di un Arek Milik non così certo della sua permanenza all'ombra del Vesuvio a partire dalla prossima estate. Una trattativa difficile, quella che porterebbe l'ex Francoforte a vestirsi d'azzurro, ma che potrebbe decollare dato l'ormai conclamato feeling alquanto scarso del giocatore con il tecnico Blancos Zinedine Zidane. Certo, serviranno almeno 40-50 milioni di euro, ma l'idea di puntare uno degli attaccanti più interessanti del panorama europeo c'è ed è presente nelle menti della dirigenza partenopea.

Jovic: "Mi assumerò la responsabilità delle mie azioni"

Intanto, l'attaccante del Real Madrid ha spiegato le ragioni della sua "fuga" dalla quarantena ai microfoni di Lente:

Sono uscito dalla quarantena perché non conoscevo bene le regole. So che sembra assurdo, ma è così. In Italia, in Spagna e negli altri paesi colpiti, chiunque si trovi in quarantena può uscire e gettare via la spazzatura una volta al giorno, andare in farmacia o al supermercato. Quindi ho pensato che si applicassero le stesse regole anche qui (in Serbia, ndr). Ovviamente non incolpo le autorità della mia ignoranza, sono pronto ad assumermi la responsabilità delle mie azioni.

Poi continua:

La mia famiglia mi conosce bene e sa che non metterei mai consapevolmente in pericolo qualcuno. Tutto questo è stato uno schock, sia per me che per loro.

Infine, Jovic ha parlato del suo contributo all'emergenza coronavirus:

Certo che aiuterò chi ha bisogno. L'ho fatto in passato e non mi fermerò adesso. Solo perché non rendo pubbliche le mie donazioni, non significa che io non le faccia. Mi sembra che le persone più "umane" non aiutino gli altri solo per mettersi in mostra.

 

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