Nuovo calendario e il 30 giugno come deadline: come riparte la Serie A

L'obiettivo è riprendere a inizio maggio, ma il campionato potrebbe addirittura sforare a luglio. Tavolo di lavoro per ridurre le perdite: si rischia un buco da 200 milioni.

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La priorità era quella di togliersi di mezzo Euro 2020. Fatto ciò - l'ufficializzazione è arrivata dalla UEFA nella giornata di martedì - la Serie A può finalmente riorganizzarsi per tornare in campo. Passerà ancora un po' di tempo prima di vedere nuovamente un pallone rotolare, questo va precisato, ma finalmente l'organismo centrale europeo ha dato delle direttive con le quali, se non altro, è possibile imbastire una discussione che porti finalmente a qualche data certa. Partiamo col dire che, almeno sulla carta, il campionato dovrà terminare per forza entro il 30 giugno. Alla base di questo paletto, ovviamente, ci sono ragioni di stipendi - che le società vorrebbero risparmiarsi - e contratti, visto che molti calciatori termineranno i loro vincolo in quella data.

Detto ciò, la Federcalcio - che ieri a Nyon era virtualmente presente - non ha voluto commentare le decisioni di Ceferin, ma si capisce che - qualora la Serie A dovesse tardare a partire - ci si ritroverebbe di fronte a problemi organizzativi non di poco conto. Il primo riguarda logicamente il calendario, che in caso di inizio dei giochi a maggio (magari inoltrato) verrebbe compresso all'eccesso e, di conseguenza, mal si sposerebbe con le esigenze in tema di coppe europee. Già, perché tra i tanti scenari paventati c'è anche quello di destinare qualche weekend esclusivamente alle competizioni internazionali, cosa che bloccherebbe ulteriormente lo svolgimento del campionato.

Partendo dallo scenario più ottimistico, quindi, si può pensare che cominciando ad aprile si potrebbe addirittura non perdere nulla. Ci sarebbe un turno da recuperare, calendarizzato verso fine mese, e poi 12 le giornate che rimangono, alle quali aggiungere i due spazi per la Coppa Italia e i sette delle coppe. In mezzo ci sarebbero anche i playoff della Nations League validi per l’accesso a Euro 2021, che la UEFA vorrebbe mantenere a giugno per non andare a oberare ulteriormente gli spazi della prossima stagione. In questo modo, seppure in maniera estrema, ci sarebbero le possibilità di fare tutto, peraltro relativamente bene.

Serie A nuovo calendario per la ripresa
Gabriele Gravina, presidente della FIGC, e Andrea Agnelli, numero uno della Juventus: entrambi, nella giornata di martedì, hanno preso parte alla riunione di Nyon tra la UEFA e i club

Serie A, si lavora in vista della ripresa: ecco tutte le modifiche

La volontà dei club, ribadita anche ieri, è quella di arrivare in fondo alla stagione. Per quanto riguarda la Serie A, restano 12 turni da giocare, ma ci sono alcune squadre che hanno una, o addirittura due, partite da recuperare. Le date della probabile ripartenza sono fissate a maggio, tra il 2 e il 16 del mese. La prima ipotesi permetterebbe, con un po' di fatica, di terminare il campionato entro il 28 giugno, il che rappresenterebbe la soluzione auspicabile per tutti. Qualora però il governo dovesse allungare i tempi per la ripresa delle attività, e il campionato ripartire i 9 o il 16 maggio, ecco che servirebbe qualche giorno di luglio per completare tutto.

E, per farlo, i club avrebbero bisogno di una deroga che permetta di utilizzare i giocatori in scadenza di contratto, soluzione che alla UEFA non piace perché andrebbe a intaccare la stagione prossima, tenendo presente che il 1 luglio comincia anche il calciomercato. Il calendario della Serie A dovrebbe comunque assomigliare molto a quello che verrà adottato dalle altre leghe. La Federcalcio, parallelamente, avvierà discorsi per far fronte alle esigenze di tutti e si terrà in contatto perenne con la Federazione Medico-Sportiva Italiana, che darà importanti suggerimenti su come approcciarsi al riavvio delle attività.

Un tavolo di discussione sarà invece riservato ai temi economici, sempre molto attuali quando si parla di calcio a questi livelli. I club rischiano di dover fare fronte a danni importanti e per questo chiederanno ai propri tesserati di collaborare, visto che l'alternativa sarebbe quella di non portare a compimento il campionato. Il che, tradotto in soldoni, significherebbe perdite complessive per 700 milioni di euro, 500 in più rispetto all'ipotetica ripresa di maggio. Troppi, soprattutto di questi tempi. Per questo motivo la Serie A, prima o poi, dovrà ricominciare. E tutte le forze convergono verso quest'unica opzione.

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