Premier League, nuova proposta: porte chiuse e gare in diretta tv

Al vaglio dei club una proposta che permetterebbe di concludere in modo regolare la stagione nonostante l'emergenza legata al coronavirus: possibili contratti temporanei e gare a porte chiuse in pochi impianti.

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In situazioni estreme, si dice, sono necessarie misure estreme. L'emergenza legata alla pandemia di coronavirus che sta colpendo in questi giorni anche l'Inghilterra ha portato alla sospensione dello sport in tutto il Paese, compresa quella Premier League che ormai da anni viene considerata la massima espressione calcistica continentale e che adesso si trova ad affrontare le conseguenze di uno stop prolungato che potrebbe rendere impossibile la conclusione della stagione.

Al vaglio dei 20 club che compongono la massima serie inglese, come rivela il Sun, ci sarebbe adesso una proposta che prevederebbe la disputa dei turni rimanenti in pochi selezionati impianti, naturalmente senza la presenza dei tifosi che però potrebbero essere incoraggiati a restare a casa e a seguire le indicazioni del Governo grazie alla trasmissione gratuita delle gare in diretta televisiva nazionale.

In questo modo la Premier League non ovvierebbe alle ingenti perdite economiche legate all'esclusiva dei diritti tv e agli incassi dei botteghini, ma almeno potrebbe concludere in modo regolare la stagione garantendo allo stesso tempo lo svolgimento di quella successiva, in cui sperabilmente il coronavirus dovrebbe rappresentare un problema superato. Si tratterebbe inoltre di un importante servizio pubblico, dato che la trasmissione delle gare in televisione potrebbe aiutare nel contenimento della pandemia.

Un pallone della Premier League

Premier League, l'idea per chiudere la stagione: gare a porte chiuse e in diretta tv

Il calendario verrebbe così completamente ridisegnato: ogni tre giorni andrebbe in scena un turno, con gare trasmesse in orari differenti e una successivamente all'altra in modo da permettere a ogni tifoso di seguire il proprio club e a tutti gli appassionati di trascorrere meglio il tempo all'interno delle proprie mura domestiche. L'idea sarebbe quella di concludere tutto entro fine giugno, in modo da rispettare le scadenze contrattuali di numerosi calciatori che altrimenti si troverebbero, svincolati, in una sorta di limbo.

Se la Premier League dovesse concludersi dopo il 30 giugno, tuttavia, sarebbe già prevista la possibilità per ogni club di stipulare contratti temporanei, della durata necessaria per chiudere la stagione senza ripercussioni nelle forze e negli equilibri che regolavano il campionato prima del brusco quanto inevitabile stop arrivato in seguito alla positività al tampone del manager dell'Arsenal Mikel Arteta.

Teatro delle ultime gare sarebbero alcuni stadi delle Midlands, probabilmente nella zona che circonda Birmingham, scelta che permetterebbe a tutti i club di raggiungere gli impianti senza grandi difficoltà e che segnerebbe in un certo senso anche un ritorno al passato: il primo campionato professionistico, andato in scena nella stagione 1888/1889 e vinto dal Preston North End, vide la partecipazione di squadre provenienti esclusivamente da questa area. Fu un dirigente dell'Aston Villa, club di Birmingham, ad avere l'idea di un torneo in cui ogni club partecipante avrebbe incontrato tutti gli altri in un numero uguale di partite: il suo nome era William McGregor, e da questa sua invenzione sarebbe nato il calcio come lo conosciamo, calcio che se l'idea passerà tornerebbe così alle origini.

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