Big da blindare e un futuro da pianificare: le prime mosse del Milan

Donnarumma la priorità, in ballo il prolungamento di Romagnoli e l'ingaggio di Hernandez. Acquisto di Rebic: Gazidis prova il blitz con l'Eintracht.

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Con l'ennesima rivoluzione societaria all'orizzonte e l'ombra di Ralf Rangnick che aleggia da mesi su Stefano Pioli, il Milan pianifica le prossime mosse da fare prima di tornare in campo per terminare l'ennesima stagione in chiaroscuro. L'obiettivo di Ivan Gazidis, sempre più al timone della società rossonera, è quello di studiare una strategia per riuscire a raggiungere il primo obiettivo in vista della prossima sessione di mercato, ovvero quello di mantenere intatta l'ossatura della squadra tramite la conferma dei suoi pilastri. Facile a dirsi, meno a farsi, ed è per questo che l'amministratore delegato del Milan dovrà buttarsi a capofitto sulla gestione del tema rinnovi.

Quello di Gianluigi Donnarumma chiede più rapidità in fase di ridefinizione; il vincolo del portiere con il club scade nel 2021 e, a meno di cataclismi, l'estate prossima potrebbe essere quella buona per vedere il campione campano lasciare la squadra che lo ha cresciuto e lanciato nel calcio che conta. Per questo motivo il rinnovo di Gigio rimane da focalizzare in primo piano, soprattutto ora che Boban - il principale regista della trattativa con Mino Raiola - non c'è più, e quindi i contatti con l'agente del ragazzo andranno nuovamente curati quasi da zero, sperando di potersi sedere a un tavolo il prima possibile.

Non è un mistero che l'ex dirigente croato, a braccetto con Maldini, abbia sempre avuto stima di Donnarumma, a tal punto da cominciare un lavoro certosino di convincimento per ammorbidire il suo entourage. Che però, va detto, non ha la minima intenzione di accettare le recenti linee guida del club in fatto di salary cap: Gazidis ha già fatto sapere che il "nuovo" Milan non potrà avere giocatori che percepiscono più di 2 milioni di euro netti. Donnarumma, oggi, ne prende 6, e Raiola è convinto di poter trovare chi gliene offre di più. La sua cessione porterebbe liquidità fresca in cassa e alleggerirebbe il monte ingaggi, ma contestualmente priverebbe i rossoneri di un grande portiere, difficile da sostituire a certe condizioni. Il rinnovo, quindi, a oggi è ancora tutto da decifrare.

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Ante Rebic, attaccante del Milan: il croato è arrivato in prestito biennale dall'Eintracht, ma i rossoneri stanno pensando di acquistarlo già nella prossima sessione di mercato

Milan tra rinnovi e futuro: accellerata per l'acquisto di Rebic

Mino Raiola, tra gli altri, ha in procura anche Alessio Romagnoli, capitano del Milan e senza dubbio uno dei leader della squadra. Il suo contratto scade nel 2022 e questo, ovviamente, lascia a Gazidis più margini di riflessione. Di certo c'è che rinnovarlo significherebbe ritoccare al rialzo un ingaggio che tocca già i 3,5 milioni di euro netti a stagione, quindi sforare di un bel po' le cifre stabilite a monte, aggiungendo un'altro caso extra alla rosa oltre a quello di Donnarumma. Il Milan può permettersi così tante eccezioni? Molto dipende dal valore dei calciatori in questione, ma di certo un occhio al bilancio andrà dato.

Tra le situazioni da monitorare, poi, c'è anche quella di Theo Hernandez, vera sorpresa stagionale nonché treno della fascia mancina rossonera, che il Milan in estate ha pagato 20 milioni al Real Madrid per poi blindarlo fino al 2024. In una sola annata, però, lo spagnolo ha almeno raddoppiato il proprio valore, quindi - dopo che per accettare i rossoneri si era tagliato lo stipendio del 20% - Hernandez non solo andrà ritoccato al rialzo, ma bisognerà riflettere sul fatto che possa generare una plusvalenza quantomeno interessante, cose che di questi tempi - soprattutto con la UEFA alle calcagna - non si butta via.

Infine, occhio anche allo status di Ante Rebic: il croato è arrivato in prestito biennale dall'Eintracht, ma i tedeschi valutano offerte per cederlo a titolo definitivo. Tra un anno potrebbe valere molto di più, quindi la dirigenza rossonera starebbe già valutando se investire qualche soldo a breve per assicurarsi il suo cartellino, prima che scada il prestito. Insomma, Gazidis dovrà cercare di ragionare in prospettiva, perché per costruire una squadra forte c'è bisogno di quelle basi altrettanto solide che, nel Milan, sono rappresentate dai quattro giocatori paradossalmente più in discussione. E senza l'aiuto di Boban e (forse) Maldini, il sudafricano sarà costretto a fare gli straordinari.

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