Inter, scomparso Joaquín Peiró: indimenticabile il suo gol al Liverpool

L'ex attaccante spagnolo aveva 84 anni: in Italia negli anni '60, indossò anche le maglie di Torino e Roma ma fu in nerazzurro che scrisse la storia, contribuendo ai successi in Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale.

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È scomparso all'età di 84 anni - li aveva compiuti lo scorso 29 gennaio - Joaquín Peiró, attaccante spagnolo attivo in Italia negli anni '60 con le maglie di Torino, Roma e Inter ed entrato nella storia del club nerazzurro e del calcio mondiale grazie a un gol iconico, quello che permise alla Beneamata di vincere la sua seconda Coppa dei Campioni per prendersi un posto nella storia del gioco più bello del mondo.

Era il 12 maggio 1965, e quella che ancora non era nota come la Grande Inter si trovava ad affrontare una sfida quasi impossibile contro il Liverpool di Bill Shankly: sconfitti 3-1 nell'andata ad Anfield, i nerazzurri cercavano la rimonta in un San Siro esaurito in ogni ordine di posti e che faceva registrare un incasso record, oltre 70mila persone presenti per inseguire un sogno. In vantaggio già dopo 8 minuti grazie a una proverbiale "punizione a foglia morta" di Mariolino Corso, la squadra guidata da Helenio Herrera trovava il gol del 2-0 appena 120 secondi più tardi grazie a una geniale intuizione proprio di Peirò, arrivato a inizio stagione.

Lanciatosi su un pallone servito da Mazzola, l'attaccante spagnolo veniva anticipato in uscita dal portiere inglese Lawrence, che però incautamente si attardava a palleggiare il pallone con le mani prima di rinviarlo senza prestare attenzione all'avversario. Ecco allora il colpo a sorpresa di Peirò, che dopo aver raggiunto alle spalle l'estremo difensore gli soffiava il pallone spedendolo nella porta incustodita tra le proteste inutili dei Reds. 2-0, gara in discesa e poi chiusa nella ripresa da una terrificante conclusione in contropiede di Facchetti, Inter in finale e che si appresta a diventare "la Grande Inter".

Logo dell'Inter

L'Inter saluta Joaquín Peiró, lo "straniero di coppa" di Helenio Herrera

Nella storia della Beneamata, dunque, uno spazio importante non può che essere riservato a Joaquín Peiró, che dopo essersi distinto in patria con le maglie di Murcia e Atletico Madrid sbarca in Italia nel 1962 per indossare la maglia del Torino. I granata sono una squadra da metà classifica e lo spagnolo non brilla nella prima stagione, spesa ad adattarsi ai ritmi più serrati della Serie A e agli spazi più ristretti concessi dai difensori italiani. Sta prendendo le misure, e lo dimostra nella seconda stagione quando mette a segno 9 reti e si guadagna la chiamata dell'Inter.

In nerazzurro arriva come "straniero di coppa", consapevole di poter trovare spazio soprattutto in Coppa dei Campioni: in Italia, infatti, all'epoca vige la regola che permette a ogni squadra di schierare contemporaneamente soltanto due stranieri, e quelli dell'Inter sono Jair e Luis Suarez, considerati imprescindibili dal carismatico tecnico argentino Helenio Herrera. Il quale però ha grande stima di Peirò, al punto da schierarlo titolare ogni volta che ne ha occasione. In Coppa dei Campioni, prima dello storico gol al Liverpool, ne rifila due decisivi nei quarti di finale ai danni dei Rangers di Glasgow, scende in campo nella finale vinta contro il Benfica e anche nello spareggio decisivo contro l'Independiente valido per la Coppa Intercontinentale.

Dopo due stagioni, giocate ad alti livelli ma pur sempre da attaccante di scorta, Peirò lascia Milano per prendersi un posto da protagonista nella Roma, dove negli anni ritrova prima Jair come compagno di squadra e poi Herrera come allenatore. Nella Capitale resta 4 anni, gli ultimi due vissuti da capitano, quindi a 34 anni lascia l'Italia per tornare in Spagna dove chiude dopo una stagione con l'Atletico Madrid. 12 presenze e 5 reti in Nazionale, dove ha esordito appena ventenne, con la Spagna partecipa alle spedizioni per i Mondiali del 1962 e del 1966. Il palmares è da grande giocatore: 2 Scudetti, altrettante Intercontinentali e una Coppa dei Campioni in nerazzurro, una Coppa Italia in giallorosso.

Una volta appesi gli scarpini al chiodo Peirò sarà allenatore di buon livello, guidando numerose squadre spagnole e raggiungendo i migliori risultati alla guida del Malaga, che riesce a portare per la prima volta in massima serie nel 1999 e dove ancora oggi viene ricordato con grande affetto e rispetto dalla tifoseria, che a lui ha legato le pagine più belle della storia del club. Attaccante di grande livello, forse persino sottovalutato per il buon numero di gol che abbinava a un gioco costantemente rivolto verso i compagni d'attacco, il suo mito vivrà per sempre grazie a quel gol, furbo e geniale, il "gol di rapina" per eccellenza con cui si può dire che permise la nascita della Grande Inter.

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