Buffon a JTV: "Vi svelo un segreto, ho rischiato di tifare Inter"

Il divertente aneddoto raccontato dal portiere bianconero ai microfoni della televisione ufficiale.

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Gigi Buffon, durante la trasmissione "A casa con la Juve" di JTV, ha parlato del suo ritorno alla Juventus:

Tutto è stato naturale, nel senso che alla fine ho fatto un anno bellissimo a Parigi e devo dire che mi ci voleva per disintossicarmi. Ma i contatti con il mondo Juve, col presidente, Paratici, i compagni, ci sono sempre stati. Ho fatto una stagione all'estero ma non recidendo mai questo cordone ombelicale.

Poi racconta un aneddoto sulla sua infanzia da tifoso:

Se volete però una rivelazione interessante, non volevo fare la parte del leccaculo, perché non lo sono, vi dico che da tifoso il mio excursus è singolare: d'inverno andavo a Udine dai miei cugini, loro juventini matti. Io dai 4 ai 7 anni sono stato juventino alla follia. Ma mi ero innamorato di Trapattoni, fischiava e quelle cose lì... ero tifoso Juve, ma Trapattoni era andato all'Inter. Per un attimo ho tentennato, per un attimo ho simpatizzato per l'Inter. Sono ritornato e ho iniziato a seguire il calcio di provincia: Pescara, Campobasso, Como, Avellino. E poi dai 12 il Genoa mi ha trascinato nella vita da tifoso. Ti fa capire quanto è importante, al di là delle società, le figure in cui t'imbatti da piccolo. Trapattoni fu quello che mi colpì tanto.

Juventus, Gigi Buffon si racconta a JTV

Ancora sulla sua infanzia:

L'altro giorno facevo una riflessione con una persona. Non sto smettendo perché prima di tutto mi sento bene e poi per aver rispetto dei sogni di Gigi bimbo. A 6-7 anni, se qualcuno mi avesse detto che sarei diventato il portiere di una squadra anche solo di Serie C, avrei pianto. Devo avere rispetto di quel bimbo perché a quell'età si fanno i pensieri più puliti. Questo pensiero ce l'ho fisso e lo devo rispettare.

Poi il portiere della Juventus parla riguardo il delicato momento legato al coronavirus:

Nei momenti di difficoltà mondiali, do il meglio di me stesso. Il mio grado d'incoscienza, per certi aspetti positiva perché mi fa bene vivere nelle situazioni difficili, non mi fa star male. L'essere umano si abitua alle situazioni nuove. Nei primi giorni devi prendere le misure, una routine nuova, ho trovato i miei spazi e ci sto bene.

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