Aurelio Virgili: "Sarri un computer. Con Guardiola sono amici"

Le parole del figlio dell'ex Fiorentina Giuseppe Virgili nell'intervista rilasciata a Tuttosport.

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Ai microfoni di Tuttosport ha parlato Aurelio Virgili, figlio dell'ex Fiorentina Giuseppe e grande amico dell'allenatore della Juventus Maurizio Sarri che conosce da più di 20 anni. 

Nel 1998 - ha esordito Virgili - ero responsabile della Banca Fideuram per l'area di Arezzo, cercavo un bancario bravo e con Maurizio mi trovai fin da subito. Era molto preciso e come me frequentava gli ambienti calcistici. Il feeling è stato immediato e negli anni si è trasformato in una bellissima amicizia. All'epoca della banca era sempre vestito di nero e per questo lo chiamavo Diabolik. Ci sentiamo ogni settimana. E le telefonate iniziano tutte allo stesso modo: "Lello (Maurizio mi chiama così) abbiamo vinto? Quando chiama, siccome resta appassionato di tutti i campionati, sa già i risultati dell'Affrico, la società dilettantistica dove giocano i miei figli. Adesso che il pallone è fermo e siamo in quarantena ci sentiamo anche più del solito. Ho sentito Maurizio l'ultima volta tre giorni fa. Ho telefonato a Maurizio per capire un po' della positività di Rugani al Coronavirus e in generale per sapere come stesse lui. L'ho trovato di buon umore. A Maurizio mancano il quotidiano, l'allenamento: sono linfa vitale per lui. Però la situazione è questa, siamo tutti in casa per fronteggiare l'emergenza coronavirus che adesso è la priorità. Così anche lui, come tutti noi, si concentra sul lavoro che può svolgere da casa: riguarda partite, allenamenti, studia i dati dei giocatori. È un computer. Un esempio? Se adesso lo chiamassi per chiedergli quanti chilometri ha percorso Gimmi contro l'Inter, mi direbbe i metri in avanti, indietro, in verticale, in orizzontale...

Gimmi sarebbe Cuadrado...

Sì, Cuadrado. A forza di sentire Maurizio che lo chiama Gimmi, è entrato in testa anche a me. Mi ha detto che Cuadrado ha una faccia da Gimmi e lo chiama così

Su Guardiola: 

Sono molto amici, lui e Pep. Si parlano e ogni tanto si incontrano. L'anno scorso hanno sorriso entrambi ben sapendo cosa sarebbe accaduto. Hanno un bel rapporto, non c'è rivalità tra loro

Qualche aneddoto:

Mi ha raccontato tante volte che Higuain, che per lui è come un figlio, se la squadra è divisa in gruppi vuole sempre che sia Maurizio a fargli allenamento. Come i bambini: ci tiene, gli vuole bene, lo vuole con sé. Lui e il Pipita hanno un rapporto speciale. Ma in generale, fatta eccezione per Emre Can alla Juventus e Gabbiadini a Napoli, che si lamentavano perché non giocavano, mediamente gli altri giocatori gli voglio bene e lo stimano soprattutto perché Maurizio è uno che dice le cose in faccia. Domandate a Higuain del primo discorso di Napoli...

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