Ronaldinho in carcere in Paraguay: usato per riciclare denaro?

Alcuni tasselli sulla detenzione del Pallone d'Oro 2005 non tornano: i documenti falsi sarebbero parte di un complotto per operazioni economiche illecite.

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Potrebbe non esserci solo l'ingresso in Paraguay con passaporti falsi dietro l'arresto di Ronaldinho e di suo fratello Roberto. L'ex calciatore brasiliano, detenuto in una prigione di Asuncion da oltre una settimana, sarebbe al centro di un affare ancor più grande di un semplice transito internazionale con documenti non autorizzati. Le indagini delle autorità stanno portando alla valutazione di una pista diversa da quella iniziale.

Secondo gli ultimi sviluppi, ci sarebbe una terza figura che avrebbe sfruttato il Pallone d'Oro 2005 e suo fratello per un'operazione di riciclaggio di denaro tra i due Paesi. Si tratterebbe di una donna d'affari che, grazie ai suoi legami politici con rappresentanti del governo brasiliano e paraguaiano, avrebbe messo in atto una strategia finanziaria illecita. Per il raggiungimento del suo obiettivo, sarebbe stata necessaria la presenza di Ronaldinho.

Dalia Lopez, questo il nome dell'imprenditrice, avrebbe fornito i passaporti falsi all'ex numero 10 del Barcellona, che avrebbe dovuto presenziare ad un evento di beneficenza in Paraguay. La donna, collegata all'associazione benefica Angel Brotherhood Foundation, ha fatto il suo ingresso in aeroporto prima della partenza di Dinho, per poi far perdere velocemente le sue tracce.

Ronaldinho sarebbe stato usato per un'operazione di riciclaggio di denaro tra Brasile e Paraguay: arrestato con documenti falsi
Ronaldinho sarebbe stato usato per un'operazione di riciclaggio di denaro tra Brasile e Paraguay: arrestato con documenti falsi

Ronaldinho in carcere: usato per riciclare denaro?

La donna è ufficialmente ricercata dalle autorità dei due Paesi e la sua residenza è già stata perquisita dalle forze dell'ordine. Il ministro paraguaiano René Fernandez, che si occupa della lotta alla corruzione, ha sospeso l'associazione benefica che era stata costituita e autorizzata soltanto lo scorso 26 dicembre. Il politico ha chiesto e ottenuto anche l'apertura di un fascicolo a carico dei vertici della fondazione.

Oltre a Dalia Lopez, le autorità hanno rintracciato anche Willmondes Sousa Lira, che invece ha consegnato materialmente i passaporti falsi a Ronaldinho. L'incontro è avvenuto un mese prima dell'arresto a Rio de Janeiro, con il calciatore che, secondo le prime indagini, non sarebbe stato a conoscenza degli illeciti in via di costruzione tra Brasile e Paraguay.

Anche il "corriere" dei documenti è stato arrestato e si trova ad Asuncion, nello stesso carcere in cui è detenuto l'ex stella brasiliana. Ad inchiodarlo è stata una chat su Whatsapp, in cui comunicava a sua moglie l'avvenuta consegna del passaporto a Ronaldinho, aggiungendo la frase: "Ora manca solo Roberto".

Dinho
Un evento benefico in Paraguay: questo il motivo dell'ingresso di Dinho nel Paese, prima dell'arresto del 5 marzo

Il futuro delle indagini

Ronaldinho e suo fratello sono stati già interrogati dalle autorità nel carcere di Asuncion. Nessuno dei due ha lasciato intendere un loro coinvolgimento consapevole nell'affare di Dalia Lopez e della sua associazione benefica: entrambi hanno dichiarato che quei passaporti fossero un regalo e che, in cambio, avrebbero dovuto partecipare ad un evento benefico in Paraguay.

Le indagini proseguono per accertare la reale estraneità ai fatti dell'ex Pallone d'Oro, che in questo momento rischia una condanna a 5 anni di reclusione. Nel corso della settimana verrà completata la ricostruzione delle chat intercettate dalle forze dell'ordine. Nel frattempo, Dinho si diletta sul campetto d'asfalto della prigione, deliziando gli altri detenuti con i suoi tocchi. Un momento di svago in una situazione estremamente delicata.

Dinho
Proseguono le indagini: Ronaldinho rischia fino a 5 anni di carcere

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