Olimpiadi Tokyo 2020, Malagò: "Si naviga a vista"

Le parole del presidente del Coni ai microfoni de "La Politica nel Pallone" su Gr Parlamento.

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Intervenuto ai microfoni de "La Politica nel Pallone" su Gr Parlamento, il presidente del Coni Giovanni Malagò ha parlato dell'Olimpiadi di Tokyo 2020 che dovrebbero iniziare il 24 luglio:

Considerando che gli atleti dovrebbero arrivare 15 giorni prima delle competizioni, una deadline potrebbe essere i primi di giugno. Le Olimpiadi sono il baluardo delle grandi manifestazioni, mancano 130 giorni, il Giappone è un'isola, c'è una dinamica di programmazione che parte da lontano. Bisogna vedere come stanno le cose da qui a 60 giorni, al di là che il Cio stia preparando o meno un piano B. Ho parlato con Bach l'altro ieri, è una persona saggia, equilibrata e lungimirante. È chiaro che nessuno poteva immaginare una situazione del genere. Domani ci sarè un incontro con i presidenti delle Federazioni internazionali e il giorno dopo con i Comitati olimpici nazionali, che sono i due interlocutori, le due gambe di questo mondo. Bach vuole raccogliere idee ma uno dovrebbe essere il più possibile in grado di dire se da quella data si può ricominciare ma nessuno la conosce. Si naviga a vista, si cerca di immaginare una strategia di piano B ma nessuno sa come staranno le cose da qui a due mesi

Sulla Serie A: 

Completare il campionato di serie A o i playoff? Personalmente preferirei completare, perché così non ci sarebbero strumentalizzazioni, sarebbe la cosa migliore. Non so se ci riusciranno. Non è giusto che io entri nelle scelte del mondo del calcio, posso cercare di avere una politica unitaria, tra l'altro molto apprezzata dall'opinione pubblica. È giusto che Gravina cerchi di portare la barca nella direzione più razionale, fermo restando che ci possono essere visioni diverse. E intanto mentre tutto lo sport si ferma per l'emergenza Covid19 a Londra prosegue il torneo preolimpico di pugilato. Vi sembra normale? La boxe è uno sport estremamente di contatto, è vero che gli atleti sono lì da tanto tempo ma è surreale che alcuni Paesi interpretino il nostro mondo in maniera così differente e non lo trovo giusto

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