Inter in isolamento, il club provvede a consegnare i pasti a casa

L'emergenza del coronavirus e la positività di Rugani ha portato alla scelta da parte del club di mettere i giocatori in quarantena fiduciaria a casa: ai pasti provvede lo stesso club con un servizio a domicilio.

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L'emergenza legata al coronavirus, tra i vari effetti collaterali, ha avuto anche quello di portare all'inevitabile sospensione di tutti i maggiori campionati di calcio: mentre il mondo è impegnato a sostenere una battaglia per la vita che non può che avere la priorità, e che dovrà assolutamente essere vinta, la Serie A e i suoi protagonisti non possono che trovarsi sospesi in un limbo. Tra i tanti italiani chiusi in casa anche i giocatori dell'Inter, in quarantena fiduciaria dopo la positività al tampone riscontrata in Daniele Rugani, difensore della Juventus.

Dopo essere entrati in contatto con il difensore bianconero, in una gara che pur giocata a porte chiuse forse con il senno di poi era meglio rimandare, i giocatori dell'Inter si sono isolati all'interno delle proprie abitazioni e sono assistiti al 100% dal club, che provvede a far recapitare loro i pasti attraverso un servizio a domicilio. A svelarlo, in una story su Instagram, il centrocampista nerazzurro Nicolò Barella, che sta vivendo questo periodo con la compagna Federica Schievenin e le due figlie piccole.

La foto ritrae la consegna giornaliera, una serie di vassoi divisi tra pranzo e cena e studiati direttamente dal dietologo per fornire agli atleti, che ovviamente non possono allenarsi come dovrebbero, l'apporto energetico fondamentale per restare in forma in attesa di tempi migliori, che si spera arrivino presto grazie alle scelte drastiche prese dal governo nella figura del Premier Giuseppe Conte.

Pasto a domicilio pubblicato su Instagram da Nicolò Barella

Inter, giocatori in isolamento in attesa del ritorno in campo

La fotografia di Barella, in cui sono taggati anche Mattia Perin, Roberto Gagliardini, Luca Ceppitelli e Leonardo Pavoletti, mostra come i pasti siano stati organizzati per i diversi momenti della giornata e già porzionati nelle vaschette, che vengono consegnate a casa con tanto di istruzioni per mantenere al meglio la condizione fisica in attesa di un ritorno in campo che in molti avevano ipotizzato sarebbe avvenuto all'inizio di aprile, al massimo a metà del prossimo mese.

Obiettivo che Damiano Tommasi, presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, ha confessato essere praticamente impossibile: ospite di "Che tempo che fa" su Rai Due, l'ex centrocampista ha confessato al conduttore Fabio Fazio di ritenere più probabile un primo ritorno all'attività dei calciatori tra maggio e giugno, soltanto dopo che saranno arrivate risposte importanti sul coronavirus. Si scenderà in campo, insomma, soltanto quando la salute di tutti sarà garantita e questo brutto incubo superato.

Fino a quel momento i protagonisti del pallone non dovranno fare altro che attenersi a quelle che sono le regole che valgono per tutti: stare a casa in sicurezza, cercando di mantenersi in forma in vista di un ritorno in campo che oggi non è certo una priorità ma che rappresenterebbe uno dei segnali del tanto atteso ritorno alla normalità.

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