Coronavirus e Sudamerica: anche Argentina e Brasile pronte a fermarsi

Il River Plate rinuncia a giocare, Coloccini e Lucchetti denunciano gli interessi dell'AFA. E in Brasile Honda debutta a porte chiuse, prima dell'inevitabile sospensione.

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Se siete appassionati di calcio sudamericano, fareste meglio a godervi quest'ultimo weekend. Argentina e Brasile, quando la stagione stava per entrare nel vivo, sono pronte ad annunciare uno stop che da giorni era già nell'aria: i primi casi di contagio da Coronavirus cominciano a registrarsi anche oltre oceano e, soprattutto per motivi sanitari, in alcune zone dei paesi i rispettivi governi sono pronti a dichiarare l'emergenza sanitaria. Sabato sera il River Plate sarebbe dovuto scendere in campo al Monumental contro l'Atletico Tucuman, nel primo match valevole per la Copa de la Superliga, ma i Millonarios si sono tirati indietro, contravvenendo alle indicazioni della federazione.

Poche ore prima, ad aprire il turno, erano state Gimnasia La Plata e Banfield, in un match terminato 0-0 nello scenario surreale, quasi spettrale, del Bosque di La Plata. Al termine del match, Diego Maradona non le ha mandate a dire, solidarizzando con il River Plate che, già dal giorno precedente, aveva annunciato l'ammutinamento:

A me le gallinas non piacciono, ma in questo caso le supporto a morte. Non è possibile che mezz’ora prima della partita ci informino che si gioca. Parlerò con chi di dovere, perché
se loro non hanno ancora capito come stanno le cose, glielo faremo capire noi.

Il Pibe de Oro, un boquense doc, che solidarizza con il nemico di sempre. Il CoVid-19 è riuscito dove nessuno mai era arrivato, ovvero a unire in maniera trasversale la protesta calcistica in un paese dove, attorno allo sport più bello e giocato al mondo, gli interessi economici la fanno da padrone. Ne sa qualcosa Marcelo Tinelli, presidente a interim della Superliga ma anche numero uno del San Lorenzo, che ha imposto ai suoi di scendere in campo contro l'Independiente. La cosa non è stata presa bene dalla squadra, che ha mandato avanti il leader Fabricio Coloccini:

Ci avevano promesso almeno le porte chiuse, invece c'era gente. Il River ha fatto bene a rifiutarsi, lo avrei fatto anche io se avessi potuto: purtroppo dall'alto ci hanno ordinato di scendere in campo.

Coronavirus in Sudamerica stop Brasile e Argentina
Keisuke Honda, fiammante rinforzo del Botafogo: il giapponese farà in tempo a esordire ma senza pubblico, prima di fermarsi a causa dello stop che, a breve, verrà formalizzato all'interno di tutto il movimento brasiliano

Argentina e Brasile, il calcio si ferma: a porte chiuse l'esordio di Honda

A Coloccini ha fatto eco l'esperto portiere dell'Atletico Tucuman, Cristian Lucchetti, costretto a viaggiare a Buenos Aires per una partita che già si sapeva si potesse non giocare. L'ex Banfield ha raccontato ai giornali argentini quella che, per lui, è stata una vera odissea:

La mia famiglia voleva impedirmelo: sono malato di diabete e ho le difese immunitarie molto basse, ho rischiato venendo qui. L’ideale sarebbe che i capitani prendessero una decisione, ma qui l’importante pare che sia vedere il pallone rotolare in campo.

Se in Argentina la situazione si fa più grave ora dopo ora - il River Plate si è chiamato fuori a tempo indeterminato a causa della presunta positività, poi scongiurata, del giovane Thomas Gutierrez -, in Brasile le cose non vanno meglio. Il governatore dello stato di Rio de Janeiro ha disposto la chiusura di scuole, musei, cinema, teatri e tutti gli altri luoghi cittadini di aggregazione per prevenire quello che sarebbe un disastro sanitario senza precedenti. In Brasile il sistema ospedaliero pubblico fa acqua da tutte le parti, perciò il virus va circoscritto e arginato il più efficacemente possibile.

Ovviamente tutto ciò si ripercuote sul campo. Keisuke Honda, fiore all'occhiello dell'ultima campagna acquisti del Botafogo, oggi esordirà all'Estadio Nilton Santos, ma ad applaudirlo non ci sarà nessuno. Ben presto, anzi, nemmeno lo sport avrà più la possibilità di intrattenere, visto che a inizio settimana verrà dichiarato lo stato di emergenza in tutto il Brasile. Il Sudamerica vara misure drastiche per contrastare il Coronavirus: per esempio, gli aeroporti internazionali lavorano part time e chi arriva dall'Europa finisce in quarantena.

Per informazioni, chiedere a Pedrinho, talento del Corinthians che doveva rientrare dopo essere stato a Lisbona per firmare con il Benfica. Moises Cohen, presidente della Commissione
Medica della Federazione Paulista, ha già detto che al primo contagio di un calciatore tutto il futbol dovrà fermarsi, ma la sensazione è che sia davvero solo questione di attimi. La Conmebol ha sospeso Libertadores e Sudamericana, Perù ed Ecuador stoppato i relativi campionati, mentre dalle altre parti si gioca a porte chiuse. Tutto ciò, chiaramente, ancora per poco.

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