Calcio europeo e Coronavirus: come si risolveranno i campionati?

Francia ferma a data da sestinarsi, Spagna come l'Italia, Inghilterra e Germania incerte: sono questi, a oggi, gli scenari futuri dei maggiori tornei continentali.

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In tempi di Coronavirus, il calcio ha detto stop. Le federazioni mondiali, chi prima e chi dopo, hanno deciso che per il momento non esistono le condizioni per andare avanti: i campionati nazionali, soprattutto in Europa, vanno in stand-by fino a data da destinarsi. Guardando uno dei tanti specchietti riepilogativi che si possono facilmente reperire in giro, è facile intuire come le date riportate dalle varie leghe siano solo simboliche: difficilmente, ai primi di aprile, rivedremo le squadre in campo. Infatti il contagio prosegue, i numeri aumentano e, proprio per questo motivo, in questi giorni si sono tenuti vari summit importanti, tra i quali spicca quello della UEFA, intenzionata a capire le intenzioni di ogni singola lega.

Sul piatto, ovviamente, c'è anche il futuro delle coppe europee, ma se le federazioni avranno davvero intenzione di condurre i rispettivi tornei fino alla fine, bisognerà portare avanti un tavolo di lavoro collettivo per permettere a ogni torneo di chiudersi entro il 30 giugno. Infatti, proprio in quella data molti contratti andranno in scadenza e, 24 ore dopo, comincerà ufficialmente la sessione estiva di calciomercato. Urge capire il da farsi, soprattutto a livello nazionale. L'Italia, per esempio, è formalmente ferma fino al primo weekend di aprile, ma dalla FIGC già sono trapelate le prime indiscrezioni sul fatto che, a emergenza rientrata, si conta di concludere la Serie A tra maggio e giugno, giocando praticamente ogni tre giorni.

Qualora le cose dovessero andare esattamente così, il campionato sarebbe stato fermo oltre due mesi, per questo qualche club potrebbe aver da ridire. Ma, in quel caso, si avrebbero verdetti certi. Se invece non fosse possibile terminare il torneo per cause di forza maggiore, l'idea balenata in testa ai dirigenti sarebbe quella di una Serie A a 22 squadre in vista dell'anno prossimo, con conseguente revisione del criterio per le retrocessioni e cristallizzazione della classifica attuale all'ultimo turno disputato interamente. Anche qui potrebbero esserci molte polemiche, ma magari meno rispetto allo scenario preferito da Gravina, Dal Pino e soci. Si vedrà, sperando che a breve possano essere date indicazioni più precise.

Coronavirus cosa succede in Europa
Karl-Heinz Rummenigge, dirigente del Bayern Monaco: la sue dichiarazioni riguardo le misure da adottare in fatto di Coronavirus hanno fatto molto discutere. Il bavarese è stato sostenitore fino all'ultimo della non sospensione della Bundesliga

Il CoVid-19 ferma il calcio: gli scenari futuri dei tornei più importanti

E nel resto d'Europa che succederà? Partiamo parlando della Francia, uno dei paesi più interessati dai contagi portati dal CoVid-19, A oggi, la federazione transalpina non solo ha sospeso tutto il calcio locale in maniera trasversale, ma lo ha addirittura fatto a data da destinarsi. La paura è tanta e concreta, e anche dal punto di vista politico il governo centrale sta prendendo misure drastiche per provare a arginare un'epidemia ormai scoppiata in tutte le zone del paese.

In queste condizioni non è chiaramente possibile nemmeno lontanamente pensare allo sport, che infatti se ne va giustamente in vacanza in attesa di tempi migliori. Secondo Diario As, il presidente del Lione Aulas avrebbe proposto l'annullamento con assegnazione dei posti europei a chi quest'anno ha già giocato le competizioni internazionali. Idea totalmente interessata, ovviamente, visto che a oggi la sua squadra - attualmente ottava - sarebbe fuori da ogni coppa.

In Inghilterra, invece, le cose stanno diversamente: nonostante i casi di contagio aumentino anche Oltremanica, la lega ha annullato il turno di questo weekend solo in extremis. Il ruolo pesante del calcio nell'economia locale fa pensare che la Premier League farà di tutto per tornare in campo il prima possibile, ma nella giornata di sabato The Telegraph ha lanciato sulle proprie pagine un'indiscrezione che avrebbe del clamoroso: in caso di sospensione definitiva del campionato, i club avrebbero già dato l'ok per l'assegnazione del titolo al Liverpool, ma ci sarebbe da capire il criterio eventualmente utilizzato per l'assegnazione dei posti europei.

Le retrocessioni, invece, verrebbero bloccate, e ad agosto si giocherebbe una Premier League a 22 squadre, con Leeds e West Bromwich Albion promosse in quanto capoliste della Championship. In Germania non sono ancora state fatte scelte definitive: al momento la Bundesliga è sospesa fino al 2 aprile, ma difficilmente entro quella data si potrà giocare. Altre indicazioni si avranno martedì mattina dopo la riunione tra federazione, club e televisioni, che a livello locale esercitano una pressione molto forte, a tal punto che lo stesso Rummenigge, un paio di giorni fa, aveva scongiurato la sospensione del campionato proprio per motivi legati ai diritti pagati da Sky DE.

E Mediapro annuncia: "Perdite incalcolabili, va trovata una soluzione"

E in Spagna? Situazione molto fluida anche qui, visto che a oggi la RFEF non ha ancora dato direttive. I numeri legati al Coronavirus aumentano esponenzialmente e i casi, dato aggiornato a sabato, hanno superato quota 6mila contagiati, con picco nella zona di Madrid. Così non si può pensare di tornare a giocare, per questo motivo Diario As ha chiesto ai lettori quale decisione prenderebbero in caso di sospensione definitiva del campionato. Tra le tre opzioni proposte, ha vinto la non assegnazione del titolo. Nel frattempo Mediapro, che in Spagna cura la distribuzione dei diritti calcistici e la trasmissione della Liga, ha stimato danni per più di 600 milioni di euro qualora il campionato dovesse essere stoppato.

Una cifra incredibilmente alta, che si avvicina molto ai 650 dichiarati dai dirigenti italiani riguardo la Serie A. Lo ha dichiarato a Marca Jaume Roures, amministratore delegato del broadcaster:

Per noi è un danno inestimabile. Tutti i nostri eventi sono fermi, compresa la Champions League. Proporremo di recuperare almeno qualche giornata, ma al momento non sappiamo come si potrà fare. E per quanto riguarda le coppe, lì i tornei non possono essere accorciati visto che sono gare a eliminazione. Potremmo registrare perdite molto consistenti.

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