Match scudetto in Turchia, Obi Mikel out: "Nella vita c’è altro"

Il centrocampista nigeriano del Trabzonspor sceglie di non giocare il big match contro l'Istanbul Basaksehir: "Ora tutti dovrebbero essere a casa con le proprie famiglie".

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C'è chi dice no. A scendere in campo davanti a decine di migliaia di spettatori, mentre buona parte del mondo del calcio si è fermata a fronte dell'emergenza Coronavirus. È John Obi Mikel, centrocampista nigeriano del Trabzonspor con 11 anni di militanza nel Chelsea in Premier League. La sua squadra affronterà da calendario domenica 15 marzo l'Istanbul Basaksehir in una sfida scudetto, ma Mikel non sarà in campo. E non per un infortunio o una squalifica.

L'ex giocatore tra le altre anche di Tianjin Teda e Middlesbrough ha infatti manifestato apertamente il proprio disaccordo con la scelta della Federcalcio turca di proseguire il campionato con tifosi sugli spalti, quasi con indifferenza rispetto a quella che è una vera e propria pandemia sanitaria. Così, a poche ore da un match che si preannuncia sold out allo stadio Şenol Güneş di Trabzon (un tempo Trebisonda), Mikel ha scelto di non giocare la partita.

Quella del 33enne nigeriano non è però una scelta egoista. Mikel ha infatti spiegato con un post su Instagram le ragioni che lo hanno spinto a tirarsi indietro e ha lanciato un appello perché il calcio in Turchia si fermi, almeno temporaneamente.

In un momento così complicato, tutti dovrebbero essere a casa con le proprie famiglie e le persone che amano. La stagione dovrebbe essere totalmente cancellata, visto che tutto il mondo vive tempi così turbolenti.

"Stop al calcio": l'appello di Obi Mikel

Dopo 25 turni di campionato, Trabzonspor e Istanbul Basaksehir si trovano appaiate in vetta alla classifica con 52 punti: a nove turni dal termine della Super Lig, il match di domenica 15 marzo potrebbe risultare determinante per la vittoria finale del campionato. Un fattore che però non interessa a Obi Mikel:

Nella vita c’è altro oltre al calcio. Non mi sento sereno e non voglio giocare a pallone in una situazione simile.

L'ex mediano del Chelsea - 362 gare giocate e 12 trofei vinti con i Blues dal 2006 al 2017 - ricorda, pensando all'Italia, il rifiuto di Bruccini e D'Orazio del Cosenza a giocare la partita contro il Chievo di lunedì 9 marzo per motivi di sicurezza. La Turchia resta uno dei pochi tornei calcistici di fascia media a non aver ancora preso contromisure circa gli eventi che provocano la presenza di decine di migliaia di persone, come le partite di calcio. Mikel ha preso una posizione decisa e chiara, in un momento in cui non serve, per restare in tema, perdere la trebisonda. 

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