Figc, Gravina: "Vogliamo finire il campionato. Playoff? Vediamo..."

Ecco il pensiero del presidente federale sulla gestione dell'emergenza coronavirus.

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AGGIORNAMENTO del 15/03 alle 8:30 - Altro giro, altra intervista. Questa volta il presidente federale, Gabriele Gravina, ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport. Ecco le sue dichiarazioni sul futuro della Serie A:

Nessuno può più pensare che il coronavirus sia un problema italiano. In questo momento gli Europei fanno da tappo allo slittamento quasi certo di molti campionati. Se non togli il tappo, la bottiglia esplode. Con il rischio di perdere tutto. Sono il primo a dispiacermi per Euro 2020, abbiamo investito tanto, e ce la saremmo giocata. Inoltre per noi sarà un grave danno economico, come l'annullamento delle amichevoli contro Germania e Inghilterra.

Quindi Gravina è fiducioso di salvare il campionato? Ecco la sua risposta:

Io mi accontenterei di salvare la salute di tutti gli uomini di sport, poi ho fiducia anche per i campionati. La nostra dead line è il 30 giugno: scadono contratti, assicurazioni, licenze. Finisce l'anno calcistico. Andare oltre significherebbe introdurre modifiche regolamentari del tutto eccezionali. In due mesi possiamo giocare i 13 turni di Serie A rimanenti, si può fare anche iniziando a maggio.

Di "congelare" la classifica, per ora, non se ne parla:

Assegnare lo scudetto non è l'unico problema. Dobbiamo stabilire che si qualifica alle coppe, promozioni, retrocessioni. Non è poco. Anzi, teoricamente potremmo non assegnare lo scudetto, ma tutto il resto si deve stabilire. Ma congelare la classifica penso sia un errore. Dovremo trovare un'altra formula, come playoff e playout.

Infine, conclude Gravina, il danno economico derivante da questo stop risulterà enorme:

Sono preoccupato. C'è una negatività finanziaria pregressa su cui adesso si abbatte questo tsunami. Non sarà facile rialzarci, serviranno ammortizzatori sociali come la cassa integrazione per chi gioca in Lega Pro, ad esempio. Come si fa a pensare al calcio mentre la gente muore? È una retorica sbagliata. Il calcio ha mantenuto la sua dignità e si sta mettendo al servizio degli altri con iniziative benefiche per chi lotta negli ospedali. Siamo guardati con pregiudizio, ma se non ci siamo subito fermati è solo perché abbiamo peccato di ottimismo. Pensavamo di poter giocare Juventus-Inter a porte aperte il 9 marzo.

L'Italia, per prima in Europa, ha dovuto fare i conti con un'emergenza che ne sta mettendo a dura prova il sistema sanitario e l'economia. L'epidemia di coronavirus è arrivata come un fulmine a ciel sereno sopra il Bel Paese che, nel giro di un paio di settimane, ha visto stravolte le proprie abitudini. Tra queste - di riflesso - è rientrato anche il calcio. Nel caos dei primi giorni del contagio, Figc, Coni e Lega Serie A hanno preso diverse scelte in contraddizione tra loro prima di sospendere il campionato. 

Di questo e della gestione dell'emergenza ha parlato il presidente federale, Gabriele Gravina, ai microfoni del Messaggero:

Nessuno si sarebbe mai aspettato di dover affrontare un’emergenza così. Sono state ore convulse, ho sempre lavorato di concerto con le istituzioni, rappresentando ai club e al Consiglio Federale quelle che erano le istanze del Governo. Non è stato facile.

Perché nessuno sembrava volersi prendere responsabilità? Gravina risponde così:

La Figc si è assunta l’onere di far convergere tutti verso l’unica soluzione credibile. La prova di maturità e responsabilità del calcio italiano è sotto gli occhi di tutti.

Euro 2020 va posticipato:

Aspettiamo la riunione (dell'Uefa, ndr) di martedì e la proposta del Presidente Ceferin, abbiamo sostenuto per primi che il calendario internazionale dovesse subire una rivisitazione. Tenuto conto del livello avanzato delle competizioni di club, bisogna prima facilitare la conclusione dei campionati e delle coppe.

L'obiettivo è portare a termine la Serie A:

Il nostro primo obiettivo, compatibilmente con la situazione generale del Paese, è concludere il campionato secondo programma, altrimenti ho avanzato tre scenari su cui discutere nell’immediato futuro. È bene chiarire una cosa: ho chiesto alle Leghe di discuterne al loro interno, ma è la Figc, applicando ciò che riconosce lo Statuto, che prenderà una decisione definitiva.

Infine, una battuta sull'ipotesi playoff e playout:

La proposta dei play off e dei play out è una mia vecchia idea che potrebbe tornare utile in questa particolare situazione, qualora avessimo poche date a disposizione. Il numero delle squadre partecipanti dipende dalla formula, più o meno lunga, che si vuole adottare. Di sicuro sarebbe un evento ricco di interesse per tutti, un finale elettrizzante per una stagione che rischia di essere mortificata da una fine anticipata.

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