Coronavirus, Ogbonna polemico: "Forse doveva scapparci il morto"

Il difensore del West Ham si è mostrato indignato per la gestione dell'emergenza oltremanica.

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E alla fine anche l'ultimo baluardo della resistenza ha ceduto. Il calcio britannico ha deciso di fermarsi, dopo il caso-Arteta e una situazione che iniziava a farsi insostenibile. Tanto da far pensare che forse, prima di arrestare la macchina, i vertici della Premier League avrebbero aspettato “il morto”, dice Angelo Ogbonna.

Ex difensore della Juventus, dal 2015 in forza al West Ham e oggi tra i più sconcertati per quanto sta accadendo in terra inglese. Da buon italiano, Ogbonna sta seguendo con attenzione l'emergenza sanitaria che ha stravolto la vita del Bel Paese. Per questo ha una percezione reale della gravità della pandemia da coronavirus

Ogbonna: “In Inghilterra atteggiamento a dir poco superficiale”

I contagi aumentano, in Italia come in Europa, ma l'Inghilterra ha deciso di non prendere alcuna precauzione sul piano sociale. Si è fermato solo il calcio, per il sollievo dell'ex bianconero. Ecco le sue parole al Corriere della Sera:

Sono contento e sollevato che sia stato bloccato tutto, anche i campionati minori: sembrava quasi che si volesse ignorare un problema così grave.

Ma il problema non è calcistico, puntualizza Ogbonna: 

Non è una questione che riguarda il calcio, ma è radicata nella mentalità del Paese: qui non hanno ancora ben chiaro il rischio che porta con sé un virus che si può diffondere in pochi secondi se non ci si comporta in modo corretto.

Arteta, allenatore dell'Arsenal, è risultato positivo al coronavirus. E l'ultimo club ad aver affrontato i Gunners (lo scorso 7 marzo) è stato proprio il West Ham:

Non è assolutamente accettabile aver giocato quella partita: loro avevano affrontato l'Olympiacos e il presidente dei greci era affetto dal virus. Sembra quasi che qualcuno debba morire per poter arrivare a prendere decisioni tempestive.

Aver fatto giocare Liverpool-Atletico Madrid a porte aperte, poi, è ancora più grave:

Hanno cercato di salvare il business, perché c'era già coscienza del problema. Ed è stato strano vedere lo stadio pieno. Ma molto peggio è stato vedere cinquemila tifosi del Psg assiepati fuori dal Parco dei Principi a festeggiare la vittoria sul Borussia: una incoscienza che riguarda tutta la popolazione.

Infine, Ogbonna chiarisce quale sia la situazione riguardo a controlli e tamponi per gli atleti. A quanto pare, poca roba:

Nessun controllo, per quanto mi riguarda. Un'altra testimonianza di un atteggiamento che è a dir poco superficiale.

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