Ancelotti: "Stop Premier, giusto così. A nessuno interessa calcio ora"

L'allenatore dell'Everton, tornato in Premier a dicembre, dice la sua sull'emergenza Coronavirus: "In Inghilterra non si sono resi conto della gravità della situazione".

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Premier League ferma almeno fino al 4 aprile: è la decisione presa dalla Football Association per fronteggiare l'emergenza Coronavirus. Una decisione arrivata dopo lo stop di tante altre federazioni su scala europea e nelle ore in cui l'Uefa decideva per il rinvio delle partite di Champions ed Europa League in programma tra martedì 17 e giovedì 19 marzo. Tra i tanti protagonisti del massimo campionato inglese c'è Carlo Ancelotti, sulla panchina dell'Everton dallo scorso dicembre.

L'ex guida tecnica del Napoli, sulla panchina azzurra fino allo scorso 10 dicembre, ha parlato della sospensione della Premier ai microfoni della Gazzetta dello Sport e lo ha fatto in un momento in cui in casa Everton c’è stato un sospetto caso di contagio, dato che ha portato il club a chiudere tutte le strutture e optare per "e le misure di prevenzione del caso di fronte alla situazione sanitaria di un calciatore - spiega Ancelotti - Il giocatore ora sta meglio, la febbre è calata e questa è la cosa più importante".

Ancelotti si è soffermato in particolare sullo stile di vita che si continua a perseguire in Inghilterra, spiegando come forse non ci sia ancora una reale cognizione di una realtà drammatica:

Ho seguito con attenzione la conferenza stampa del premier britannico in tv. Mi sembra che qui non si siano ancora resi conto della gravità della situazione, c'è ancora una certa regolarità.

Premier League, Carlo Ancelotti alla guida dell'Everton da dicembre 2019
Premier League, Ancelotti alla guida dell'Everton da dicembre 2019

Premier, Ancelotti: "Parlare di calcio ora mi dà fastidio"

Dal suo arrivo sulla panchina dell'Everton, Ancelotti ha messo insieme 15 punti in 11 partite di Premier League, con la squadra ora dodicesima in classifica con 37 punti. La teorica ripresa dei lavori dei Toffees è fissata per il 22 marzo, ma con un enorme punto interrogativo:

Se la situazione generale dovesse peggiorare, come si può pensare alla ritorno in campo? Non conteranno le esigenze del calcio, conta solo la salute delle persone. Se ancora il Coronavirus sarà in piena diffusione, il calcio non potrà ripartire.

La certezza di Ancelotti è che parlare di sport giocato in questo momento è estremamente complicato, anzi fastidioso:

L'argomento non mi interessa. Ora il calcio va messo da parte, in queste ore per me conta zero e mi dà quasi fastidio parlarne, di fronte alla tragedia alla quale stiamo assistendo. Siamo in una pandemia, la priorità è concentrarsi su questo. Il conto dei morti in Italia è terribile. Ogni sera leggiamo un bollettino di guerra.

C'è però spazio per provare a pensare al calcio, almeno quanto a rapporti con i colleghi. Ancelotti esprime grande apprezzamento per tre allenatori in particolare:

Con Klopp abbiamo un rapporto di stima reciproca, a volte ci scambiamo dei messaggi. Mourinho è un sincero, un personaggio di spessore, mentre ritengo Allegri corretto e concreto. Con Guardiola parliamo spesso di calcio. Tra noi c'è piena sintonia: sappiamo come si affrontano momenti difficili da allenatori.

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