Sospensione per il Coronavirus, perché la UEFA ci ha messo così tanto?

I fattori economici, gli accordi burocratici e le modifiche di programmi pluriennali imposti dal calendario. Tutte le difficoltà fronteggiate dalla federazione.

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Tutti i principali campionati europei sono sospesi per il Coronavirus o vanno verso la sospensione. In settimana, invece, si è giocato il ritorno di 4 ottavi di finale di Champions League e l'andata di 6 ottavi di finale di Europa League. Il motivo del regolare svolgimento dei match europei non risiede nell'irresponsabilità della UEFA, motivazione sollevata da chi optava per un'immediata interruzione delle competizioni, ma nelle difficoltà che la federazione ha avuto nel conciliare i rinvii con tutte le esigenze in ballo.

Non si tratta di un mero fattore economico, anche se effettivamente anche l'aspetto finanziario ha inciso sulle decisioni degli organi competenti. Le disposizioni dei governi hanno complicato il procedimento, perché hanno accelerato la necessità di provvedere anche per quel che riguarda gli eventi internazionali. Con meno tempo a disposizione e con i primi casi di positività al Covid-19 tra gli atleti professionisti, bisognava raggiungere in breve tempo un accordo su questioni a dir poco complicate.

Trattandosi di un tavolo in cui mettere d'accordo leghe e federazioni nazionali con associazioni internazionali, la complessità era ovvia. In più, con Euro 2020 sullo sfondo, si aggiungeva un altro tassello ad innalzare il coefficiente di difficoltà della soluzione. Sono state fatte in fretta e furia diverse valutazioni di carattere economico, ma anche gli aspetti burocratici hanno influito sui ritardi dell'UEFA.

L'UEFA sospende tutte le competizioni internazionali in corso: decisione giunta in ritardo o dopo un'attenta valutazione?
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Perché l'UEFA ci ha messo così tanto a rinviare tutto?

La perdita economica - sottolinea Sky Sport - è inevitabile con la sospensione delle partite. Vengono meno incassi dal botteghino, sponsorizzazioni non concordate in pacchetti anticipati, introiti derivanti dal merchandising. Il Barcellona, ad esempio, ha comunicato di aver subito un'enorme flessione nella vendita dei prodotti ufficiali dai propri store autorizzati, ma non è l'unico top club che ne sta risentendo.

Per stoppare l'emergenza Coronavirus, però, l'interruzione degli eventi ufficiali è la soluzione adottata da tutti e le modalità di assegnazione dei trofei, quando riprenderà il regolare svolgimento delle partite, potrebbe variare non poco. Champions League ed Europa League potrebbero risolversi con fasi in gara secca, annullando così la formula di andata e ritorno, oppure con una final four in stile Eurolega. I campionati potrebbero fare lo stesso, con l'idea dei playoff pronta ad essere messa in pratica.

UEFA
Le autorità dell'UEFA valutano l'idea di una final four per Champions League ed Europa League

La questione Euro 2020

Rinviare gli Europei, invece, è la questione più delicata attualmente in discussione. Non c'è ancora l'ufficialità, ma martedì 17 marzo dovrebbe essere comunicato il rinvio al 2021. Spostare Euro 2020 comporta una perdita inferiore rispetto alla ridefinizione di campionati nazionali e coppe europee, ma comunque non si tratta di un danno inferiore ai 300 milioni di euro.

Con lo slittamento di 12 mesi, inoltre, vanno riviste anche le date delle altre competizioni per Nazionali in programma nel corso dei prossimi anni: qualificazioni ai Mondiali in Qatar in primis, ma anche Nations League, Europei Under 21 e le competizioni femminili. Per contrastare il Coronavirus, però, servono misure drastiche, a prescindere dai danni economici in vista.

Europei
Gli Europei slittano al 2021? Martedì 17 marzo l'ufficialità

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