Porte aperte, chiuse o sospensioni: il calcio ai tempi del Coronavirus

Solo la Premier League, nonostante i contagi, insiste per avere i tifosi. Si gioca in Germania e Francia, stop alla Liga e alla maggior parte degli altri tornei.

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La paura, le preoccupazioni e l'incertezza che prevale. Nel primo weekend di quarantena imposto dal Governo italiano, in piena lotta contro quella piaga chiamata Coronavirus, gli appassionati di calcio molto probabilmente saranno quelli a rimetterci di meno. Seppure a singhiozzo, e nonostante tutti i campionati italiani siano stati sospesi almeno fino a 3 aprile, le maggiori leghe europee provano ad andare avanti. L'impressione è che la gravità del CoVid-19 sia ancora da percepire, soprattutto in paesi che hanno cominciato solo da pochi giorni a fare la conta dei contagi che crescono.

Ma tant'è, perché come dicono gli inglesi, "the show must go on". Lo spettacolo deve andare avanti e, proprio per questo motivo, la Football Association ha già fatto sapere che le tensioni nate col governo inglese nella mattinata di giovedì, sono da ricondurre totalmente da una differenza di vedute abissale su come portare avanti lo svolgimento della Premier League. Londra raccomanda precauzioni e chiede almeno le porte chiuse, lasciando libertà alla federazione di metterci buon senso e ufficializzarle lei stessa, ma la classe politica britannica è pronta a fermare tutto in maniera forzosa, qualora dovesse essere necessario.

Peraltro, nonostante i contagi da CoVid-19 siano in aumento esponenziale anche tra gli addetti ai lavori, le società inglesi starebbero addirittura pensando di non scendere in campo qualora le porte chiuse venissero imposte. Lo ha ribadito anche Brendan Rodgers, che ha commentato così i tre casi positivi rinvenuti nella rosa del suo Leicester:

Alcuni nostri ragazzi hanno riportato sintomi e sappiamo che la salute pubblica è molto più importante del calcio, ma sarebbe davvero un peccato giocare contro il Watford a porte chiuse.

Meglio fermi che senza pubblico: è questo, in sostanza, il pensiero della stragrande maggioranza dei club inglesi, anche dopo che l'Arsenal è finito in quarantena per via dell'esito positivo di un tampone eseguito sul manager Mikel Arteta. Che sta bene, come lui stesso ha dichiarato, ma deve scontare un periodo di isolamento assieme a tutti quelli che sono venuti a contatto con lui di recente.

CoVid-19 calcio in Europa
Emergenza CoVid-19: il Real Madrid è finito in quarantena a causa della positività al tampine di un giocatore della squadra di basket. Per questo motivo la Liga ha annullato almeno due turni di Liga, ma la situazione è destinata a peggiorare

Coronavirus in Europa: la Liga si ferma, Bundesliga e Ligue 1 no

In Spagna la situazione è molto più complicata. Dopo un tira e molla tra federazione e autorità, la lega iberica ha deciso di stoppare per almeno due settimane il campionato. Una decisione, quest'ultima, arrivata a pochi giorni dall'ufficializzazione delle porte chiuse. Nelle scorse ore a Siviglia e Getafe era stato impedito di giocare i rispettivi match di Europa League, ma ancora oggi ci si chiede come, in una situazione di emergenza totale, la Spagna abbia consentito a 3mila tifosi dell'Atletico Madrid di recarsi ad Anfield Road per la partita di Champions contro il Liverpool. Da segnalare il caso del Real Madrid, finito in quarantena per via della positività riscontrata in un cestista tesserato per la sezione basket dei Merengues.

Nonostante le difficoltà, Germania e Francia hanno deciso invece di andare avanti. La Bundesliga si giocherà interamente a porte chiuse fino a data da destinarsi: la decisione è stata adottata dalla federazione tedesca dopo il caso di positività legato a Timo Hubers, giocatore dell'Hannover, che ha acceso la spia d'emergenza su tutto il calcio locale. In più, a destabilizzare le sicurezze della lega, ci hanno pensato le parole della cancelliera Angela Merkel, che in diretta nazionale ha parlato di un picco del 70% dei contagiati solo per quanto riguarda la Germania. Nota positiva: Sky e lega hanno raggiunto l'accordo per trasmettere gratuitamente le partite dei prossimi turni.

André Villas-Boas, allenatore del Marsiglia, ha invece voluto commentare così le scene arrivate da Parigi nel post partita di PSG - Borussia Dortmund:

È scandaloso che non si impedisca a tremila persone di raggrupparsi fuori uno stadio quando hanno chiuso scuole e musei. La salute va messa al primo posto. Dobbiamo avere fiducia nello Stato e nelle misure prese e attendere che si prendano decisioni concrete riguardo le competizioni europee.

Per questo motivo in Francia, da adesso in poi, si adotteranno le porte chiuse, in attesa di capire come e quanto questa pandemia impatterà sul paese. Quella transalpina è una delle nazioni più a rischio, quindi la data limite del 15 aprile rischia di essere solo simbolica. Miscellanea dagli altri paesi: l'Eredivisie, massimo campionato olandese, è sospeso fino al 31 marzo, mentre i vicini di casa del Belgio hanno deciso per le porte chiuse. Campionati fermati anche in Danimarca, Portogallo, Austria e soprattutto Svizzera, i primi a prendere misure drastiche contro la diffusione del Coronavirus.

Che, d'altra parte, fa paura anche fuori dall'Europa. La MLS è stata sospesa per 30 giorni, in Ecuador e Perù le rispettive federazioni hanno stoppato tutti i campionati, in Argentina la prossima Copa de la Superliga si giocherà a porte chiuse. In stand-by anche Copa Libertadores, Copa Sudamericana e Concacaf Champions League. Molto probabilmente la Conmebol rinvierà l'inizio delle qualificazioni a Qatar 2022, in programma per fine marzo. Il Covid-19, insomma, fa paura (quasi) a tutti, e se non saranno prese misure stringenti la situazione è destinata a peggiorare. Mai come adesso, quindi, occorre rimanere uniti e remare tutti dalla stessa parte. Per uscirne una volta per tutte, e riavere finalmente indietro il nostro calcio.

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